Giovedì, 12 Aprile 2018 13:22

L'amore ai tempi di Mourinho, insegnamenti ed emozioni nello sport

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Presentato anche al Centro Veritas di Monte Cengio il libro “L'amore ai tempi di Mourinho”,

il cui autore Roberto Lorenzetti (scrittore sienese) ha voluto capitalizzare le emozioni trasmesse dal triplete dell'Inter. A moderare l'evento, uno dei tanti messi in atto dai padri gesuiti Luciano Larivera e Stefano Del Bove “nello store a due passi due” dal centro sportivo di Villa Ara, è stato il giornalista triestino Roberto Alessio (“il libro parla di sport, amore e amicizia, l'ho letto due volte perchè ho apprezzato il modo semplice in cui è scritto”). Le opinioniste sono state le olimpioniche Giulia Pignolo, Chiara Calligaris e Martina Orzan. Tra il pubblico pure il baskettaro Andrea Pecile, il presidente dell'Asi FVG (e direttore sportivo del Primorec) Enzo Esposito, Lino Inciso (gestore dei campi di calcio del Trifoglio), il calciatore della Roianese Elia Conni e il giornalista Paolo Pichierri.

Così l'autore e scrittore senese: “Al di là del tifo specifico di ognuno di noi, il triplete dell'Inter è stato uno dei più grandi risultati degli ultimi 20 anni e mi sono divertito a costruire una storia parallela al femminile. Lo sport insegna molto nel praticarlo, ma anche nel vederlo da fuori. E' una cosa bella, ma è ancora più bello il capire come si ottengono certi risultati. Questo fa la differenza. Trasmette emozioni e lo ha fatto ad esempio la Roma contro il Barcellona, ma anche le partite della Juventus e della Lazio nei loro rispettivi impegni di coppa. E lascia delle domande irrisolte su come sarebbe finito un determinato evento senza quell'episodio. Ci possono essere solo delle supposizioni personali, che poi sono motivo di discussione tra amici”.

Le tre olimpioniche? Ecco alcune pillole (al di là del concordare dell'importanza di avere una famiglia alle spalle che ti supporta e sopporta nel fare sport senza mettere pressioni). Giulia Pignolo: “Con l'associazione, che presiedo e che raggruppa atlete di varie discipline, andiamo anche nelle scuole e l'uso della vela ci aiuta a diffondere i principi sportivi. Nello sport bisogna sempre crederci, i miei due figli non lo fanno sempre anche se ho fiducia in loro ed è sbagliato che non ci credano ancora fino in fondo”.

Chiara Calligaris: “Se si hanno le potenzialità, bisogna crederci e l'obiettivo deve essere metterci il massimo impegno. Pechino 2008? Le gare della vela erano a 800 chilometri da Pechino, non sembrava di essere alle olimpiadi, le facce erano sempre le stesse e perciò sembrava di stare in coppa del mondo. Purtroppo non abbiamo potuto presenziare alla cerimonia d'apertura, essendo appunto a 800 km e gareggiavamo la mattina dopo...”. Tanto che...“volevamo quasi boiccotare la prima gara – s'inserisce una ridanciante e scherzosa Pignolo – per andare alla cerimonia d'apertura, ma fare così tanta strada...”. Ancora la Calligaris: “Poi, a fatica, siamo riuscite a farci accreditare per il vero villaggio olimpico una volta terminate le gare. Le stanzette erano mini mini, impressionante! Ma abbiamo vissuto il vero spirito olimpico!”.

E Martina Orzan: “Feci un quarto posto ad Atlanta 1996 nella gara di coppia per solo 27 centesimi, che sono un tanto così....un'amarezza incredibile a lungo, anche perchè tutti poi ti dicono “ah ma sei medaglia di legno, non sei nei primi tre posti...ma la soddisfazione è grande lo stesso perchè resta il miglior risultato italiano da allora. La cosa bella fu anche essere assieme a personaggi come Carl Lewis al villaggio olimpico, ma fu anche la prima volta, che ci furono i controlli per vedere se tutte le atlete erano veramente donne. La gioventù odierna? Purtroppo al giorno d'oggi anche gli allenatori hanno difficoltà a dare un obiettivo ai ragazzi nello sport, tanto più se i risultati non arrivano. Ma bisogna trovare il modo di far sì che i giovani siano motivati”.

E sul riconoscere i meriti delle donne nella quotidianità....Roberto Lorenzetti: “Sono dell'idea che lo stesso tipo di lavoro viene pagato di meno a una donna rispetto a un uomo solo perchè donna”. Pignolo: “E' un argomento lungo e variegato da affrontare, in ogni caso – se si pensa al lavoro – dovrebbe esserci parità di trattamento nella stessa situazione, ma anche nei confronti degli uomini”. Calligaris: “L'Italia è molto indietro in questo senso, la Francia è molto più avanti. Vanno trovate leggi migliori e fatte applicare”. Infine la Orzan: “Gli uomini mi guardano increduli quando sentono, che sono il direttore sportivo del Saturnia, eppure le capacità tecniche per capire le dinamiche del canottaggio ce le ho. E' sbagliata la mentalità perchè se un uomo sta in sede dalla mattina alla sera, va bene; se lo fa una donna, ti chiedono “Ma come fai con la famiglia?”. Purtroppo ci sono troppe poche donne dirigenti e allenatrici”.

 

Letto 269 volte Ultima modifica il Giovedì, 12 Aprile 2018 13:28

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