Domenica, 04 Aprile 2021 15:18

Triestina-Padova 1-0, Gasperutti: "Capolavoro dell'Unione, zero concessioni alla capolista"

Scritto da 
Vota questo articolo
(4 Voti)
Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Una Triestina che non t'aspetti, incerottata e appena uscita da un periodo di quarantena,

ha battuto la capolista che era scesa al Rocco bella pimpante, intenzionata ad imporre i diritti della prima della classe.

Prima annotazione cromatica: questo calcio freddo, che mette innanzi tutto in primo piano il business, ci sta togliendo veramente il fascino e la passione, per il calcio ruspante di un tempo, che aveva un profumo diverso. Di derby con i patavini ne ho visti veramente almeno una ventina e a parte il freddo scenario di uno stadio vuoto privo di calore umano che già toglieva qualcosa, il vedere il Padova presentarsi in campo con quelle "ORRENDE" magliette nere e gialle dove anche il loro scudetto era diventato di quel colore, ha tolto il sapore che avevano i veri derby. Se per 75 anni il Padova contro di noi aveva sempre indossato i suoi colori bianco e rossi, cromaticamente compatibili con quelli rossoalabardati, non riesco a capire quale mente malata possa imporre loro di indossare quella divisa, che di storico non ha nulla e che non ricorda minimamente nè la forgia nè i colori che i loro padri fondatori avevano pensato per la loro squadra.

La partita non è stata bella, ma sicuramente interessante ed è stata veramente una sorpresa vedere la Triestina giocare una gara molto concentrata, attenta anche ai minimi particolari, da squadra matura come d'altra parte l'anagrafe dei suoi componenti attesta e che nulla ha lasciato all'avversario.

Il Padova è sembrato superiore, sì è piazzato nella nostra metà campo imponendo una struttura di squadra più importante e dal tasso tecnico più elevato e qui la Triestina è stata brava nel saper soffrire, controllandosi nel non offrire opportunità e spazi agli avversari facendo vedere una compattezza e una solidità che non si pensava potesse avere.

Qualcuno ha detto che ha giocato da "provinciale", ma il calcio può essere interpretato in svariati modi: c'è la squadra che ha la forza fisica e tecnica di imporre il proprio gioco e dettare i ritmi e c'è quella che aspetta, sta sulle sue senza mostrare nessuna crepa difensiva, ma che è pronta a ripartire ed essere letale nelle sue incursioni.

Il Padova è sembrato la cicala, bella da vedere che suonava il violino delicatamente traendo suoni armoniosi; la Triestina la formichina che con pazienza chiudeva gli spazi, spezzando i tempi di gioco ai solisti veneti, cercando di ripartire. Ecco in questo l'Alabarda è un po' mancata, nel saper ripartire con maggior frequenza, mettendo più apprensione alla retroguardia patavina, che non ha mai dato l'impressione di essere in affanno.

Però anche la Triestina non è mai stata in affanno e ha controllato i loro attaccanti con una facilità disarmante, non concedendo nessuna occasione da rete, nessun tiro in porta e anche nel finale quando Mandorlini ha messo in campo tutto il suo potenziale offensivo, non ha mai dato l'impressione di cedere. Questo è stato il capolavoro della nostra squadra, solida, compatta, che non ha mai ceduto un millimetro; la difesa è sembrata rocciosa e sicura come non mai, tanto che Offredi ha preso solo freddo.

Il centrocampo ha disputato una partita di sacrificio e in questo è stato impeccabile, correndo e tamponando dove il pericolo incombeva e tutti vanno lodati incondizionatamente. L'attacco ha lottato sulle poche palle sporche che arrivavano perchè effettivamente le ripartenze sono state un po' rare e si faceva fatica a tenere alto il pallone per dare modo ai centrocampisti di accorciare; il solo Mensah con i suoi strappi, che il povero Germano non riusciva a contenere, è sembrato l'unico che potesse scardinare la compattezza difensiva dei gialloneri. Però alla fine tirando le somme, nello scarno tabellino del match possiamo notare che contro il nessun tiro in porta e nessuna occasione avuta dagli ospiti, la Triestina ha costruito due grosse occasioni da rete, con Rizzo e Maracchi e su due corner calciati benissimo da Lepore, ha segnato due gol, di cui il primo annullato per un precedente fallo. Forse nelle previsioni della vigilia avevamo pensato che la Triestina fosse una squadra possente, in grado di dominare le avversarie dall'alto dell'esperienza portata in dote da giocatori di livello superiore, invece dobbiamo convenire che la squadra si esprime meglio quando è attaccata e i risultati conseguiti con le big del girone, stanno lì a confermarlo.

Inutile girarci attorno, quando facciamo noi la partita soffriamo quasi tutte le avversarie per piccole che siano, che trovano le armi per inaridire le nostre fonti di gioco e di farci male negli spazi che si creano alle spalle. Invece quando siamo corti, stretti e compatti, l'esperienza dei nostri e la loro fisicità, non lascia soverchie illusioni anche ad avversari che proprio così sprovveduti non sono.

Il Padova aveva una batteria di attaccanti da far invidia, ora è facile dire che hanno giocato sottotono e che sono sembrati spuntati, ma bisogna riconoscere invece che grandi meriti vanno dati ai nostri che sono stati veramente impeccabili.

Del futuro non c'è certezza, ora ci aspetta un tour de force che la Lega proprio in questo momento in cui la rosa è così scarna poteva risparmiarci, ma per la regolarità del campionato è giusto che i recuperi vengano fatti quanto prima. San Benedetto, Perugia, Sudtirol in sequenza, sembra veramente un ciclo terribile, ma anche il Padova lanciatissima capolista faceva paura alla vigilia. Purtroppo la classifica non consente passi falsi e si deve cercare di portare a casa il massimo risultato, perchè là dietro ci sono a poca distanza Feralpi, Matelica e Cesena e sono pronte a scavalcarci, il che sarebbe deleterio al fine di trovare una griglia play-off più agevole. L'unica cosa che possiamo sperare e che che ci fa sperare, è che la grinta e la determinazione messa in campo in questa fredda serata, non sia un episodio isolato, ma frutto di una ritrovata compattezza di intenti e una maturità di squadra raggiunta e consolidata, che poi il rientro di acciaccati e positivi non potrà che rinvigorire.

 

BRUNO GASPERUTTI

Letto 60 volte

Lascia un commento

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.

Ultimi commenti agli articoli