Martedì, 21 Gennaio 2020 12:13

Piacenza-Triestina 1-2, Gasperutti: "Unione finalmente squadra e ora il calendario è favorevole"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

La partita infrasettimanale quest'anno ci porta decisamente bene, dopo quelle positive contro Arzignano, Fermana, Imolese,

è arrivata un'importante vittoria in trasferta, anche contro una squadra che dovrebbe essere una delle rivali per trovare una posizione adeguata per i play-off.

Giudicare dalla Tv è sempre arduo mancando una visuale ampia d'assieme, essendo la telecamera incentrata sul pallone, ma in compenso puoi rivedere le azioni più importanti con i replay. La prima considerazione che mi viene a mente è: ma quanto è strana questa Triestina che riesce a disfare in casa quello che costruisce in trasferta: perde con il Modena e vince a Rimini, perde con la Samb e vince a Piacenza. Il calcio nelle sue contraddizioni e aleatorietà ha però una sua logica e forse la risposta a questi risultati così contrastanti sta nel fatto che in casa la partita la devi fare tu, in trasferta invece puoi star sulle tue adeguandoti all'avversario e ripartire.

La Triestina è squadra esperta, tutti i suoi giocatori hanno parecchie stagioni in categoria alle spalle, a parte Ermacora e Procaccio, quindi se sta accorta è una brutta gatta da pelare per tutti. Al Rocco invece tutta questa saggezza dettata dall'esperienza non viene messa a frutto e vengono alla luce invece i difetti costituzionali della squadra, la macchinosità nella manovra, la poca incisività delle punte, le difficoltà difensive negli spazi aperti. A Piacenza la Triestina è sembrata squadra, sempre concentrata e compatta e quando ha potuto ha saputo ribaltare l'azione con alcune ripartenze che forse doveva sfruttare in modo migliore.

Non sono mancati gli errori tecnici, di misura nei passaggi e nelle finalizzazioni, ma complessivamente ha disputato una buonissima gara. Tutti hanno giocato sopra la sufficienza, e tutti hanno contribuito al raggiungimento dell'importante risultato per l'applicazione messaci nello svolgere il compito loro assegnato. Nei limiti dovuti alla visione in Tv, a me sono particolarmente piaciuti: Offredi sempre pronto, Lambrughi finalmente riportato nel suo ruolo che conosce a menadito per esperienza e attitudine fisica odierna, Procaccio che riesce sempre a trasformare qualsiasi pallone sporco in un pallone giocabile. Ovviamente una nota di merito va a Maracchi che oltre a svolgere il compito di instancabile corridore nel chiudere le linee di passaggio, è tornato a mettere a frutto quella dote importante e preziosa che è nelle sue caratteristiche precipue, l'incursione in area avversaria e il fiuto della rete. Bravo è stato Gautieri a liberarlo dai compiti che il modulo solitamente adottato lo limitava nelle sue galoppate a briglia sciolta nella metà campo avversaria. Però non è tutto oro quello che si è visto, la squadra deve ancora crescere, la forza penetrativa dell'Alabarda sembra ancora inadeguata per una squadra con ambizioni.

Certo se va in vantaggio tutto è più semplice, ma se va sotto (Sambenedettese insegna), fa molta difficoltà, perchè Gatto si applica, corre ma in fase offensiva sembra spuntato, Gomez sembra più un centravanti di manovra ed è bravo nel difendere palla e far salire la squadra, ma non sembra un "puntero" da 15 gol a stagione e Procaccio, bravissimo nell'approccio, quest'anno ha le polveri un po' bagnate. Vanno recuperati e messi in fiducia quelli che componevano lo scorso anno, uno degli attacchi più insidiosi di tutta la C, cioè Granoche, Costantino e Mensah.

La partita non è stata bellissima, troppi gli errori di misura nei passaggi che la rendevano frammentaria e poco fluida. Il Piacenza non m'è piaciuto, ha avuto alcuni periodi di supremazia, ma sta nella logica della partita casalinga aggressiva che stava facendo. Ovviamente ha avuto 2-3 grosse occasioni da gol, ma qui è stato bravo Offredi a disinnescarle e alcuni tiri pericolosi(come uno al 94') hanno sfiorato i pali. Il cannoniere Paponi, che ci aveva puniti a Trieste, non si è praticamente visto, anzi si è visto nell'occasione del rigore, gentilmente offerto per arricchire il suo score nella classifica cannonieri. E qui faccio un piccolo inciso personale: mi sembra che questo calcio sia diventato uno sport per pinguini, le interpretazioni che danno oggi dei falli in area di rigore ti fanno stare all'erta sempre, anche se il risultato non sembra in pericolo, perchè si vedono le fischiate più assurde e fantasiose che riaprono partite già in cassaforte. Poi ci pensano bene i media in Tv a spiegare e giustificare anche le cose più strane. Bene, in Emilia la Triestina ha avuto il torto, nel finale, di abbassare il suo baricentro ritenendo il risultato già ben definito, ma ciò in questo calcio moderno malato non è più possibile, è bastato un pallone buttato a caso in area, ed ecco che il nulla viene trasformato in un rigore che riapre la gara. Se quello di Piacenza era rigore, con il Pisa ce n'erano almeno quattro e non è giusto che una partita di calcio diventi un gioco alla roulette, dipendente dalle lune del signore che tira la pallina.

Ora il calendario è favorevole all'Unione, dopo il recupero di giovedì a Gubbio, delle successive 4 partite, ben 3 si disputeranno al Rocco e tutte contro squadre non di primo piano. Certo l'inerzia positiva bisogna meritarsela e invertire l'andamento poco positivo delle ultime esibizioni casalinghe; dopo questo ciclo di partite e con il mercato di gennaio che distoglie energie psicofisiche anche nei calciatori, alle spalle, potremo fare il punto della situazione e delle prospettive che ci riserva il finale di campionato.

BRUNO GASPERUTTI

 

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