Martedì, 19 Gennaio 2021 12:10

Triestina al giro di boa, le considerazioni di Bruno Gasperutti: "Troppe occasioni gettate al vento, squadra lenta e compassata"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Sabato con la gara di Mantova si è concluso questo strano girone di andata in piena "Era Covid".

Intanto dobbiamo metterci in testa che è questo un campionato strano e che tra tutti quelli disputati ad oggi, ricorda quello raccontato da libri e giornali del 1944, disputato con poco o senza pubblico. Si racconta che gli incontri venivano interrotti dalle sirene dell'allarme aereo, i viaggi erano avventurosi perchè le trasferte venivano completate su carri trainati dai buoi, dato che le linee ferroviarie erano interrotte e che i giocatori che dovevano scendere in campo a volte non potevano farlo, per cause di forza maggiore. Alla fine vinsero gli spezzini dei Vigili del Fuoco, davanti al "grande" Torino, rinforzato da uno dei migliori giocatori italiani dell'epoca, il leggendario Silvio Piola.

Questo breve ricordo dei tempi passati forse rende un po' l'idea del tipo di campionato a cui assistiamo, dove nessuno si deve stupire oltre il lecito di risultati che domenicalmente possono stupire, ma che sono conseguenza di fattori esterni che nulla hanno a che vedere con la logica di un gioco, già di per sè stesso imprevedibile.

La Triestina, partita nella logica dei valori complessivi tra le favorite del torneo, ha obiettivamente un po' deluso le aspettative. Molti i fattori che andrebbero considerati; innanzi tutto è, dati alla mano, tra le maggiori penalizzate di tutta la C dalla pandemia, a cui vanno aggiunti una serie di infortuni anche molto seri che l'hanno decimata.

Ma l'andamento del girone di andata che ha deluso le attese non deve essere ridotto soltanto alla sorte avversa, ma anche ad alcune considerazioni tecniche che riguardano l'organico allestito in estate con delle aspettative molto ambiziose.

Intanto la rosa è stata composta secondo le indicazioni dell'allenatore concordate con la dirigenza, con la prospettiva di giocare con uno schema ben preciso: il 4-3-3 tanto caro a mister Gautieri. Quindi sono stati presi dei giocatori funzionali per attuare questo sistema di gioco infoltendo le corsie esterne con giocatori estrosi in grado di saltare l'uomo e creare sui lati il trampolino di lancio per sfondare le difese avversarie. Ecco così che ad inizio stagione l'Alabarda si è ritrovata in rosa un numero eccessivo di giocatori di fascia: Sarno, Procaccio, Petrella, Gatto, Mensah, Natalucci e Di Massimo; un po' troppi, tanto da costringere negli ultimi giorni a correggere il tiro, cedendo in prestito Natalucci e Di Massimo e mettendo fuori rosa Gatto. Per contro di centravanti di ruolo in rosa ce n'erano solo due: Gomez e Granoche e anche in questo caso si è dovuto ritornare sul mercato per completare l'organico con Litteri.

La dirigenza bisogna dire che ha sopperito con immediatezza alle lacune riscontrate dopo le prime uscite e la rosa messa in mano a Gautieri era di prima qualità e in grado di lottare per la promozione. Poi però le prime partite hanno messo a nudo una lacuna che poteva essere anche prevista, ma che si alla prova dei fatti si è rivelata penalizzante: la squadra è stata costruita per vincere subito, poca futuribilità, ma giocatori pronti, scafati, di ottimo spessore tecnico e agonistico, ma datati. Questa peculiarità è risultata evidente fin dalla prima giornata, quando di fronte alla giovane e sfrontata formazione del Matelica ha sofferto il ritmo imposto e non è riuscita a recuperare lo svantaggio.

La Triestina ha degli ottimi giocatori, questo nessuno lo nega, ma è una squadra compassata, dai ritmi lenti che cerca di imporre il suo gioco, ma se non trova sbocchi si impantana. La serie C è una categoria particolare dove se non riesci ad imporre la tua tecnica superiore vai in affanno, di fronte al ritmo di giovani in cerca di affermazione, che non hanno nessun rispetto per il tuo blasone. Questi difetti strutturali si sono rivelati determinanti soprattutto di fronte a delle squadre di basso rango ma dall'animo battagliero, perdendo punti determinanti che potevano essere sommati senza troppe difficoltà a quelli accumulati: Legnago, Vecomp, Arezzo, Gubbio, Carpi.

Quante occasioni gettate al vento, certo qualche partita nasce storta ed è difficile raddrizzarla, ma gli intoppi avuti dalla nostra squadra sono stati veramente troppi e hanno costretto la dirigenza a dare una sterzata decisa alla rotta, cambiando la guida tecnica.

E' arrivato così l'esperto e saggio Bepi Pillon che ha cambiato subito l'assetto tattico, mettendo in campo un più funzionale per le caratteristiche della squadra, 4-3-1-2 con le linee più strette e dando maggior copertura alla difesa, che nei centrali è esperta ma non proprio rapida.

Dopo la partita di pallanuoto con la Sambenedettese finita male, la squadra ha avuto una reazione sorprendente con dei risultati che hanno aperto il cuore alla tifoseria: le migliori squadre del girone sono state messe sotto nel gioco, oltre che nei risultati e si è ritornati a sperare di raggiungere il massimo traguardo.

Purtroppo la sosta ha interrotto l'abbrivio positivo e la squadra vista nel nuovo anno è sembrata una brutta parente di quella pre-natalizia.

Ora inizia il ritorno e diamo una occhiata alla classifica: la vetta sembra decisamente lontana, non tanto per i punti di distacco che sono recuperabilissimi con una auspicabile inversione di marcia, ma per il numero di squadre sulle quali bisognerebbe recuperare, visto anche il grande equilibrio esistente. Nulla è impossibile ma è abbastanza improbabile, a meno che la squadra non calzi gli stivali delle 7 leghe.

Tra le squadre candidate alla promozione diretta tra quelle viste, a me è piaciuto molto il Perugia, che è stato sconfitto a Trieste e ciò depone a favore della qualità della nostra squadra. Mi è sembrata una squadra possente, fisica e di grande qualità, con un bomber che è un lusso per la categoria (Melchiorri); questa per me è la favorita. Il Sudtirol è squadra solida, da play-off; il Modena visto nelle prime giornate mi era sembrato molto forte e con una difesa impenetrabile, ma il suo attacco non mi era sembrato perforante; ora si è rinforzato proprio in quel settore e sarà una delle candidate. Il Padova è squadra esperta, ha uomini importanti, come li abbiamo noi che come organico incutiamo timore, ma non mi piace è sparagnino e non gioca un bel calcio. Il Cesena non l'ho mai visto, ma arriverà presto a trovarci e nell'ultimo periodo ha fatto un cammino importante dopo un avvio stentato. La Sambenedettese vista a Trieste mi è sembrata squadra fisicamente possente, è stata agevolata dal terreno, ma è squadra che arriverà in fondo tra le prime. Queste più o meno sono le concorrenti, tutte squadre che hanno delle qualità e che sono da prendere con le molle, ma come detto all'inizio, questo è un campionato anomalo, noi siamo stati sfortunati e parecchio in questa tornata, chissà che il vento non cambi, la speranza è l'ultima a morire, anche se come detto è improbabile, ma non impossibile.

BRUNO GASPERUTTI

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