Lunedì, 05 Aprile 2021 18:30

Il Ruggito del Leone, analisi ruolo per ruolo: "Qualche delusione ma buone basi per la prossima stagione"

Scritto da 
Vota questo articolo
(3 Voti)
Vittorio Leone Vittorio Leone

La sosta pasquale che prelude al rush finale mi permette di esternare alcune riflessioni

che ho fatto nel corso dei mesi da settembre ad oggi sulle caratteristiche e sul rendimento del nostro parco giocatori scelto dalla società con la formula del 5+5.

Ruolo per ruolo mi addentro nelle mie personalissime opinioni.

Premetto che la mia condizione di "agee" mi consente di nominare i singoli ruoli come si usava una volta, ma di certo mi capirete.

Mettetevi comodi...

 

Playmaker: nel corso della stagione è stato uno dei ruoli che ha sofferto maggiormente.

Juan Fernandez è stato quasi sempre all'altezza delle aspettative nei suoi confronti, seppur alle prese con qualche acciacco che non gli consente quell'esplosività nelle transizioni e negli attacchi al ferro (leggi lay up o "entrate", nella vecchia terminologia), il "quasi" fa riferimento a momenti di nervosismo dentro la partita spesso generati da conflitti con le terne arbitrali, spesso a ragione e va detto. Situazioni che lo hanno limitato nel rendimento e che non sono state compensate dal suo alter ego nel ruolo ovvero Tommy Laquintana che dopo un buon inizio in Supercoppa à andato via via spegnendosi dentro prestazioni problematiche. Inoltre le sue caratteristiche tecniche sono abbastanza simili a quelle del Lobito mentre a noi sarebbe servito un play che spaccasse le difese in transizione e che penetrasse con sicurezza e con la potenza delle gambe nei lay up, cito un nome, Chris Wright oppure uno che gioca in questo campionato e con verosimilmente un contratto compatibile alle casse Allianz e cito Russell di Treviso.

 

Guardie: questo a mio avviso è la nota dolente del roster.

Daniele Cavaliero, sempre generoso e pieno di volontà, ha un anno di più e il minutaggio che può concedere è necessariamente limitato per cui la mole principale di lavoro e minuti è caduta sulle spalle di Milton Doyle, forse la vera delusione (assieme a Udanoh) dei giocatori stranieri di quest'anno. Pochi sprazzi da campione come ci si aspetta da un ex NBA e tanti punti (il nostro miglior realizzatore) inutili (ossia a risultato acquisito sia nel bene che nel male) o figli di percentuali disastrose. Palle perse in quantità e scelte di passaggio spesso cervellotiche, oltre ovviamente ad alcuni assist pregevoli, ma pochi. In sostanza io non me lo ricordo mai come decisivo nel volgere il risultato di una partita a nostro favore. A volte penso ad avere in questo ruolo un certo Stefano Tonut.....

 

Ala piccola: in questo reparto abbiamo pescato due ottimi interpreti, talmente validi che dispiace vedere uno in panchina quando l'altro è in campo.

Mike Henry è partito col botto in Supercoppa e campionato, poi si è infortunato seriamente e ha contratto il Covid, per cui il suo recupero è stato lento, non lo so se il suo limit , ossia la discontinuità nel rendimento, sia figlio di queste situazioni oppure di un aspetto caratteriale che a volte lo fa vedere svogliato e nervoso rovinando le sue prestazioni. Comunque il giocatore c'è e a volte sembra immarcabile, fosse (o diventasse) anche un ottimo difensore sarebbe da blindare per il prossimo torneo.

Davide Alviti, la bella sorpresa, lo conosco e apprezzo dai tempi di Tortona, mi è sempre piaciuto. Difende, prende rimbalzi, tira con buone percentuali, forse potrebbe migliorare nel tiro dai tre metri. Non sono un tecnico e non so se alla bisogna potrebbe giostrare da "4" e quindi vederlo sul parquet assieme ad Henry, però è un ragazzo da coccolare e blindare, so che è ambizioso, ma se riuscissimo a giocare una coppa europea e attrezzassimo una squadra più competitiva l'anno prossimo, potrebbe anche restare a lungo con noi.

 

Ala forte:

il pretoriano di Dalmasson Matteo Da Ros una certezza in difesa e anche nella regia offensiva, gran passatore e con una notevole visione del gioco. Paga nel suo ruolo una carenza di chilogrammi e una ricorrente percentuale deficitaria al tiro, seppur con qualche eccezione. Da non perdere, nemmeno nel prossimo campionato.

Andri Grazulis, fisico solido, ottimo difensore e ai rimbalzi, ha avuto il problema al menisco nel suo miglior momento, e ritornare in campo nelle partite decisive non è mai facile, deve riprendere fiducia, ritmo partita e soprattutto attitudine al tiro che peraltro aveva già dimostrato. E' giovane, si può dargli credito.

Ho appena parlato di due giocatori che reputo meritevoli di una conferma, però nel ruolo di ala forte in questo campionato ci starebbe un americano, che abbia una buona mano, gran velocità e attitudini difensive. Tra i tanti, a budget compatibile, mi viene in mente Nick Perkins di Brindisi, che alla bisogna può fare anche il centro.

 

Centro (pivot, bei tempi):

Marcos Delia, arrivato a gettone per sostituire Udanoh infortunato, ha meritato la conferma dopo aver deciso (giustamente) di tagliare l'americano. Giocatore tecnico, un centro classico, non veloce, non fisicamente prestante, ma con grande senso della posizione, del passaggio e con buona mano. Si diceva una volta (forse ancora oggi?) che l'essenza del basket sta nell'asse play/centro, ecco mi ricordo alcune partite dove la nostra coppia argentina ha suonato il bandoneon e anche le difese avversarie. mi piacerebbe vederlo più spesso.

Devonte Upson, confesso che ero scettico, mi sembrava un giocatore da A2, lo ho anche scritto. Invece il ragazzo, che sicuramente deve avere un ottimo carattere e una grande disponibilità di apprendimento, è cresciuto e si sta rivelando un fattore che potrebbe risultare vincente in questi ultimi impegni, soprattutto si è dimostrato, come Delia peraltro, un buon finalizzatore con ottime percentuale e quando il tiro da fuori scarseggia, tutti sappiamo che realizzare da sotto il ferro è fondamentale.

Pero' anche in questo ruolo, pur avendo due buoni elementi, sento la mancanza di un lungo veloce, che possa partire anche da lontano, penso , sempre nei limiti del budget di spesa, a un giocatore come JaCorey Williams di Trento, ancora giovane, classe 1994.

 

Ecco, alla fine delle mie considerazioni mi sembra di poter dire che la squadra stia producendo un risultato in linea con la costruzione della stessa, e che questo possa essere un buon roster di partenza per un prossimo campionato basato su un 6+6 (d'obbligo se si va in Europa) dove vedrei l'inserimento di un lungo versatile (un 4/5 tipo Perkins) e di una guardia con punti in mano nei momenti decisivi, oltre alla sostituzione di un paio di giocatori della rosa attuale.

Speriamo che la sera del 2 maggio prossimo tutti questi bei propositi si possano tramutare in realtà col raggiungimento dei traguardi che tutti aspettiamo con fiducia.

 

VITTORIO LEONE

Letto 129 volte
vicedirettore

Email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Lascia un commento

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.

Ultimi commenti agli articoli