Sabato, 31 Dicembre 2011 15:17

Petrol Lavori, intervista ad Alice Palliotto In evidenza

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Alice Palliotto Alice Palliotto
Arrivata a inizio dello scorso campionato, per Alice Palliotto
(classe 1986, nativa di Cittadella in provincia
di Padova) l'anno in corso si sta dimostrando quello delle conferme. Solidissima in area pitturata, Alice ha
saputo migliorare il proprio rendimento, diventando uno dei punti di forza della Petrol Lavori Muggia: il
merito dell'attuale quinto posto in classifica è anche suo, senza discussione.
Alice, sta disputando il suo secondo campionato a Muggia: innazitutto ci parli di lei, del suo
indirizzo di studio all'università e degli eventuali sbocchi occupazionali.

Sto terminando il mio percorso di studi in Ingegneria Clinica e attualmente sono impegnata in un tirocinio
presso l’azienda ospedaliero-universitaria qui di Trieste, cui seguirà la tesi di laurea. Per quanto riguarda
gli sbocchi professionali sono orientata sia verso la sanità pubblica sia in aziende private del settore,
ma anche l’estero, a dire il vero, mi attira un po’.
A inizio della stagione la sua permanenza a Muggia era in discussione per la mancanza di richieste
di stage formativi in zona. Come si è sbloccata la situazione?

Il problema era legato a una proposta che avevo ricevuto per seguire uno stage all’ospedale di Padova, di
cui conoscevo già l’ambiente e che ritenevo molto interessante per la mia formazione. Non sono riuscita,
però, a portare a termine la cosa, lusingata un po’ dalla società e desiderosa comunque di affrontare con
la nostra magnifica squadra un campionato in A2 tanto atteso e meritato. Mi sono quindi data da fare e
sono riuscita a trovare i contatti giusti per svolgere il tirocinio in cui sono attualmente impegnata.
Trieste è definita una città in cui la ricerca e gli Istituti scientifici sono ai massimi livelli. Ci sono a
Trieste istituti o aziende in cui poter mettere a frutto la sua laurea?

Sì, certo che ci sono, gli stessi ospedali offrono molto nel mio campo. In più ci sono diverse aziende del
settore che comunque coprono tutto il territorio del triveneto. Al momento, però, penso al presente e a
finire al meglio il mio percorso; ciò che sarà poi lo deciderò a tempo debito.
Passiamo ora a conoscere Alice come persona: quali sono i suoi hobby e come passa il suo tempo
libero?

Adoro leggere, guardare film, ascoltare musica, andare a ballare e questi sono gli hobby più semplici,
anche perché purtroppo il tempo libero scarseggia. Ho iniziato a studiare chitarra acustica da autodidatta
e mi piacerebbe avere più tempo per coltivare questa cosa, poi sono un’appassionata di moto e Trieste
d’estate si presta molto a questa mia passione!
Qual è il suo cantante o gruppo musicale preferito?
Non ne ho uno in particolare, mi piace ascoltare un po’ di tutto, dipende dal momento. Ultimamente è
tornato alla carica il rock ‘n roll con il grande Chuck Berry su ispirazione di Annalisa (Borroni ndr.) alla
quale dedico un “hey, oh! Let’s go!”. Amo gli intramontabili gruppi dei Guns ‘n Roses, gli Aerosmith e i Pink
Floyd.
Ed ora parliamo del suo rapporto con lo sport: vorremmo sapere come si trova e come organizza i
suoi allenamenti a Muggia.

A Muggia mi trovo molto bene, siamo un gruppo fantastico e sono contenta di essere rimasta anche
quest’anno. Gli allenamenti sono tutti preparati da Matija e da Elena, noi giocatrici purtroppo non abbiamo
molta voce in capitolo, anche se alle volte insistendo un po’ ci fanno qualche regalino...
Parliamo della squadra: sei alla tua seconda esperienza con Muggia. Come ti trovi con la squadra
e quali difficoltà hai dovuto superare per ambientarti?
Con la squadra mi trovo proprio benissimo, sono tutte delle ragazze fantastiche e a cui mi sono molto
affezionata! Sinceramente non ho avuto alcuna difficoltà per ambientarmi; giocando praticamente assieme
da una vita sono un gruppo molto affiatato ed unito, ed io mi ritengo molto fortunata per essere entrata a
farne parte fin da subito senza problemi.
Ci racconti come si differenzia l'allenamento e il gioco di squadra rispetto a quello dove giocava
prima.

Devo dire che, per quanto riguarda il gioco di squadra, noi non abbiamo da invidiare niente a nessuno. La
nostra forza sta nel gruppo e se riusciamo a giocare assieme sfruttando questa cosa andiamo oltre al
talento e ai grandi nomi delle avversarie. Negli allenamenti non è che ci siano così tante differenze; magari
a San Martino di Lupari si faceva qualche giorno in più, ma eravamo un gruppo di semi-professioniste, a
parte una che lavorava le altre studiavano tutte ed avevamo più tempo.
Qual è l’obiettivo che vuole raggiungere con la squadra e qual è il messaggio che vuole mandare ai
tifosi?

Credo che un obiettivo comune sia quello di entrare e uscire dal campo sempre a testa alta, con la
consapevolezza di aver dato il massimo; le partite iniziano tutte zero a zero e noi abbiamo 40 minuti di
tempo per lottare con quella palla. Da parte mia cercherò di migliorare per dare un supporto sempre
maggiore alle mie compagne. Un saluto a tutti i nostri tifosi, con la raccomandazione di seguirci sempre
più numerosi: abbiamo bisogno di loro e delle loro incitazioni, il “sesto uomo” può essere un’arma
vincente!
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