Mercoledì, 30 Maggio 2012 13:38

Petrol Lavori, intervista al coach Matija Jogan

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Matija Jogan Matija Jogan
Traguardi importanti sono propri di gente che non molla mai e, soprattutto,
di chi cura ogni questione nei minimi particolari. Coach Matija Jogan, dopo la seconda stagione da head coach sulla panchina
dell’Interlcub, può prendersi una piccola pausa per coccolarsi un gruppo che gli ha saputo regalare
grandi emozioni negli ultimi due anni, con un occhio attento già puntato verso il futuro: anche perché, a
bocce ferme, si comincia già a programmare il prossimo campionato.
- Coach, dalle lacrime di Pessano dello scorso anno, dopo l’ultima partita persa per la promozione
diretta in A2, è passato a quelle di Aquilinia al termine di questa stagione: che differenza sostanziale
passa tra le due?

“Pessano è stato l’unico neo in questi due anni fantastici, un epilogo del genere non ce lo meritammo
proprio. Dopo 12 mesi possiamo dire di aver preso la rivincita: infatti c’ è stata un po’ di commozione,
anche per la stanchezza psicofisica che ci siamo portati dietro dopo una stagione intensa come lo è
stata questa di A2. Ma, soprattutto, ci ha fatto commuovere il calore del pubblico alla fine della partita
contro Vigarano: quell’ applauso finale ha scaturito dentro di noi una forza emotiva indescrivibile.”
- Il vostro è un chiaro esempio di crescita esponenziale di tutto il gruppo: durante i tornei estivi precampionato,
le indicazioni che arrivavano dalla sua squadra non erano state confortanti. Eppure siete
riusciti a sfondare e a togliervi tante soddisfazioni: si sente di dire che la vostra è stata una sorta di
scommessa vincente, alla luce di quanto fatto?

“Sicuro! All’inizio del campionato nessuno avrebbe scommesso neanche mille lire su di noi, partendo
dallo status di neopromossa e con una sicurezza in meno in cabina di regia a causa del ritiro dal parquet
di “Gina” Gherbaz. Eppure, con l’arrivo di Primossi a Muggia, ero sicuro di aver preso uno dei play
migliori in assoluto: in Vale ci credevo e, nonostante un inizio non facile, alla fine è stata una
scommessa vinta e farò di tutto affinchè resti con noi anche il prossimo anno.
Oltre a lei, abbiamo preso una straniera come Gabrovsek che non aveva mai calcato parquet all’estero,
con poca esperienza per poter giocare da protagonista nel nostro campionato: le nostre disponibilità
finanziarie erano minime e ci siamo dovuti accontentare. Alla fine però Ajda, seppur con qualche
difficoltà, è risultata la seconda miglior rimbalzista della serie A2.
Non dobbiamo però dimenticare un’altra “scommessa”, se così possiamo chiamarla, fatta all’inizio
dell’anno: Annalisa Borroni. Promossa da capitano, ha svolto questo ruolo in maniera esemplare,
risultando oltretutto la migliore giocatrice del campionato: elementi che, sommati tra loro, ti fanno
esclamare “Chapeau!” . Non ultime per importanza, la grande tenuta fisica e tecnica di “Gege” Cergol, la
forza e l’energia di Lara Cumbat, i miglioramenti incredibili di Alice Palliotto, la costanza e l’utilità di
Samantha Cergol; tra le giovani, Marta Meola ha tenuto benissimo il campo, dalle altre mi aspettavo
invece qualcosina di più.
- Con il raggiungimento delle semifinali play-off, Muggia ha raggiunto il miglior risultato storico della sua
storia: secondo lei, questo è un punto d’arrivo per l’Interclub o invece deve essere considerato come un
risultato dal quale partire per puntare maggiormente in alto?

“Non esistono punti d’arrivo, ma solo il raggiungimento di certi traguardi. Ogni volta che si arriva a
qualcosa però ci si deve subito porre un nuovo obiettivo: noi siamo orgogliosi di aver conseguito questo
risultato, di aver dato un nuovo slancio al basket femminile nella nostra provincia e di aver avvicinato la
nostra prima squadra al settore giovanile e al minibasket. Aver visto tanta gente e, soprattutto, tanti
giovani atleti e atlete sugli spalti, è stata la nostra più grande vittoria. Ora riposiamoci, programmiamo al
meglio la stagione futura (sperando in qualche risorsa economica maggiore) e in ottobre saremo di
nuovo pronti per tuffarci nel nuovo campionato. La parola d’ordine però dovrà rimanere “umiltà”,
altrimenti non andremo da nessuna parte.”
- Che cosa ricorderà maggiormente del campionato appena trascorso?
“Voglio sottolineare tre episodi: la vittoria al Carnera di Udine nel derby d’andata, i festeggiamenti dopo
aver sbancato Milano nella “bella” dei quarti di finale play-off e l’applauso da brividi che il pubblico ha
dedicato alla nostra squadra alla fine della partita contro Vigarano. Insomma: è stato un anno
indimenticabile.
Voglio approfittare per ringraziare tutte le persone che ci sono state vicine, nonchè tutto il pubblico e i
simpatizzanti che ci hanno sostenuto in tutti questi mesi. Concedimi anche di rimarcare il grande lavoro
oscuro ma imprescindibile del mio staff: ricordiamoci che abbiamo Paolo Paoli, il miglior preparatore
atletico in circolazione, e ne siamo orgogliosi di questo. Un grazie a poi a Elena, che di basket ne
mastica (e tanto) e con la quale si è instaurato un feeling fondamentale; a Fabio, perché di dirigenti così
in circolazione non ce ne sono, e a “Buss” che ha aiutato le ragazze nei momenti di affaticamento. Non
tutti hanno la fortuna di avere uno staff a cinque stelle come il nostro.”
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