Martedì, 14 Settembre 2021 12:43

Triestina-Piacenza 2-2, Gasperutti: "Bene i nuovi entrati ma l'Alabarda non sa più vincere. Pericoloso il clima disfattista che aleggia sulla squadra"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

La Triestina non sa più vincere, terza partita casalinga compresa quella di Coppa e terza piccola delusione,

ma almeno questa volta la beffa è stata evitata dal gran gol di Rapisarda al 95 che ha sancito il 2-2 finale.

La partita ha vissuto due tempi completamente diversi, parlo ovviamente della prestazione degli alabardati, che dopo una prima frazione decisamente incolore e deludente, nella ripresa con l'ingresso di Trotta, Giorno e Galazzi, si è vista un'altra squadra.

Intanto vorrei disquisire sul modulo: la squadra sembra aver adottato stabilmente una difesa a tre, con due esterni molto bassi che stavolta erano interpretati da due terzini, poi due centrocampisti, un uomo di raccordo e due punte. Questo schieramento in questa circostanza ha fatto vedere molti difetti e per molti motivi, forse anche perchè gli interpreti non hanno giocato una gara indimenticabile, ma anche per la posizione e le distanze assunte in campo.

Partendo dalla difesa, abbiamo visto Volta e Lopez molto in difficoltà con Dubickas, il lituano che a questi livelli è un signor giocatore, ma anche dopo alla sua uscita nell'occasione del gol, si sono fatti infilare in maniera irrisoria. I due esterni Iotti e Rapisarda sono due terzini che non amano cucire il gioco, per capirci come possono farlo degli esterni alla Sarno, Petrella, Procaccio, ma hanno la loro miglior dote nella corsa negli spazi. Ovviamente ciò porta i nostri due centrocampisti a sobbarcarsi un lavoro eccessivo in fase di tamponamento perchè costantemente in inferiorità numerica a centrocampo, dove tutte le nostre avversarie, viste, possono impostare tranquillamente il loro gioco. L'uomo di raccordo dietro alle punte dovrebbe essere quello di maggior qualità, l'uomo dallo spunto che riesce a creare la superiorità numerica nei pressi dell'area avversaria, ma anche quello che aiuta nel fraseggio in mezzo al campo. Procaccio in questa serata non era in condizione di farlo e poche volte gli è riuscita la giocata, inoltre almeno a me sembra che riesca ed esprimersi meglio sui lati, rispetto ad una posizione centrale. Infine le due punte poco assistite, sono state un po' abbandonate a se stesse e cercate ancora una volta soltanto con lunghi rilanci e nell'occasione, anche poco precisi.

Questa la partita nel primo tempo in cui abbiamo avuto anche la fortuna di passare in vantaggio, su una splendida punizione laterale di Angiulli, che la difesa avversaria non è riuscita a controllare e che lo scaltro Rapisarda ha ben capitalizzato. Nella ripresa l'ingresso in campo dei tre nuovi alabardati ha cambiato l'indirizzo della partita, non per l'assetto in campo, ma per la vivacità e la miglior attitudine dei nuovi entrati, ad interpretare i loro ruoli. Galazzi ha dato impulso al gioco sulla sua fascia, il ragazzo ha gamba e tecnica, rispetto a Iotti ha attaccato e non si è limitato al compitino. Giorno ha riempito un po' di più il centrocampo con la sua corsa ma anche con un piede discreto; avendolo visto con l'Alessandria non avevo dubbi sulle sue qualità e mi era sembrato strano non vederlo nell'undici iniziale. Trotta mi ha colpito per il movimento che ha fatto, ma soprattutto per la velocità vista la stazza fisica; l'unica cosa che mi ha un po' sorpreso è il fatto che ha girato un po' troppo fuori dalla zona nevralgica dell'area, che dovrebbe essere quella di sua competenza, ma forse è dovuto al fatto che poi è entrato Litteri che ha occupato quel ruolo.

Con i nuovi ingressi la ripresa è stata completamente diversa e il Piacenza che aveva giocato una prima parte di gara tranquilla senza affanni, ha rischiato soprattutto sulle palle alte, perchè la verve dei triestini si era decisamente incrementata. Per questa reazione nella seconda parte la Triestina avrebbe forse meritato la rete della vittoria e sembrava sul punto di coglierla ad ogni affondo, invece per poco non ha subito una beffa, perchè nell'unica loro azione nella ripresa, i piacentini hanno colto il massimo risultato entrando come nel burro, tra i due colpevoli centrali alabardati. La partita a quel punto è sembrata segnata, ma il guizzo finale di Rapisarda è stato vincente e ha premiato il giocatore che complessivamente è stato più intraprendente e propositivo nella serata.

Voglio fare un inciso sul gol del pareggio: l'azione è partita da un contrasto tra Lopez e Rabbi che a mio avviso non era falloso, ma che è stato accentuato in modo rilevante dall'attaccante che è rimasto a terra contorcendosi. Lo sviluppo del gioco ha portato al gol di Rapisarda su uno splendido cross di Galazzi, ma ho osservato con attenzione il comportamento del giocatore che era rimasto a terra davanti alla nostra area: non appena la Triestina ha segnato, il "moribondo" novello Lazzaro, si è alzato e ha fatto uno scatto di 70 metri andando a protestare vivacemente dall'altra parte del campo con l'arbitro, che lo ha anche ammonito. La panchina piacentina, che aveva già pregustato la vittoria, è insorta contro la panchina alabardata pretendendo che i nostri avrebbero dovuto mettere il pallone in fallo laterale, per soccorrere il "moribondo". Dico solo una cosa: non scherziamo! Il calcio dei furbetti a me non piace, questo è uno sport di contatto e i mezzucci poco sportivi che vengono fin troppo tollerati dalla nostra classe arbitrale, una volta tanto hanno avuto la giusta punizione.

Ultima considerazione: i nuovi mi sono sembrati tutti dei buoni giocatori, ora sta a Bucchi trovare il giusto assetto e gli uomini più adatti per interpretarlo. Purtroppo il calendario ci assegna ora due partite molto delicate e visto il clima disfattista che aleggia attorno alla squadra potrebbe essere molto pericoloso subire ancora qualche battuta d'arresto.

 

BRUNO GASPERUTTI

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