Sabato, 02 Aprile 2011 19:57

Poker dell'Atalanta, Triestina alla deriva

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ATALANTA 4
TRIESTINA 0
MARCATORI: p.t. 5’ Ferreira Pinto; s.t. 2’ Doni su rigore, 43’ Tiribocchi, 48’ Bonaventura.


ATALANTA (4-4-2): Consigli; Bellini, Troest, Manfredini, Peluso; Ferreira Pinto, Carmona (s.t. 39’ Basha), Padoin, Doni (s.t. 21’ Bonaventura); Tiribocchi, Rupolo (s.t. 30’ Marilungo). A disposizione Frezzolini, Ferri, Ceravolo, Bjelanovic. All. Colantuono
TRIESTINA (4-4-2): Colombo; D’Ambrosio (s.t. 26’ Bariti), Cottafava, Malagò, Filkor; Antonelli, Gissi, Dettori (s.t. 16’ Gerbo), Testini; Godeas, Longoni (s.t. 41’ Abeam Danso). A disposizione Viotti, Brosco, Longhi, Miramontes. All. Salvioni
ARBITRO: Gennaro Palazzino di Ciampino (assistenti Gianluca Nasotti di Bologna e Giancarlo Rubino di Salerno; quarto ufficiale Maurizio Ciampi di Roma 1).
NOTE Ammoniti Dettori, Bellini, Troest. Corner: 7-0 per l’Atalanta. Minuti di recupero: p.t. 0’; s.t. 4’. Giornata calda e soleggiata, terreno in buone condizioni. Spettatori: 16.000 abbonati e 1609 paganti.

E dire che la Triestina avrebbe dovuto giocare meglio contro le squadre migliori... Almeno questo era il pensiero del tecnico Salvioni prima di questa sconfitta. Un paio di decisioni arbitrali dubbie pesano sull'esito di questo 4-0 ma indubbiamente quasi ad ogni partita non vinta c'è qualche scusa e qualche motivo di rammarico. Ma le sole 5 vittorie in 34 gare (la squadra che ha vinto di meno) e il peggior attacco della serie B (27 gol fatti) sono dati che non mentono. La Triestina è ultima con pieno "merito". Consci di quanto passato nella scorsa estate, nel clan alabardato, si prometteva di far tesoro di quell'esperienza negativa (la retrocessione sul campo nei play-out contro il Padova) per non ripetere certi errori. Ed invece in questa stagione tutto è andato storto. Pochi soldi spesi (anzi, tanti incassati!) e ora anche una scelta su un allenatore che da queste parti  non è di certo ben visto per scelte tecniche e per comportamenti. Un fallimento insomma targato Fantinel. Rimangono da giocare ancora 8 gare e dunque tutto potrebbe ancora accadere ma è impensabile che l'Unione riesca a recuperare 7 punti su compagini come Crotone (una partita in meno), Cittadella e Portograuro. I tifosi non devono illudersi, la serie C1 (o Lega Pro come si chiama adesso) è pressochè certa. In questa trasferta lombarda l’Atalanta quindi non lascia scampo alla Triestina allo stadio bergamasco Atleti Azzurri d’Italia. Nulla da dire sulla superiorità tecnica dei Colantuono’s boys, ma i rossoalabardati masticano ugualmente amaro per gli aiutini concessi agli avversari da parte dell’arbitro. Al primo lampo la Dea passa in vantaggio. Un gol viziato da un fuorigioco non sanzionato dalla terna arbitrale. Il brasiliano scambia con Tiribocchi, che è in evidente posizione irregolare, e la incursione in area non viene contrastata a dovere (in primis da Cottafava) così da poterla concludere con un tiro nell’angolo. A questo punto i nerazzurri abbassano i ritmi e controllano la situazione senza aggredire. Giocano, insomma, come il gatto con il topo visto che l’Unione non dimostra particolare personalità a centrocampo ed è poco cattiva a livello generale e insicura nei suoi terzini. E i padroni di casa sembrano poter far male ogni volta che lo vogliono. Al 23’ Doni dialoga con Tiribocchi e si ritrova da solo davanti a Colombo, ma calcia fuori basso di destro. Gli ospiti ci provano in modo impreciso con Antonelli (24’) e Testini (26’), quindi le repliche di Tiribocchi (deviate in angolo da Colombo al 30’ el 42’). Al 2’ della ripresa arriva un altro regalo dell’arbitro a favore dei lombardi: Dettori non tocca Ruopolo in area, ma viene sancito lo stesso il rigore (e Dettori viene ammonito). Dal dischetto Doni spiazza Colombo e insacca. Passano 3’ e Gissi sfiora il palo con un destro dai sedici metri. La gara finisce qui. Poi il copione è lo stesso del primo tempo, basato sull’accademia. Finchè, al 43’, arriva il tris: ci prova Basha, Colombo respinge e c’è quindi il tap-in vincente di Tiribocchi. E al 48’ Bonaventura cala la quaterna.

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