Domenica, 24 Giugno 2012 21:40

Triestina, quale futuro?

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Quale futuro per un'eventuale nuova Triestina Calcio? Difficile da ipotizzare al momento.
Ben poche le certezze al momento. Una è data dal fatto che il Comune - su iniziativa del sindaco Roberto Cosolini e dell'assessore allo sport Emiliano Edera - ha inviato trenta lettere ad altrettante aziende del capoluogo regionale per farle sedere a un tavolo di lavoro per chiedere un aiuto pro Triestina e pro Acegas Aps Pallacanestro Trieste (neo-promossa in Lega Due). “Prima del fallimento ben undici cordate avevano chiesto informazioni. Ora, tra i quattro soggetti interessati a rilevare la Triestina per un campionato nei dilettanti, ce n’è uno che non è di Trieste e non è mai stato citato come possibile acquirente” ha dichiarato lo stesso assessore Edera, convinto che in poco tempo la situazione si sbloccherà. Si tratterebbe di un triestino emigrato almeno una ventina di anni fa negli States, dove ha fatto fortuna nelle produzioni cinematografiche. Finora ha preso solo contatti con soggetti del calcio locale, ma non con le istituzioni e il Tribunale. Tra i massimi club dilettantistici di Trieste i rumors dicono in ogni caso che difficilmente la nuova Unione ripartirebbe dalla serie D e che sarebbe più facile che una nuova proprietà propenda per l'Eccellenza. E c'è anche chi ha già la tentazione - in caso di mancate offerte - di iscrivere la squadra in Terza Categoria. Un'altra certezza è che i nove calciatori della prima squadra sotto contratto e i tesserati delle squadre giovanili sono svincolati tanto che qualche giocatore della (ex) Berretti potrebbe interessare al Kras Repen, neo-promosso in serie D. L'ultima sicurezza è che il responsabile del settore giovanile Francesco Schiraldi ha incontrato i genitori delle "giovanili" e ha chiesto loro di pazientare un poco prima di far accasare i loro figli in qualche altra società perchè c'è l'intenzione di fare i campionati under in qualsiasi categoria militerà la prima squadra. Non tutti i genitori, però, sono convinti di aspettare, tanto più quelli i cui eredi sono reduci dai campionati nazionali e che hanno richieste da club professionistici. Per loro, infatti, sarebbe un passo indietro fare tornei regionali o provinciali.
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