Martedì, 24 Settembre 2019 12:56

L'esonero del mister alabardato, Gasperutti: "Pavanel merita rispetto"

Scritto da 
Vota questo articolo
(8 Voti)
Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Così Massimo Pavanel ha pagato il fio di questo calcio frenetico, senza cuore, senza passione, schiavo dei risultati e del “Dio” denaro,

per il quale è disposto a sacrificare tutto: tradizioni e colori sociali; immaginarsi se è capace di avere dei sentimenti. Massimo Pavanel era, anzi è una persona vera, chi ha avuto l'onore di parlarci lo può testimoniare, è uno che merita il massimo rispetto e vederlo trattare sui social che tanto vanno di moda, come un poveretto e un incapace, fa molto male e dovrebbe far male a tutti coloro che amano l'Unione. Lui prima capitano della squadra, poi allenatore delle giovanili e successivamente della squadra maggiore, per questa Società ha dato l'anima, ha sofferto e avrebbe pagato di tasca sua per riportarla in auge.

Il tifoso si sa, fa il tifoso e giudica in base al risultato: vinci e sei un fenomeno, perdi e diventi immediatamente uno non all'altezza; tutto quello che sta nel mezzo ai due risultati non ha importanza. Non ha importanza il come e il perchè non viene valutato il lavoro che viene fatto a monte, ma conta solo il risultato e d'altra parte una grossa mano a questo modo di pensare la danno anche i media, che valutano solo i gol e al lunedì leggi che Tizio, che in tutta la gara ha toccato un solo pallone, ma alla fine ha segnato su rigore, è uno che ottimizza il lavoro della squadra e viene valutato come migliore in campo.

Massimo Pavanel lo scorso anno è arrivato nella squadra per cui faceva il tifo e nella sua città di adozione e sprizzava gioia da ogni poro; si vedeva che faceva il suo lavoro con passione e dedizione e godeva più degli stessi tifosi per i risultati positivi della squadra in campo, come ne soffriva se questi non arrivavano. E' uno onesto, è uno capace, è uno che mastica calcio perchè lo ha vissuto dal di dentro, non dagli spalti, non dai ritrovi e dai bar sportivi; lo scorso anno ha assemblato un'ottima squadra dandole forma logica e motivandola. Purtroppo il risultato non è stato pari alle speranze e alla fine come sempre è contato solo il risultato, ma nessuno si è voltato indietro ripensando ai mesi invernali, dove erano stati gettati via punti importanti, causa delle topiche difensive e del portiere in particolare e dove per quasi due mesi si è schierata una formazione senza attaccanti, per l'indisponibilità di Granoche che non aveva un alter ego in rosa, fino all'acquisto di Costantino. Questi fatti, al tirar delle somme finali, hanno pesato notevolmente nell'equilibrio del campionato, ma hanno poca importanza per chi vuole criticare, come ha poca importanza il fatto che una volta sistemata sul mercato, nel girone di ritorno la squadra abbia fatto più punti di tutte: conta solo il risultato finale! A fine campionato nel giorno in cui è sfumata la B, ricordo il buon Massimo in sala stampa, abbacchiato, avvilito, più dei tifosi che lo circondavano, così come alcuni giocatori che sono arrivati con le lacrime agli occhi e che oggi magari sono insultati perchè.... non corrono e vogliono perdere! Quel giorno ricordo che lui aveva dei dubbi sul fatto di continuare la sua esperienza in questa città, che è sempre stata così poco comprensiva con i suoi figli: chissà perchè? “Nemo propheta in patria”; nessuno è profeta in patria, dicevano i latini e a suo tempo lo sperimentò lo stesso Nereo Rocco, che aveva ottenuto il massimo risultato della storia alabardata e che fu cacciato come l'ultimo degli incompetenti perchè anche allora quelli che stavano al di fuori del prato verde ne sapevano di più. Ecco però che poi Nereo “quel mona de becher” come soleva dire lui stesso, andò a raccogliere al di fuori della sua città le soddisfazioni che gli furono negate in loco.

Logicamente ora auguriamo anche al buon Pavanel di seguire le orme del “Paron”, lo merita come persona, per la sua umanità, per la signorilità con cui si pone, per il modo pacato e obiettivo in cui si esprime davanti ai microfoni, pur in presenza di risultati o di fattori negativi che magari hanno condizionato la gara appena conclusa. Forse in quel 9 giugno infausto avrebbe dovuto salutare tutti, magari con una lacrima sul viso per la delusione avuta, ma ne avrebbe giovato la sua immagine di uomo sensibile, perchè tra la tifoseria che sta sempre col fucile spianato c'era già qualche cecchino pronto ad impallinarlo al primo risultato negativo e l'anno successivo la stessa dirigenza avrebbe preteso molto di più sul piano sportivo, perchè legittimamente aspirava a riprovarci a raggiungere l'agognata serie B. Ecco per me quello è stato un errore di Pavanel, che si è lasciato convincere da Milanese e dall'amore per la maglia alabardata che ha sempre amato e onorato: voleva donare una grande gioia alla città, non c'è riuscito, ma onore a lui e un ringraziamento per le emozioni che ci ha fatto provare, senza se e senza ma!

BRUNO GASPERUTTI

 

Letto 303 volte

Lascia un commento

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.

Ultimi commenti agli articoli