Martedì, 19 Giugno 2018 10:58

L'Alma in serie A, dai social: "Annata da antologia e lacrime di gioia"

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Una delle coreografie da "brividi" della Curva Nord Una delle coreografie da "brividi" della Curva Nord

Tifosi della Pallacanestro Trieste. Un punto di ritrovo per 4017 persone.

Una pagina Facebook, soprattutto in questa stagione appena passata, frequentatissima dai tifosi dell’Alma. Un modo per esprimere le proprie opinioni sulla squadra del cuore. Un numero incredibile di post che hanno accompagnato il campionato trionfale della Pallacanestro Trieste. Registrare i commenti di tutti è naturalmente impossibile, ci siamo per cui limitati (ci perdonino gli altri ...4012) a sentire alcuni dei più noti. Ecco cosa ci hanno detto dopo il trionfo di Casale.

ALESSANDRO MARTELLI: Vincere con la pressione di doverlo fare, è sempre difficile: figuriamoci poi quando “complete the mission” ti ricorda ogni giorno che non completarla sarebbe un fallimento sportivo. L’essersi posti uno ed un solo obiettivo, che si poteva non raggiungere per una miriade di dettagli e sfortune, ed averlo raggiunto con questa autorevolezza, è la dimostrazione che squadra, staff tecnico e società sono stati perfetti. Anche e soprattutto alla luce di una stagione difficile, piena di infortuni, quando nel momento di fisiologico calo si sarebbe potuto decidere di cambiare qualcosa: la bravura di tutti è stata continuare a credere nelle persone e nel lavoro impostato in estate. E regalare ad una città intera una delle serate più entusiasmanti degli ultimi anni. Queste emozioni, queste lacrime di gioia sono e saranno scolpite nei nostri cuori per sempre. GrAzie di cuore!

MARCO TORBIANELLI: Non ha vinto solamente la squadra più forte sul campo, ha vinto un sistema simbiotico tra giocatori, staff e dirigenti che è riuscito ad essere forte nei momenti difficili, sia contro le avversità inevitabili (infortuni e cali di forma), sia contro quelle perfettamente evitabili (critiche forzate e polemiche eccessive). Un sistema il cui successo è stato evidenziato anche dal crescente coinvolgimento di tifosi ed appassionati, ottenuto certamente a suon di risultati, ma con l’importante sostegno di un’azzeccatissima comunicazione mediatica. Le grandi emozioni della finale dello scorso anno sono state il punto di partenza di questa stagione, con aspettative certamente maggiori per tutti quanti; la conquista della Supercoppa, il record di vittorie, il primo posto nella regular season e la vittoria finale ai playoff hanno confermato tutte le aspettative, regalandoci un’annata sportiva da antologia. Per chi, come me, in un certo senso vive di pallacanestro è stato semplicemente fantastico, soprattutto perché ho potuto condividere tutto questo con mio figlio, domenica dopo domenica, fino alla gloriosa ultima trasferta a Casale Monferrato ed annessa “notolada”. Come ultimo pensiero da tifosi speriamo che il nostro caro amico Giga Janelidze resti nel roster.

MARIO (portavoce della Curva Nord): Erano 14 anni che aspettavamo questo 16 giugno, quei giorni di cui ti ricorderai esattamente tutto: l'attesa, l'ansia, la tensione, l'adrenalina, la fatica, la gioia, le lacrime, la festa finale! Dopo le incredibili emozioni della stagione scorsa riuscire a ripetersi ed adirittura migliorarsi, sia per i ragazzi in campo che per noi sugli spalti, non è stato per nulla facile e nemmeno scontato ma con abnegazione, sacrificio e con la bravura di mantenere un ambiente coeso nel periodo di difficoltà, remando tutti dalla stessa parte siamo giunti ad un traguardo incredibile e memorabile. Le emozioni di una curva che è cresciuta e migliorata giorno dopo giorno sono sotto gli occhi di tutti e l'esodo finale a Casale è solo la punta di un iceberg frutto di un lavoro costante partito anni fa che, certamente, è stato avvantaggiato dai risultati sul campo, ma che solo con solide basi di energia e di valori poteva sbocciare in maniera così dirompente. Gara 3 a Casale è stata la ciliegina sulla torta di una cavalcata trionfale che ha riportato passione ed ha riavvicinato vecchie e nuove generazioni alla pallacanestro Trieste. Le emozioni di questo sabato 16 giugno ce le porteremo dentro per anni ma se dobiamo scegliere un istantanea è sicuramente arrivare alle 6 di una domenica mattina davanti al palazzo e trovare centinaia, che poi diventeranno migliaia, di persone che ti accolgono come fossi un eroe di guerra ritornato in patria. Non credo di aver mai visto tanta gente piangere come la notte tra il 16 ed il 17 giugno 2018. Ho pianto di gioia, sfogando la tensione di questi play off, la paura di non farcela mentre mi ripassavano davanti le istantanee del fallimento del 2014, trieste monfalcone, gli spareggi con patti e bassano, le umiliazioni, le delusioni cocenti. Ho pianto perchè abbiamo chiuso un cerchio, ho pianto perchè ero felice per tutti i ragazzi della nord che non avevano mai vissuto un emozione così forte, ho pianto perchè finalmente Trieste era ritornata dove è bello che stia, ho pianto perchè sentire la gente cantare "forse chissà succederà" mi riempie il cuore, ho pianto per tutti quelli che hanno sudato e lottato per tutto questo ma che non erano li a festeggiare con noi, ho pianto...e sono state le lacrime più belle della mia vita! Ora ci aspetta una nuova avventura che tanti non hanno mai vissuto...passare da Orzinuovi, Bergamo e Ferrara a Varese, Cantù e Pesaro non sarà semplice ma siamo fiduciosi che il lavoro svolto in questi anni nell'inculcare dei valori e lo spirito di attaccamento ai nostri colori sia stato fatto bene e che regga l'inpatto del salto di categoria.

ALBERTO KOSTORIS: Come avevo promesso dopo la splendida stagione scorsa in cui per scaramanzia non mi ero fatto vedere in palazzetto, quest’anno sono tornato. Dopo 24 anni. La fuga di Stefanel aveva spezzato un incantesimo che durava da quando ero bambino e seguivo le imprese di Bill Paterno e Ron De Vries. E questi 24 anni sono scomparsi in un attimo. Daniele, Javonte, Matteo, Lawrence, Federico, e tutti gli altri mi hanno riportato indietro nel tempo e l’amore che c’era stato e ricomparso forte come allora. Grazie a tutti soprattutto a Giancarlo Mauro ed Eugenio Dalmasson per tutte le belle emozioni che ci hanno regalato.

FABIO NAGLIERI: Una stagione esaltante a dire il vero pensando che non avevo fiducia nel coach all’inizio, però ho dovuto ricredermi perché ha unito un bel gruppo ottenendo per Trieste un grande risultato.

 

Letto 181 volte Ultima modifica il Martedì, 19 Giugno 2018 12:31
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