Domenica, 07 Aprile 2013 20:46

Ko contro San Martino di Lupari, Interclub eliminata dai play-off

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Le ragazze dell'Interclub Le ragazze dell'Interclub

Va male anche gara-2 dei play-off all'Interclub nella SERIE A2 FEMMINILE.

INTERCLUB MUGGIA 54
FILA LUPE BASKET SAN MARTINO DI LUPARI 58

(15-10, 25-25, 42-39)
INTERCLUB MUGGIA: Meola 5, Borroni 11, Primossi 4, Cumbat 7, Cergol 14, Castagna n.e., Ljubenovic 7, Palliotto 6, Moratto, Rosin n.e. Coach Jogan
FILA LUPE BASKET SAN MARTINO DI LUPARI: Pegoraro 6, Granzotto 12, Cattapan 4, Stoppa 4, Aleotti 6, Sandri 14, Jagodic 8, Carlan n.e., Sbrissa 4, Artuso. Coach Abignente

ARBITRI: D'Orazio di Vittorio Veneto e Marton di Conegliano.

Si chiude, con più di un paio di lacrimucce scese a fine match, la corsa play-off e la stagione agonistica
di Muggia: l'Interclub si arrende anche in gara-2 al Fila S.Martino di Lupari, ma lo fa nuovamente a testa
altissima e con l'orgoglio che contraddistingue un team che ha lottato sino all'ultimo secondo per far sì
che il sogno della “bella” si potesse materializzare.
Finisce 54-58 e forse, mai come in questa occasione, c'è tutta l'innata forza della squadra di Matija
Jogan che trasuda al termine della contesa. Mai mollare la presa, nemmeno nelle difficoltà, tener sempre
duro anche se chi hai davanti è un colosso, variabili anche quest'oggi messe abbondantemente in
mostra. Muggia avrebbe potuto snobbare l'impegno, forte di una post-season conquistata a sorpresa, e
lasciar passare stile-Telepass le avversarie: ma nemmeno nel match di Aquilinia le venete hanno avuto
vita facile, così come era già accaduto in gara-1. Un bell' esempio di come, da piccoli che si è, si può far
parlare di sé nonostante una sconfitta: un leit-motiv durato tutta la stagione e che ha riconfermato come il
cuore muggesano non abbia mai smesso di battere, nemmeno quando il cardiogramma sembrava
indicare il contrario.
D'ora in avanti ci sarà modo e tempo per pianificare il futuro, a priori tutt'altro che roseo sotto il profilo
economico. Ma, da chi ha vestito la casacca rivierasca in questa annata e da tutti coloro che hanno
saputo mettere il proprio spirito e la prorpia forza interiore, arriva un segnale forte e inconfutabile: dalle
difficoltà ci si può rialzare, dai momenti di sconforto ci si può fortificare. E se un manipolo di giocatrici,
alcune di esse molto giovani, hanno saputo dimostrare questo, alla fine della fiera tutto può avere un
epilogo fiabesco da “...E vissero felici e contenti”: nulla è davvero vietato, nei mesi che verranno. Con la
speranza di non utilizzare l'inchiostro per un'eventuale parola “FINE” che nessuno si augura possa
essere scritta, perchè la favola targata Interclub non merita un epilogo nefasto.
Sul fronte più squisitamente cestistico, è stata una partita assolutamente “rognosa”: sono stati parecchi i
break e contro-break che si sono alternati sul parquet rivierasco nel corso dei quaranta minuti
regolamentari. A volte si è visto poco bel gioco e tante palle perse, frutto anche di un metro arbitrale che
ha lasciato correre in molte occasioni dove gli effettivi in campo chiedevano a gran voce un fischio che
poi non è arrivato: Muggia, partita male (3-8) ha poi messo in mostra una grande Meola nel primo quarto,
autrice dell'allungo sul +5 al 10' (15-10); c'è stato tanto equilibrio anche nella seconda frazione, con le
padrone di casa che vanno sino al 24-16, subito poi stoppate da una Granzotto velenosa in finale di
quarto. In un amen il Fila si riprende l'inerzia in mano, portandosi in parità alla pausa lunga (25-25), ma
trovando poi un brutto inizio di ripresa sul profilo del gioco: il team di Abignente va infatti sul -7, non
riuscendo a fermare una tarantolata Cergol (32-25). Ci vorrà Aleotti prima e soprattutto Sandri poi a
trovare l'acuto giusto per rimettere la testa avanti: sul vantaggio ritrovato dalle ospiti, l'Interclub non si fa
intimorire e ha nuovamente in Cergol l' arma vincente per chiudere avanti alla terza sirena (42-39).
Sino al 48 pari degli ultimi 4 minuti, la partita sembra non avere un chiaro padrone: S.Martino, da
squadra forte ed esperta qual'è, riesce a sparecchiare la tavola definitivamente con il 7-0 di break di
Granzotto e con la tripla letale di Cattapan dall'angolo (48-55). L'Interclub, costantemente con due
possessi di ritardo, le prova tutte in un finale infinito in cui si ritrova anche a -3 a pochi secondi dalla fine,
ma è costretta a cedere a un Fila che riesce a gestire i pochi punticini di vantaggio: gioia sul fronte
ospite, tantissimi applausi per le rivierasche al termine. Con quello striscione “Cercasi sponsor per
continuare il sogno: grazie mule” che eleva all'ennesima potenza le emozioni e i tanti occhi lucidi di una
domenica d'aprile che pochi potranno dimenticare. Perchè, quel sogno, sono in tanti ancora a volerlo
cullare.

 

Letto 535 volte Ultima modifica il Lunedì, 08 Aprile 2013 07:50

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