Lunedì, 09 Dicembre 2019 12:22

Triestina-Modena 0-1, Gasperutti: "Unione senza smalto e velocità nella ripresa"

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A Trieste in questa stagione si deve rimanere incollati al seggiolino fino al fischio di chiusura,

perchè sta diventando oramai una consuetudine che sia proprio la coda delle partite a riservare il colpo ad effetto: con il Sudtirol, Vecomp, Fano, è andata bene, stavolta, con il Ravenna e con il Piacenza invece ha lasciato l'amaro in bocca.

La Triestina ha giocato una buona prima parte di gara e sicuramente non meritava la punizione finale, giunta quando oramai non c'era più lo spazio per rimediare, con un Modena che aveva fatto troppo poco per ottenere l'ambito premio, pur avendo giocato una onesta partita.

Gautieri ha schierato la squadra in modo logico, con tre centrocampisti che danno una maggior protezione alla difesa, con Lambrughi terzino a sinistra che per caratteristiche dinamiche e fisiche non spinge eccessivamente, ma dà copertura a Maracchi dinamico incursore liberato sulla sinistra, che soprattutto nel primo tempo ha spinto tanto e ha creato i maggiori grattacapi alla difesa ospite. Sulla destra positivo Formiconi che ha svolto il suo compito con diligenza; il centrocampo ha giocato anche lui con buona disciplina tattica, ma è stato un po' troppo impreciso sbagliando molti appoggi e con poca inventiva e impredivibilità nelle giocate. Di conseguenza alle punte sono arrivati pochi palloni puliti e avrebbero dovuto crearsi autonomamente occasioni da rete con scambi stretti, o spunti individuali, ma per caratteristiche non ne hanno l'attitudine e quindi la speranza di sfondare la stretta difesa ospite, stava solo in qualche affondo di Maracchi o in qualche deviazione sottomisura degli attaccanti. Infatti tutte le opportunità, comunque non eclatanti, sono arrivate da queste situazioni; del tiro dalla distanza non ne parliamo, di punizioni dal limite non ne pigliamo una neanche per sbaglio, perchè non abbiamo un trequartista che giochi alle spalle delle punte, con l'estro e l'abilità tecnica adatta al ruolo e quindi non siamo pericolosi palla al piede in quelle zone di campo. Gomez che è un attaccante di manovra e viene schierato in quella veste, si occupa più di schermare il regista avversario che a creare i presupposti ad una manovra offensiva.

In verità contro il Modena una punizione dal limite l'abbiamo avuta nel primo tempo e la posizione era anche invitante per un destrorso, ma purtroppo colui (Paulinho) che viene indicato come un preciso battitore in queste situazioni e che non abbiamo mai avuto il piacere di vedere all'opera, era in panchina e Gomez che si è incaricato del tiro, l'ha sparacchiato sulla barriera a livello busto.

Pur con i limiti sommariamente descritti, la Triestina ha giocato un buon primo tempo, con impegno, verve, intensità e creando una certa pressione sui canarini e molte speranze nei sostenitori sugli spalti, che pensavano che prima o poi sarebbe stato trovato il varco giusto. Purtroppo via via che la partita entrava nella sua fase discendente, la squadra ha perso smalto e velocità; forse per la stanchezza dei maggiori protagonisti che avevano speso molto e la gara è diventata francamente brutta con troppi errori e poca lucidità. A questo punto Gautieri ha cercato di mischiare un po' le carte in tavola con qualche cambio e uno in particolare deleterio che ha un po' scoperto il centrocampo, quando ha tolto Steffè e Maracchi (crampi?) ritornando al centrocampo a due. Non a caso l'azione decisiva è partita da un lancio di Sodinha, che ha i piedi delicati e se non eccessivamente pressato sa inventare calcio, per Tulissi lanciato in una prateria alle spalle di Lambrughi: logica conseguenza il gol. A prima vista l'azione è sembrata viziata da un fuorigioco forse anche per la posizione totalmente errata dell'assistente dell'arbitro e per l'enorme spazio a disposizione dell'attaccante, ma non avendo rivisto le immagini bisogna fidarsi anche della sensazione degli altri difensori alabardati, che non si sono abbandonati ad eccessive proteste.

Comunque il gol era la classica ciliegina sulla torta per una prestazione piuttosto negativa nella ripresa, che ha lasciato rabbia e delusione sugli spalti dove erano rimaste impresse maggiormente le difficoltà che via via si erano presentate nel corso del secondo tempo, con il venir meno delle forze. Il Modena ha lasciato una buona impressione, ma non è una macchina da guerra ed è ampiamente alla portata degli alabardati: buona la difesa con il possente Zaro in primo piano, un marcantonio che non butta via un pallone e non è mai in affanno. Davanti ha degli uomini velocissimi anche se non sono mai arrivati a concludere in modo convincente, non dimostrando molta attitudine a trovare lo specchio della porta; accompagnano l'azione con molti uomini e ripiegano poi riassestandosi velocemente e non si fanno mai trovare scoperti.

Una citazione la merita Sodinha che ha avuto un trascorso non fortunato a Trieste, dove non ha mai giocato perchè convalescente da un brutto infortunio e poi anche a causa della tendenza ad accumulare chili, non aveva trovato spazio. E' un talento dai piedi delicati e dalla grande intelligenza calcistica, oramai gli anni sono passati anche per lui che si ritaglia spezzoni di partita, ma è sempre un piacere per gli occhi ammirare i suoi tocchi vellutati, anche nelle situazioni più semplici.

Ora ci spettano ancora due partite in trasferta, prima di concludere l'anno e ci ritroveremo al Rocco solo nell'anno a venire, sperando di rivedere una squadra con qualche ritocco che a questo punto sembra opportuno, come sembra necessario uno sfoltimento del reparto offensivo troppo intasato. Ciò costringe Gautieri a continui cambiamenti nell'ottica di trovare il giusto assetto, ma non dà continuità in un ruolo così delicato che vive di emotività e di esaltazione nei momenti positivi, come di sfiducia e malessere quando le cose non vanno nel verso giusto. Passare nel giro di 3 giorni da Gatto-Ferretti-Mensah, a Granoche-Costantino-Gomez, non è un buon segnale di continuità, fermo restando che sono dell'opinione che si trattia di buoni giocatori, nell'elite della categoria.

BRUNO GASPERUTTI

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