Lunedì, 01 Marzo 2021 11:36

Triestina-Arezzo 2-2, Gasperutti: "Squadra priva di garra e pochi movimenti senza palla"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

E' stata una delusione, la partita che doveva essere il trampolino di lancio per un finale di campionato di speranza

è finita mestamente con la squadra che sembrava svuotata, dopo la terza rimonta effettuata in tre partite. Anche stavolta, nemmeno il tempo di sedersi e l'Arezzo era già in vantaggio; è stata sufficiente agli azzurri una punizione da distanza proibitiva che la Triestina era nuovamente costretta a rincorrere. Mi è sembrato un po' superficiale il modo in cui gli alabardati si sono piazzati sulla punizione laterale, certe situazioni si studiano sulla carta e siccome di queste reti ne abbiamo già subite anche in altre occasioni, mi sembra incredibile che il pallone passi sempre e si infili sul primo palo. Di partite ne vediamo per Tv e su questi palloni che provengono dai lati possiamo notare che l'uomo più forte di testa, il più alto in genere, viene piazzato davanti al primo palo; ebbene noi avevamo Sarno che si era piazzato almeno 5-6 metri in avanti e fuori posizione. Se il pallone passa, diventa molto insidioso e poi anche Offredi è sembrato piuttosto goffo e poco reattivo, inoltre era anche contro sole, il che può avere anche inciso.

Dopo la rete la squadra ha reagito, soprattutto con i tiri da lontano di Sarno e con i tanti cross dai lati che erano preda del loro centrale Sbraga che li prendeva tutti. Gli avversari hanno chiuso le fasce laterali e per noi, quando succede, è sempre notte fonda, perchè centralmente non entriamo mai e inoltre riempiamo poco l'area di rigore, al massimo ne troviamo due di alabardati e senza Litteri, non abbiamo il rapace che riesce a trovare lo spiraglio anche dove non c'è. Su un bel cross di Calvano è arrivato puntuale Gomez, dimenticato dai difensori sul secondo palo e la partita, sembrava in discesa, invece.. Altro calcio piazzato, un po' dubbio, ma la distanza era parecchia e in serie C non troviamo dei Ronaldo che sono così implacabili sui calci da fermo. E invece......notiamo subito che Offredi su una punizione spostata sulla sua sinistra, va a piazzarsi completamente a destra, quasi appoggiandosi al palo e lasciando 7 metri abbondanti liberi per il pallonetto che puntualmente arriva: lui pur allungandosi non ci può arrivare mai. Anche questa è una situazione leggibile e che in genere si analizza a bocce ferme, per trovare i giusti accorgimenti: non è possibile andare in svantaggio su due punizioni del genere, sono dei cadeaux che la Triestina attuale non può permettersi ed è già buona cosa, se riesce a porvi almeno una pezza recuperando.

Nella ripresa arriva il pareggio grazie ad uno spunto di Mensah, perchè effettivamente era difficile entrare nelle strette maglie difensive aretine e ci voleva proprio l'episodio. Dopo questo nuovo pareggio ecco che nel cuore dei tifosi ritorna la speranza che anche questa volta la rimonta possa essere completata, ma la squadra piano piano si spegne e fino alla fine, è invece l'Arezzo ad andare più vicina al gol, sfiorandolo in due occasioni eclatanti. Nella prima ci mette una pezza Offredi riscattando parzialmente la sua giornata, nella seconda riesce a deviare l'insidioso pallone di Cerci, soffiandoci sopra a più non posso e il tiro sfiora solo il palo, con lui battuto.

Nel finale la Triestina mi è sembrata veramente vuota, più che di energie era venuto a mancare lo spirito, quella che viene definita la "garra" o la "cazzima" come dice De Laurentis, i giocatori in campo non avevano più l'occhio di tigre che ci sarebbe voluto per andare ad agguantare un nuovo successo in extremis. Molto più determinati gli azzurri che si sostenevano a vicenda correndo come leprotti e loro sì, sembravano voler a tutti costi la vittoria, perchè anche per loro il pareggio era poca cosa, essendo molto attardati.

Uno dei difetti della Triestina, analizzando la prestazione, è che tutti aspettano il pallone sul piede, si vedono pochi movimenti senza palla e la partita si trasforma in un gioco da tavolo "il subbuteo", dove ognuno aspetta con l'avversario alle spalle e poi se riceve il pallone deve inventarsi individualmente qualcosa. Così è difficile sfondare delle linee compatte e al primo errore dai modo agli avversari di ripartire e per fortuna che l'Arezzo non era troppo insidioso.

I due attaccanti non sembrano troppo compatibili, nessuno dei due è uomo d'area e quando gli avversari sono così chiusi non sono in grado di fraseggiare tra loro nello stretto e inoltre manca l'uomo che abbia il guizzo sulla trequarti, per servirli poi adeguatamente. Forse Procaccio che è l'unico ad avere il guizzo e ad essere in grado di eseguire uno stop orientato, ma purtroppo è anche sempre molto sfortunato nelle conclusioni a rete e probabilmente non è un uomo da doppia cifra in fatto di segnature.

Inutile parlare di rimonte in classifica, di partite da vincere in scioltezza o di filotti, prendiamo quello che viene sperando di trovarci più in alto possibile e il più in forma possibile al momento clou della stagione. Ai play-off ci arriviamo sicuramente, vediamo in che condizioni fisiche e morali; poi purtroppo bisognerà vincere una serie consecutive di partite e alcune in trasferta, speriamo di esserne in grado, oggi vediamo tutto nero, ma domani chissà, la speranza è sempre l'ultima a morire.

BRUNO GASPERUTTI

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