Mercoledì, 30 Giugno 2021 15:56

Il Ruggito del Leone, il punto sul mercato dell'Allianz: "Sin qui bene, mancano ancora i due yankees di qualità"

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Vittorio Leone Vittorio Leone

Il mosaico italiano della Pallacanestro Trieste sta prendendo forma.

Anzi, dovrebbe essere già definito e completato, anche se ci sono ancora lacune e voci che girano. Proviamo a sistemare le tessere nelle posizioni corrette.

Lobito Fernandez non si discute. Campogrande e Mian sono stati ingaggiati. Il secondo, il ragazzo di Moraro, è un uomo su cui coach Franco Ciani punta ad occhi chiusi. Di fatto è il sostituto di Alviti, a Cremona non ha fatto male, speriamo che avvicinarsi a casa e ritrovare un allenatore con cui si è trovato molto bene siano il viatico per ritornare ai livelli di gioco che gli avevano valso la nazionale azzurra. Non fanno testo le poche partite di play off giocate in A2 a Udine dove si è inserito in corsa e dove il sistema di gioco è profondamente diverso dalla serie A, e la prova sono le difficoltà enormi trovate, ad esempio, da Gaines a Scafati.

Campogrande con la Effe in A2 mi piaceva un sacco, poi ha avuto la sfortuna di inserirsi in squadre che hanno patito difficoltà societarie. A Venezia ha trovato poco spazio, però secondo me il giocatore è valido, buon difensore e capace in attacco di costruirsi il tiro. A Trieste può trovare la sua dimensione giusta per offrire un campionato di buon rendimento. Nella speranza che ricalchi le orme di Alviti, che non dimentichiamolo, è venuto a Trieste come scarto di coach Menetti a Treviso.

Quarto nome il giovane Lever, che però non risulta ancora ufficializzato. Può giostrare come centro ma forse anche come "4", nel segno della duttilità tanto cara all'allenatore.

Rimane Daniele Cavaliero, di cui non si hanno notizie fresche. Se rimane ancora un anno, oltretutto come cambio di una guardia che dovrà garantire minutaggio e punti, non si capiscono le voci su Casarin proposto da Venezia a Trieste dopo che Treviso ha declinato l'offerta Reyer.

Casarin è un gran bel prospetto, giovanissimo ma già rodato e soprattutto un mastino in difesa. Forse sono solo voci, si vedrà.

In tutto questo tourbillon perdiamo l'apporto di Matteo Da Ros, uno dei miei preferiti, per chi mi conosce. Giocatore forse caratterialmente complesso ma di finissima tecnica. Contratto oneroso, si diceva e si dice. Certo che nel reparto lunghi abbiamo un disperato bisogno di atletismo e di fisicità. Ma le sue doti di difensore e di passatore non le dimenticheremo, un po' ci mancherà. Auguroni Teo.

Finita la disamina del reparto italiani, possiamo ben dire che Mario Ghiacci in questo modo riesce a tenere il portafoglio abbastanza ben chiuso, con la prospettiva di ripetere il primo premio della Federazione per l'utilizzo dei giovani (che lo scorso campionato ha prodotto 85.000 euro, va ricordato).

Portafoglio che speriamo si apra per portare i due nomi (verosimilmente yankees) che ci possano indirizzare un campionato di qualità e il raggiungimento di un lusinghiero piazzamento finale. Sono convinto che a breve avremo novità, intanto ci gustiamo il rinnovo di Delia, che ha fatto bene l'anno scorso e la firma di Konate, massiccio atleta del Mali che potrebbe anche essere una scommessa vincente. Dovrebbe essere un giocatore duttile, un "4" ma anche un "5", pesante, intimidatore, stoppatore e finalizzatore sotto canestro, inoltre con una buona mano dalla media se gli highlights fossero vangelo e non soltanto filmati tentatori come il serpente nell'Eden.

Rimane l'enigma Grazulis, teoricamente confermato ma col ginocchio sotto indagine dei medici specialisti. A noi serve il giocatore sano, speriamo lo sia.

In conclusione, la sensazione è di un allenatore con idee ben chiare e con le indicazioni ben precise per le mosse di mercato che ovviamente toccano al presidente. Penso di poter dire che per adesso ci siamo mossi bene, ma decisive saranno le due pedine mancanti. Con fiducia attendiamo  le buone novelle.

 

VITTORIO LEONE

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