Lunedì, 22 Marzo 2021 13:03

Triestina-Carpi 1-0, Gasperutti: "Manca rapidità in transizione. Ora serve un cambio di marcia"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Com'è difficile commentare una partita come quella vista al Rocco!

Si potrebbe dire: finalmente è arrivata in un modo o in un altro una vittoria, prendiamoci questa che è oro colato dopo una sequela di pareggini, ma quanto a gioco "tirèmm innànz".

Il primo tempo è stato di una noia mortale e solo il tagliente venticello che spirava verso le tribune teneva svegli i pochi presenti; a proposito, ma come mai nei piccoli impianti di C che vediamo in Tv, il pubblico è ben più numeroso e rumoroso? Questo è un mistero tipico italiano, il paese dove c'è sempre uno più furbo che mira a fregare il prossimo, a dispetto di regole e protocolli.

Dicevamo della partita, anzi dovremmo ragionare su quella specie di allenamento che andava di scena, con una serie infinita di passaggi laterali e tocchi all'indietro, che sembra vada tanto di moda al giorno d'oggi e che viene chiamato possesso palla. Dice l'esperto: "Ma la squadra X ha mantenuto il possesso del pallone per il 70%". Benissimo, ma com'è finita la partita? "Hanno vinto quegli altri, ma sapessi la sfortuna e i rigori non dati!"

In tutto il primo tempo non si è visto un tiro in porta, nè da parte della Triestina, nè da parte degli ospiti. Ovviamente nella ripresa qualcosa di più s'è visto, ma non troppo e ciò soprattutto grazie agli emiliani che si sono fatti più intraprendenti (beata gioventù), forse pensando che l'avversario non era proprio irresistibile e si poteva portare a casa qualcosa di più del pareggino. Anche la Triestina comunque ha fatto qualcosa in più, perchè gli spazi erano più larghi e perchè Pillon aveva cambiato modulo, inserendo Litteri, al posto di Sarno.

Ecco diciamo due parole su Sarno: a Fermo mi era piaciuta la sua verve, è un brevilineo dai movimenti rapidi e dotato di una tecnica non trascurabile per la categoria. Però mi fa specie che nel ruolo in cui viene impiegato non riesca mai a far filtrare un pallone decisivo per le punte, certo anche per colpa del poco movimento in verticale a dettar il passaggio e poi non riesca mai a trovare il guizzo per cercare almeno di centrare la porta dalla distanza. Inoltre ancora una cosa, la postura del corpo e gli arresti del pallone sono sempre rivolti verso la nostra porta, non effettua mai uno stop orientato per saltare l'avversario, per cui deve forzatamente rigiocare il pallone all'indietro, ogni volta in cui ne viene in possesso. Troppo poco, è un ruolo che diventa inevitabilmente inutile e infatti nella ripresa con la squadra schierata con 3 punte e poi con due punte e due esterni, ha manovrato un po' meglio.... ma poco. Penso che quando saranno a disposizione Petrella e Procaccio, che interpretano il ruolo in modo diverso, la squadra ne trarrà beneficio.

Nella ripresa comunque il gioco si è vivacizzato, il sanguigno Pochesci ha mandato all'attacco le sue truppe, che attaccavano con tanti uomini, ma sembravano piuttosto inoffensive, meno quel ragazzino minuto del 2001 Giovannini che dava l'impressione di avere più frecce nel suo arco ed infatti era proprio lui a impegnare Offredi, in una grande parata salva risultato. Se fossero andati in vantaggio in quella situazione, difficilmente questa volta i nostri avrebbero risalito la corrente.

La Triestina ogni volta che conquistava palla era però sempre troppo involuta, alla squadra manca quella rapidità in transizione, che sarebbe necessaria per ribaltare il fronte, trovando l'avversario scoperto; ci vuole sempre una serie di passaggi in più, manca l'immediatezza e la verticalizzazione, che fanno la differenza. C'è stato quindi il minuto decisivo per le sorti della gara. Era il 69' e su un cross degli ospiti dalla destra, si inseriva De Sena che in tuffo da pochi metri batteva Offredi. Per fortuna l'assistente segnalava il fuorigioco. Al 70' la risposta alabardata arrivava dalla sinistra dove Lopez metteva in area un cross da una trentina di metri, alto, spiovente, facilmente leggibile, che in teoria doveva essere una manna per qualsiasi difesa. Invece i difensori si sono tutti guardati aspettando l'intervento dell'altro, il portiere si è ben guardato dall'uscire al limite dell'area piccola e lì si è inserito il rapace Gomez che aveva cominciato l'azione, che con un colpo di testa quasi senza saltare, ha schiacciato a terra e sul rimbalzo il pallone ha superato il portierino che stava aspettando chissà cosa. E' stato un gollonzo, ma quanto importante! Indubbiamente bravo Gomez, ma che batteria di polli i difensori.

La partita è finita lì perchè gli ospiti erano troppo impalpabili e il saggio Pillon ha capito che in una giornata di poca vena, quel gol era più che sufficiente per portare in porto in sicurezza la barca triestina e ha inserito tutti i difensori che aveva a disposizione, non per fare barricate, ma per coprirsi con giocatori che avevano una attitudine difensiva migliore e come nel caso del veloce e intraprendente Rapisarda, anche ribaltare l'azione.

Ora mancano sei gare e, purtroppo per noi, il calendario non ci aiuta proprio, perchè dovremo incontrare le prime tre della classifica (Padova e Sudtirol in casa). Diciamo che queste sono le migliori del girone, se a questo punto sono lì e quindi inutile girarci attorno, è sempre più agevole incontrare, Fermana, Pesaro, Arezzo, Gubbio, piuttosto che queste squadre e quindi la squadra dovrà necessariamente dare qualcosa in più, rispetto alle prestazioni delle ultime settimane. Tutto è possibile, in quanto sono sempre convinto che pur con i difetti che ha, la Triestina resta una delle squadre più forti del girone e nemmeno queste squadre che vanno per la maggiore sono tanto contente di affrontarla. Ricordiamo che all'andata Perugia e Sudtirol sono state sconfitte, mentre il Padova ha dovuto accontentarsi (e le è andata anche bene) del pareggio nella partita dell'Euganeo.

Però ora guardando la classifica bisogna dire che non ci possiamo accontentare in questi incontri, nemmeno di 3 pareggi, in quanto le inseguitrici, che sono tante, potrebbero arrivarci a ridosso e la classifica risentirne. Speriamo che per questo finale di stagione la squadra metta il suo abito migliore e riesca a fare quel cambio di marcia, che è assolutamente necessario. Le ultime prestazioni sono state un po' contraddittorie, ora è il momento di raschiare tutte le risorse dal barile e metterle in campo, pena una caduta in una posizione di classifica dalla quale poi sarebbe difficile risalire e trovare un cammino più agevole. Sotto con la Sambenedettese, guai a uscirne sconfitti, ma forse purtroppo ora anche un pareggio potrebbe essere insufficiente; siamo in questa situazione e la stagione impone un aut aut senza procrastinazioni.

 

BRUNO GASPERUTTI

 

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