Mercoledì, 25 Novembre 2020 19:10

Gubbio-Triestina 1-0, è il momento delle domande

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Carmine Gautieri in tribuna durante Triestina-Fermana Carmine Gautieri in tribuna durante Triestina-Fermana

Un tiro in porta (o meglio, abbondantemente fuori, di Sarno al 93’) nell’arco dell’intera partita,

gioco praticamente nullo e con poca iniziativa. La Triestina a Gubbio era andata per vincere dopo la discreta e propositiva gara contro la Fermana. Contro una squadra di bassa classifica (terz’ultima anche se in leggera ripresa) bisognava cercare di portare a casa i tre punti, quelli che avrebbero permesso di arrivare a meno 2 dalla vetta in un campionato che, sin qui, sembra di basso livello. Ma tra il dire e il fare qua c’è di mezzo un oceano. Male su tutti i fronti, compreso nell’azione del gol della vittoria umbro, a partire dall’ingenuo fallo di Rizzo che gli vale il secondo giallo al tiro cross, tutt’altro che irresistibile, messo in mezzo sulla conseguente punizione che Offredi non è stato capace di trattenere in presa ma ribattendolo sul corpo di Maracchi a pochi passi dalla porta.

A questo punto, dopo l’ennesima prova impalpabile con i difensori avversari che ringraziano per i pomeriggi tranquilli, ci sono da porsi delle inevitabili domande.

1) La squadra costruita da Milanese è forte?

2) E’ in grado cioè di lottare per la vetta?

3) E’ guidata da un allenatore all’altezza degli obiettivi prefissati?

4) Quanto hanno inciso e stanno incidendo le numerose assenze dovute a infortuni e Covid?

Se la risposta ai primi due quesiti è “si” ecco che allora per forza bisogna passare agli altri due. E’ chiaro che le assenze pesano sempre, però aver costruito una rosa con alternative per ogni ruolo dà delle buone garanzie. In questa sfida di Gubbio però l’attacco era il reparto più inguaiato: fuori ancora Litteri per il Covid, problemi muscolari per Gomez durante il riscaldamento, un solo allenamento sulle gambe per Granoche dopo la lunga assenza per il Coronavirus, qualche giorno di campo in più per Sarno, il reintegrato Gatto che dà un apporto decisamente modesto, Petrella acciaccato per l’infortunio di tre giorni prima. Effettivamente qualche scusante là davanti c’è.

Però non è questa la prima prestazione del genere che sfodera l’Unione in questo campionato, il centrocampo è sempre lento e verticalizza poco e la difesa concede sempre qualcosa agli avversari. In attacco, indipendentemente dagli attori, si conclude troppo poco. Su questi ultimi temi dovrebbe essere l'allenatore ad incidere. Un tecnico fa il suo dovere quando con le sue tattiche (semprechè abbia dei giocatori validi) fa rischiare poco alla sua squadra in difesa e far arrivare quattro/cinque volte qualche suo giocatore davanti alla porta avversaria. Che poi si segni o meno dipende da chi va in campo.

Quattro sconfitte in 12 incontri sono tante, considerando anche il fatto che mancano da affrontare alcune compagini di primo piano, ora in ordine: Carpi, Sambenedettese, Padova, Perugia e Sudtirol. Solo a pensare vengono i brividi avendo appunto in mente certe sfide disputate dalla Triestina fino ad ora. A meno che l’Alabarda non cominci ad esaltarsi guardando la forza dei prossimi avversari. Ma proprio per la forza di queste squadre, non fenomeni ma sicuramente migliori delle varie Gubbio, Arezzo, Virtus Verona, Legnago e Matelica, con quelle che insomma si sono persi numerosi punti, ecco che se le cose dovessero andare male la squadra di Gautieri potrebbe precipitare entro fine anno in graduatoria. Già Gautieri, soprattutto sui social si continua a chiederne insistentemente l’esonero. Ma il suo contratto scadrà il 30 giugno del 2022, c’è la clausola del rinnovo automatico in caso di promozione in serie B mentre per la prossima stagione (2021-2022) se la società non sarà contenta del suo operato potrà cambiargli ruolo sempre grazie ad una particolare clausola.

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