Venerdì, 18 Maggio 2012 22:29

Delusione al PalaTrieste, Acegas ko in gara-1 della finale play-off

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Coach Dalmasson Coach Dalmasson
DNA (DIVISIONE NAZIONALE A)
ACEGAS APS PALLACANESTRO TRIESTE 58
FMC FERENTINO 72


ACEGAS APS PALLACANESTRO TRIESTE: Mastrangelo 18, Ruzzier 4, Ferraro 4, Zaccariello 14, Gandini 1, Moruzzi 11, Carra 4, Scutiero, Zecchin, Maganza 2. Coach Dalmasson
FMC FERENTINO: Carrizo 18, Guarino 18, Marcante 6, Iannuzzi 6, Ihedioha 10, Panzini 8, Parrillo 2, Gagliardo 4, Pongetti, Fratini. Coach Gramenzi
ARBITRI: Boninsegna di Paderno Dugnano (Milano) e Tirozzi di Bologna.
NOTE Quarti: 19-17, 34-34, 49-53. Tiri da 2: Trieste 15/25, Ferentino 21/43. Tiri da 3: Trieste 6/28, Ferentino 6/16. Tiri liberi: Trieste 10/19, Ferentino 12/15. Rimbalzi: Trieste 34 (22 difensivi e 12 offensivi), Ferentino 35 (23 difensivi e 12 offensivi). Palle recuperate e perse: Trieste 22 e 27, Ferentino 28 e 22. Uscito per cinque falli: Carra. Assist: Trieste 5 e Ferentino 6. Valutazione di squadra: Trieste 56, Ferentino 79.

Falsa partenza per l'Acegas Aps Pallacanestro Trieste nella serie della finale-promozione per salire in Lega Due. Ferentino vince meritatamente, essendo più tranquillo. Si dimostra avversario ostico e di spessore come peraltro si poteva immaginare visto che i ciociari avevano eliminato la corazzata Omegna in semifinale (in due gare). Trieste, che si spegne dopo un primo tempo sufficiente, non ha penetrazione e non trova continuità in attacco, cozzando contro la fastidiosa ed efficace zona laziale. Dapprima una 3-2 e poi una 1-3-1, che manda in tilt gli avversari. In primis i padroni di casa non hanno risposte positive dai play Carra e Ruzzier e hanno un Ferraro malconcio, ma un po' tutti non riescono a sfondare con regolarità contro un avversario abile a segnare con dei giochi a due. Solo nel primo quarto la compagine di Eugenio Dalmasson riesce ad imbastire qualche azione in velocità e chiude il round avanti per 19-17. Poi trova un piccolo allungo (28-19) grazie al tiro dalla distanza, ma gli ospiti reagiscono con un parziale di 15-6 e si va all'intervallo lungo sul 34-34. Trieste ha difficoltà nel far circolare palla nel terzo "set" e solo tre bombe e una conclusione di Zaccariello tiene a galla gli alabardati (sotto peraltro per 49-53 alla fine del terzo quarto). L'inerzia è però nelle mani di Ferentino. Trieste è imbrigliata nel suo complesso e non ha la velocità giusta per infilzare la zona dei Gramenzi's boys. Il PalaTrieste sarà il palcoscenico anche della seconda sfida, in programma domenica 20 maggio alle 18.

Il general manager della Pallacanestro Trieste, Dario Bocchini, commenta: "Queste sono partite, che durano 40 minuti e ora bisogna pensare alla prossima. Spero che i ragazzi ritrovino compattezza, ma penso che saranno in ogni caso più reattivi. Non siamo riusciti ad avere continuità del primo tempo anche nel secondo. La stanchezza e la tensione ci hanno fatto perdere lucidità e non siamo riusciti a fare il break, che di solito ci portava avanti. Non abbiamo avuto insomma buone percentuali. Non era una zona aggressiva, ma non siamo riusciti ad aprirla. Noi cercheremo le contro-mosse, alle quali seguiranno quelle di Ferentino. E perciò non credo che i nostri avversari faranno la 1-3-1 per altri 40 minuti".

Così, invece, Daniele Mastrangelo: "Abbiamo trovato difficoltà a bucare la loro difesa sia nel tiro da 2 sia in quello da tre. Dobbiamo migliorare assolutamente. Nel secondo tempo non abbiamo attaccato molto e io ho sofferto i chili di Carrizo. Ferentino è un'ottima squadra, che peraltro avevamo battuto in stagione regolare. Perciò possiamo riscattarci in gara-2, sperando di avere tutti al meglio della condizione. Per fortuna la serie è al meglio delle cinque sfide".

La parola, quindi, a coach Eugenio Dalmasson: "Una squadra come la nostra è destinata a perdere se fa più tiri da tre che da due come è successo. Non è la nostra filosofia segnare un punto più degli avversari. L'atteggiamento, la difesa e l'entusiasmo non sono stati dei migliori. La differenza tra noi e loro è che loro hanno giocatori abituati ai play-off e noi no. E' un fattore mentale: Ferentino è pronto a giocare questo tipo di gare. Noi dobbiamo ritrovare le nostre qualità, ovvero attenzione, concentrazione, spirito di squadra, aggressività e intensità. Dobbiamo capire come si giocano questi incontri e queste sono lezioni utili, considerando anche che questa era un match da serie A visto il pubblico presente. Nel secondo tempo eravamo disordinati al cospetto di un fortino. Prima, invece, avevamo costruito il vantaggio con i tiri da sotto al termine di azioni di contropiede. Ci possono stare i tiri da tre, ma il contropiede dobbiamo attuarlo di più".

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