Lunedì, 15 Aprile 2019 22:14

Triestina-Fermana 3-0, Gasperutti: "Unione in grande condizione fisica. Ma il pubblico dov'è?"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

La Triestina assolve al suo compito consueto al “Rocco” dove anche la difesa di ferro (!?!?) della Fermana, deve chinare il capo,

di fronte all'attacco migliore della categoria. Per 25' l'assembramento messo in atto dai gialloblù nella loro metàcampo ha retto, poi trovato lo spiraglio da Steffè non c'è stata partita e i marchigiani non hanno lasciato traccia sul terreno di gioco.

In partenza si diceva che era una partita da prendere con le molle, si parlava della difesa degli avversari, del loro bisogno di punti per arrivare ai play-off, della partita di andata vinta contro una Alabarda magari rabberciata. In campo i timori si sono dissolti man mano che la partita andava svolgendosi; ci sono stati 25' di gioco un po' arruffato, causa gli spazi intasati di uomini ammassati in una metàcampo soltanto, poi trovata la rete, tutto è sembrato talmente facile da farmi sorgere una domanda: ma è possibile che questa squadra, che riesce a smantellare giocando un ottimo calcio, la difesa più forte del raggruppamento, faccia tanta fatica quando viaggia? Non parliamo di tattica e non parliamo di uomini, perchè Pavanel gestisce al meglio la sua squadra, ma evidentemente in trasferta, a tutti i livelli, qualcosa si lascia sul campo, sia per l'aggressività maggiore che ci mettono gli avversari che sostenuti da un pubblico più aggressivo, evidentemente paga, anche con la compiacenza di arbitri che qualcosa ci sottraggono ad ogni santa trasferta.

Lo stadio Rocco è diventato un gioiello, il terreno finalmente è ottimo e la Triestina che svolge un gioco molto arioso, basato sugli esterni più che per linee centrali, è evidente che soffre terreni più stretti e anche più gibbosi, come quelli che si trovano in terza serie. E' una categoria difficile e uscire dalle sabbie mobili di questa serie C sarebbe d'uopo, per le aspirazioni della dirigenza e per mettere fine ad un periodo che ci ha riservato tante amarezze, per le vicende societarie, più che per i risultati sportivi conseguenti.

Questa squadra però, dopo un periodo di opportuno addestramento, ora nel momento più importante e clou della stagione, sembra giunta a piena maturazione, sa quello che vuole e ha i mezzi per raggiungere l'obiettivo. Vedendo le rivali degli altri gironi in TV, pensiamo che sarà una bella lotta, con squadre di piazze storiche e importanti con ambizioni pari alle nostre, ma a questa squadra che vediamo crescere giorno dopo giorno, nessun traguardo è proibito, anche se sarà comunque arduo raggiungerlo e ci sarà da soffrire.

La squadra corretta a gennaio da Milanese è una formazione molto solida e senza punti deboli e i tre tasselli immessi in formazione sono stati di un'importanza fondamentale. Anche stavolta la squadra ha fatto sembrare semplice una partita che semplice non era, ha fatto sembrare scadente una formazione che non aveva mai subito 3 reti e che aveva vinto, non dimentichiamolo, a Pordenone.

Sbloccata la gara la Triestina ha offerto un'oretta di gran gioco, si è esaltata annichilendo l'avversario che ad un certo punto si è arreso, cambiando i suoi tre uomini più importanti, facendoli rifiatare in vista di altre partite. L'Unione ha finito in “surplace” controllando, ma senza concedere nulla agli ospiti, che mai hanno impensierito Offredi. In una partita così, tutti sugli scudi, tutti hanno remato nella stessa direzione; la squadra è sembrata anche in ottima condizione fisica e anche all'inizio quando la gara era un po' confusa gli alabardati erano sempre primi sul pallone e non lasciavano gli ospiti rifiatare, sottoponendoli ad un lavoro di rattoppo continuo.

Se si deve segnalare tra tante positività le prove di qualche individualità, vanno citati i due marcatori che hanno aperto la gara: Steffè, il nostro Gattuso, aggressività, generosità e alabarda stampata sul petto e il giovane Procaccio, che al primo anno da professionista, sta facendo passi da gigante nella sua maturazione di giocatore proteiforme, che ha giocato in tutti i ruoli offensivi, dimostrando una abnegazione e disponibilità ammirevoli.

Ultima osservazione: ma il nostro pubblico dov'è finito? Onore a quei 2.500 che con qualunque tempo e in ogni circostanza sostengono con passione la squadra, ma veramente l'amore per la nostra vecchia centenaria è così flebile, da far disertare gli spalti e da non far mancare sostegno ad una squadra che salvo rare eccezioni, ha sempre dato tutto, fornendo spettacoli gradevoli e che sta lottando per un traguardo agognato con ampie possibilità di raggiungerlo? Trieste s'è svegliata per sostenere l'Alma, quando suonerà la sveglia anche per l'Unione?

BRUNO GASPERUTTI

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