Giovedì, 12 Novembre 2020 14:06

Triestina-Imolese 1-0, Gasperutti: "La squadra è buona ma continua l'ansia da risultato"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Una Triestina in piena emergenza fa quadrato e vince una partita importantissima per la classifica.

Guai a storcere il naso e giudicare la prestazione con una criticità a volte ossessiva, come spesso si fa allegramente sui social, giocare in queste condizioni non è certamente semplice e i giocatori sono degli uomini che forse, anche inconsciamente, risentono di una situazione che normale non è. Fatta questa doverosa premessa, dobbiamo dire che la Triestina ha disputato una buona partita, grintosa e giudiziosa e tutti i giocatori vanno giudicati più che sufficienti.

Il primo tempo, come al solito, è stato migliore: vantaggio meritato grazie ad un'ottima azione sulla destra di Mensah con piattone decisivo di Petrella dopo un intelligente velo di Gomez. Tutto l'attacco è entrato nell'azione e i tre hanno anche in seguito fatto vedere degli scambi di posizione molto interessanti, con Petrella che partiva sempre da posizione più arretrata e centrale e con Mensah che, da punta centrale, trovava spazi per i suoi guizzi sulle corsie esterne. A fine del primo tempo, va anche segnalato un calcio di rigore che a me è sembrato solare, non assegnato dall'arbitro a Mensah, che in piena area veniva nettamente sgambettato da dietro sulla riga di fondo. Eravamo in pieno recupero, l'attaccante era sulla riga di fondo, ma quell'intervento andava fischiato e poi Mensah rimaneva a terra per alcuni minuti anche dopo che le squadre avevano già raggiunto lo spogliatoio e vi rientrava zoppicando.

Nella ripresa come sembra oramai una consuetudine, la squadra non aveva più l'intensità di prima, anche se la voglia e la grinta non mancava. L'Imolese pian piano alzava il suo baricentro, prendendosi quello che le veniva concesso e la partita perdeva molto per quello che riguarda la scorrevolezza della prima frazione, diventando spezzettata, irsuta, senza grosse emozioni e sugli spalti si cominciava a controllare l'orologio sperando di porre fine ad uno spettacolo non troppo esaltante. Anche il freddo venticello che entrava nelle ossa faceva la sua parte, mentre l'arbitro imperterrito prolungava l'agonia di ben sei minuti, quando non se ne sentiva proprio l'opportunutà. La Triestina sembra sempre seguire un certo spartito, primo tempo alla ricerca del gol, poi una ripresa di controllo: è una mentalità un po' sparagnina, ma perchè?? La squadra è buona, la superiorità tecnica in generale, l'esperienza dei suoi giocatori e le individualità migliori rispetto a tutti gli avversari visti, dovrebbero fare la differenza, invece. Sembra quasi che la squadra raggiunto l'obiettivo del gol risenta di un'ansia da risultato che la attanaglia, sembra quasi che i giocatori portino una zaino sulle spalle e che perdano in scioltezza e la gioia di giocare.

Gli avversari odierni, come la Vecomp e l'Arezzo in precedenza (ndr. ahi ahi quei 4 punti gettati al vento), senza fare grossi sforzi si sono ritrovati a stazionare nella trequarti alabardata, dando comunque la sensazione che il gol per loro fosse una chimera, ma lo si sa che nel calcio basta poco: per esempio un liscio di Ligi, un passaggio sbagliato di Rapisarda, oppure un rigore malandrino e si fa la frittata. Stavolta è andata bene, come sarebbe potuto andare bene anche in precedenza, ma forse sarebbe il caso di trovare un correttivo, magari lavorando anche sulla mente dei giocatori, che è indubbio ce la mettono tutta e ci tengono.

Un altro appunto che mi sento di fare è per quanto riguarda le situazioni di palla inattiva. Anche in questa sfida in due sole occasioni ho avuto timore che qualcosa di negativo potesse sortire in area alabardata; una nel primo tempo quando su una punizione laterale, Rinaldi ha incornato in tuffo centralmente in solitaria ed è stato bravo e reattivo Offredi a parare e verso la fine, quando un corner ha tagliato tutta l'area piccola tra un nugolo di giocatori, con un avversario che oltre il secondo palo arrivava in ritardo. Siccome anche ad Arezzo abbiamo pagata cara una situazione del genere, bisognerebbe fare maggiore attenzione. Soffermandosi sulla prestazione individuale degli alabardati, dobbiamo dire che tutti meritano la sufficienza; una menzione va però fatta a Capela al rientro, che con Lambrughi forma una coppia esperta, saggia dai piedi buoni in un ruolo che sempre più fa da trampolino di lancio alle manovre della squadra. Poi ottimo il primo tempo del centrocampo, che poi nella ripresa ha un po' mollato la presa e in attacco di Petrella, un peperino finchè ne ha avuta, con la ciliegina di un gol molto bello anche per la freddezza e la precisione nell'esecuzione e infine di Mensah forse il migliore di tutti, che ha disputato una partita delle sue, infarcita di qualche errore, ma con dei sussulti e degli strappi devastanti che danno l'impressione che da lui possa sempre sortire qualcosa di decisivo.

Il Padova le ha buscate a Perugia, anche lui sta dimostrando di non essere imbattibile, ma in un girone difficile ed equilibrato, ci sono anche altre squadre importanti con ambizioni, ora quasi conclusi gli scontri con le squadre di bassa classifica, che comunque sono sempre da prendere con le molle, ci saranno gli scontri diretti cominciando da domenica a Salò. Quelle saranno le prove del nove per definire quale potrà essere il campionato della Triestina e cosa ci si potrà aspettare da esso, guai a rimanere indietro perchè prima o poi qualcuna delle ambiziose squadre che formano l'elite del girone, troverà la quadra giusta inanellando una serie di vittorie, candidandosi al salto di categoria.

BRUNO GASPERUTTI

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