Venerdì, 09 Marzo 2012 22:10

Elisa Gherbaz, addio al parquet

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Elisa Gherbaz dà l'addio al basket giocato Elisa Gherbaz dà l'addio al basket giocato

“Numero 7…Elisa Gherbaz!”. Le quattro parole che escono dagli altoparlanti del PalAquilinia

diventano il più classico degli assist per lo standing-ovation di tutto il pubblico rivierasco. Proprio come le assistenze che, sul parquet, l’ex-capitana muggesana era solita dispensare alle compagne di squadra, queste ultime in fervida attesa sotto canestro o dall’arco della linea dei tre punti che dalle mani vellutate della propria play-maker arrivasse un comodo pallone da imbucare in fondo alla retìna.
Non è affatto mera retorica considerare che quel paio di minuti antecedenti al derby tra Petrol Lavori e Delser Udine del 25 febbraio scorso siano stati per tutti, grandi e piccini, un motivo di orgoglio nel poter essere presenti ad applaudire, nella maniera più fragorosa possibile, un pezzo della storia recente dell’Interclub Muggia. La premiazione di “Gina”, dopo la decisione dura e sofferta di appendere le scarpe al chiodo, è motivo di riflessioni da parte della diretta interessata, che decisamente non nasconde quanto provato in quei momenti in cui le si è voluto tributare il giusto ringraziamento per quanto fatto in tutte queste stagioni in “cabina di regia”.

Elisa, qual’ è stata la sensazione più forte per tutto il calore straordinario che ha ricevuto durante la sua premiazione?

“Sicuramente tanta, tantissima emozione! In quei momenti ti rendi conto di aver seminato qualcosa di importante nel corso degli anni, di aver dato e di aver conseguentemente ricevuto molto. E’ stato tutto davvero molto commovente.”

- In molti si sono chiesti il perché del suo ritiro: tra i vari motivi, ce n’è uno più importante degli altri che vorrebbe sottolineare?

“Parto dal presupposto che, come ci sono stati i motivi di mollare, ce n’erano tanti altri anche per continuare a giocare. Senza dubbio ha inciso parecchio l’equilibro trovato nella vita privata, un qualcosa che ha bisogno di energie per essere rinnovato di giorno in giorno. A trent’anni poi non riesci più a fare tutto quello che vorresti senza essere spesso, letteralmente, a pezzi!”

- Qual è stato il momento della sua carriera in maglia rivierasca che ricorda con maggior gioia? E quale invece quello più “triste”?

 

“Tra le situazioni felici, direi tutti i derby vinti contro la Ginnastica Triestina, assieme alla promozione di un po’ di stagioni fa dopo un anno di B D’Eccellenza. Più in generale vorrei sottolineare tutte le vittorie conseguite negli ultimi periodi: quando inizi a capire che saranno i tuoi ultimi anni a livello agonistico, i risultati favorevoli ti lasciano una leggerezza d’animo che ritrovi in pochi altri momenti. Senza dubbio, invece, il momento più amaro è stato quello della mancata promozione diretta dell’anno passato: un’amarezza terribile, per come è maturata.”

- Guardando al presente, è innegabile che la Petrol Lavori odierna stia facendo un campionato straordinario, ben al di sopra delle più rosee aspettative: le dispiace, magari un briciolo, di non essere più parte integrante di questo gruppo, almeno sul campo?

“Beh, posso assicurare che continuo a sentirmi ancora sul parquet al loro fianco! Detto questo, è evidente che tutte questi successi invogliano di più a essere in campo a lottare, rispetto a tutte le difficoltà che pensavamo di incontrare e che invece abbiamo dimostrato di superare sin da subito. In fin dei conti, a chi piacerebbe di più perdere che vincere?”

- C’è una possibilità di vederla un bel giorno nello staff tecnico di Muggia? Qualcuno la vede già come una perfetta “chioccia” per svezzare le giovanissime…

 

“Mi piacerebbe un mondo, ma le difficoltà dovute al lavoro che attualmente svolgo e che, oltretutto, sono uno dei motivi per cui ho deciso di smettere, mi tengono momentaneamente lontana da un impegno del genere. Desidero alla fine ringraziare tantissimo questa Società, che amo profondamente, assieme ad allenatori e compagne di squadra per tutte le stagioni passate assieme: penso si sia visto in questi anni quanto io abbia voluto onorare la maglia che ho portato, giocando sempre per essa con la passione che mi contraddistingue.

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