Lunedì, 16 Aprile 2018 20:27

Alma-Udine, Zingaro: "In casa la peggior partita in attacco"

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Francesco Zingaro subito dopo il derby Francesco Zingaro subito dopo il derby

IL COMMENTO DI FRANCESCO ZINGARO dopo il derby ALMA-GSA.

 

Disteso a letto con un ronzio assordante nelle orecchie, e con gli occhi sgranati ripensando a quanto accaduto poco prima: mi era capitato la prima volta che tornai da una discoteca più di 20 anni fa, da ragazzino… e mi è ricapitato domenica sera.
E come un ragazzino ho vissuto tutta la settimana passata nell’attesa spasmodica di andare a “giocare il derby”: si perché il derby non vai solo a vederlo, lo vai a giocare insieme ai 10 in campo.
Emozioni forti dunque, quelle stesse emozioni che ti fanno tremare le gambe (e la mano), e battere il cuore più del dovuto quando sei ragazzino…ma che giocatori professionisti, pagati per giocare non dovrebbero provare.
E invece i nostri giocatori professionisti queste emozioni LE HANNO PROVATE.
Sono tornati ragazzini di fronte a 7000 persone urlanti, alla presentazione da urlo, al calore incalcolabile, e alla posta in palio. Ma questo non è un segno di debolezza mentale, no: questo è segno di un attaccamento, vero.
Abbiamo perso la partita, ma io ci ho letto una gran vittoria, quella dello sport, inteso come lo sport bello, quello vero: se i nostri ci avessero tenuto un decimo di quanto ci tenevano (come i “veri” professionisti), probabilmente avrebbero vinto di 20. Domenica invece ci hanno tenuto veramente tanto, troppo forse (non solo i giocatori nativi triestini): come fanno i giocatori che amano la maglia che indossano, prima ancora di essere dei professionisti.
E sono i freddi numeri della partita a suggerire questa lettura: per valutare l’efficienza di una squadra, si usa un numero “magico”, che indica quanti punti la squadra segna (e subisce) IN MEDIA ad ogni azione/possesso giocato; non importa quanti punti si segnano in totale, ma la capacità di trasformare i “possessi offensivi in punti”.
Non so se la cosa sia chiara, ma i numeri aiuteranno a capire: Trieste in casa dopo 14 partite ha segnato mediamente 122 punti ogni 100 possessi che è qualcosa di portentoso. La media del girone EST è 105 (Udine è a 104) e quindi si può capire la supremazia.
Ebbene, domenica, difensivamente abbiamo giocato come in media, mentre è in attacco che c’è stata la vera debacle: 89 punti su 100 possessi. In pratica numeri di un’altra categoria. La nostra efficienza offensiva è precipitata. Come è possibile? Bravi gli altri in difesa?
Assolutamente si, dato che hanno migliorato la loro efficienza difensiva (già al top), ma questo non basta a spiegare quello che è successo.
Abbiamo giocato peggio noi, molto di più di quanto abbiano giocato meglio loro: quindi bravi loro, ma il problema è stato solo nostro.
Domenica semplicemente non abbiamo segnato; senza andare a vedere i tiri da 3, sono stati i molti errori da 2, da vicino canestro, e i vari 1 su 8, 3 su 10.. messi con mano tremolante o magari con troppa veemenza, o le palle sgusciate di mano che ci hanno portato a fare la peggior partita in casa dell’anno in termini di efficienza offensiva.
Quello che però a me fa dormire sonni relativamente sereni (una volta passato il ronzio), è che dopo aver messo in campo LA PEGGIOR PARTITA (offensiva) in casa della stagione (in trasferta abbiam fatto di peggio con Bologna e Treviso), l’abbiamo persa di un niente, contro la MIGLIOR DIFESA DELL’ANNO. Un battito di farfalla (o un fallo fischiato a Dykes), e l’avremmo vinta e staremmo ancora facendo i caroselli.
Certo, abbiamo perso l’imbattibilità in casa, il primato sicuro e il derby. Tutto nella stessa serata, e questo fa male; ma io dico che va bene così!
Erano troppi gli obiettivi a cui pensare, i feudi da difendere e troppi i riflettori puntati di conseguenza da parte di tutto l’ambiente.
Il presidente dicendo che non siamo più i favoriti, sembra che “attacchi la squadra” ma in realtà la sta proteggendo, cercando di spegnere qualche riflettore, che evidentemente ci ha abbagliati, e cercando di alleggerire la tensione e la pressione sulla squadra.
Ora che abbiamo perso l’imbattibilità in casa, che potremmo finire secondi e che il derby ce lo siamo levati dal...calendario, si può finalmente pensare a una sola cosa: VINCERE LA PROSSIMA PARTITA…una dopo l’altra, fino alla fine.
Potremmo rincontrare Udine al secondo turno, e provare la “Remuntada” dallo 0-2, ma non pensiamoci: c’è solo la prossima partita.
Prendiamo questa bruciante sconfitta e facciamo tesoro delle lezioni che se ne possono trarre; serve essere più “freddi” e calcolatori? Ok, su questo si può lavorare. Sull’amore di una maglia, che ti fa anche tremare (o sudare) la mano dall’emozione, hai poco da lavorare: o ce l’hai o non ce l’hai.
Per chiudere vorrei dire una cosa su Javonte, anzi, a Javonte: schiaccia tutto quello che ti passa per le mani, che per “appoggiarla al vetro” hai tempo. Fin che puoi saltare “in testa a tutti”, schiaccia tutto quello che ti passa per le mani.
È l’espressione dell’entusiasmo di “un ragazzino” che gioca a basket, e che ci fa tornare tutti ragazzini, ogni domenica.

Francesco Zingaro

Letto 522 volte Ultima modifica il Lunedì, 23 Aprile 2018 19:20
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