Mercoledì, 29 Ottobre 2014 10:12

Minibasket, Chiadino e Centro Minitalents le conferme

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Il Don Bosco Trieste è da sempre una “miniera” in quanto a giovanili e giocatori prodotti,
anche nei campionati nazionali (Andrea Pecile e Stefano Attruia sono due esempi del gran lavoro svolto nell'oratorio salesiano). Negli ultimi anni, in casa Don Bosco, si è continuato a tenere un occhio vigile al capitolo giovani e proprio dal minibasket, la base per formare gli atleti del domani, parte l'intervista a Guido Scabini e Marco Legovich: personaggi molto diversi, per età e per formazione cestistica, ma che riescono a lavorare fianco a fianco e tenere sotto controllo in pratica l'intera società salesiana assieme ad altri validi collaboratori, dal MiniBasket alla C2.
Marco Legovich, allenatore classe 1992, si occupa della parte organizzativa e burocratica del minibasket in Via dell'Istria: “insieme al Centro Minibasket Chiadino di Franca Pavone, quest'anno abbiamo inaugurato il Centro MiniTalents alla palestra del Don Bosco. Abbiamo circa 60 bambini nati fra il 2003 ed il 2009 e ci avvaliamo di allenatori del calibro di Romano Marini, in collaborazione con Cinzia Pelizon, oltre allo stesso Guido Scabini.” “Proprio così; - ribatte Scabini – fra Centro MiniTalents e Chiadino possiamo contare su 120 – 130 ragazzini con cui perseguiamo l'obiettivo di ricreare il movimento giovanile del Don Bosco. Il bello è che andiamo anche oltre al nostro rione: qui da noi arriva gente da tutta la città, non solo da San Giacomo”.
Ma quali sono le cose da tenere in considerazione quando si allenano dei piccoli “minicestisti”? Secondo Legovich, “la pazienza è la prima cosa; non bisogna però dimenticare la componente del divertimento, che deve rimanere prioritaria ed il rapporto con i genitori e le famiglie, fondamentale. Tutti gli esercizi vanno sempre proposti sotto forma di “gioco” e non devono essere noiosi”.
Guido Scabini, che ha visto anche “altri tempi” in quanto a giovanili, analizza la situazione odierna e le differenze rispetto a oggi: “direi che a livello fisico i bambini di oggi sono più indietro anche perchè, ai miei tempi ad esempio, c'erano molti più modi di poter giocare all'aperto. A livello mentale, poi, chi nasce al giorno d'oggi è abituato fin da subito ad avere tutto e questa è una condizione che necessariamente pone qualche differenza”.
Quale potrebbe essere, quindi, la più grande vittoria per il Centro MiniTalents? “A livello sportivo, possiamo puntare a qualche risultato interessante con la squadra dei ragazzi del 2003 – prosegue Scabini -, mentre in generale direi che vogliamo continuare la tradizione dell'insegnamento dello “Stile Don Bosco”, in maniera che anche i più piccolini mantengano un contatto attivo con giovanili e prima squadra e far sì che si crei un unico gruppo”.
Parlando di Chiadino e del centro gestito da Franca Pavone, grandissima atleta del passato, Marco Legovich sottolinea alcuni punti importanti: “la collaborazione con Franca e Chiadino rimane fondamentale; vogliamo proseguire il rapporto fra i due centri ed abbiamo un accordo, pur mantenendo ognuno la propria “personalità” e questo è importante. Fra l'altro, all'interno del centro Chiadino operano come allenatori anche atleti senior che militano in C2 o Promozione come Luca Panarella e Tommaso Sculin, per cui il marchio salesiano c'è tutto”. Giocatori della prima squadra come allenatori del futuro: il Don Bosco ha un progetto ben preciso e il settore minibasket, in questo, recita certamente un ruolo di primo piano.
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