Lunedì, 10 Giugno 2019 13:54

Triestina-Pisa 1-3, Gasperutti: "Arbitro scarso, alabardati da elogiare, toscani superiori"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Che brutta cosa commentare quello che non ho voglia di commentare, per l'amarezza che ancora mi pervade,

per quel senso di vuoto che ancora sento dentro, perchè io ci credevo. Fin dall'inizio avevo timore dell'avversario che avevo avuto modo di vedere e che mi era sembrato molto tosto, con una grande facilità nel trovare la rete avversaria, anche quando non si ha l'impressione della pericolosità, ma solo ottimizzando al massimo con cinismo ogni opportunità. A Pisa un contropiede già disinnescato, ma che una paperaccia difensiva ha consentito di finalizzare e un corner con altra disattenzione difensiva; nella sfida di ritorno un primo gol nato dal nulla, su un contrasto vicino alla bandierina che al 99,99% è inoffensivo, che poi è diventato cross e gol, con spizzata e tocco sottomisura in area piccola e poi un cross chilometrico alto e leggibilissimo, che grazie ad una dormita generale ha permesso a Marconi di finalizzare con una semirovesciata vincente.

Detto questo non dobbiamo sottovalutare i meriti del Pisa che nelle due finali ha meritato la serie B, perchè è sembrato più tosto, più cattivo, più fisico, più incisivo, più determinato, più …. tutto, purtroppo!!!

Non dobbiamo però allo stesso tempo gettare addosso la croce ai nostri: hanno dato tutto quello che potevano, hanno lottato fino all'ultimo, onorando la maglia e hanno perso solo perchè nello sport c'è questa strana legge, per la quale alla fine uno vince e uno perde.

Qui da noi in Italia in genere vige et impera il motto “Vae victis” (guai ai vinti), quindi ora si sparerà sul pianista, ma invece vanno elogiati tutti i nostri: società, allenatore, giocatori, maestranze, tifosi …..tutti coloro che hanno permesso di assistere ad una grande festa, nella quale solo il finale è stato negativo.

Penso che la Triestina avesse le armi per contrastare questo Pisa e alla vigilia avevo paventato che se la partita fosse stata una lotta fisica, noi avremmo avuto tutto da perdere. Così è stato, la partita è stata nervosa e combattuta fin dall'inizio e i pisani sono andati a nozze, per le loro caratteristiche, mentre noi non siamo riusciti a girarla dalla nostra parte che a sprazzi, persino quando eravamo in 10 come nel finale del primo supplementare e ad inizio del secondo, quando abbiamo pressato e chiuso in area un avversario che si era abbassato troppo e che ci ha concesso due palle gol.

Ho sentito tante recriminazioni sull'arbitro per rigori non concessi, ma a mio modesto avviso su questo non sono d'accordo; per me ha arbitrato malissimo, ma sugli episodi sui quali recriminiamo non ha avuto torto. Il rigore concessoci è stato piuttosto generoso, mentre quelli reclamati su Petrella, poi su Procaccio e su Costantino, a mio avviso non sono stati proprio evidenti e siccome ho sempre pensato che una massima punizione (così veniva chiamata per la gravità della decisione) debba essere evidente e inequivocabile, non vorrei trovassimo giustificazioni per la sconfitta, per questi episodi.

Certo che in Italia vediamo di tutto e di più e sentiamo commentatori Tv urlare rigore ad ogni piè sospinto, ma questo è dovuto alla nostra classe arbitrale ondivaga nei giudizi e condizionabile dalle contendenti e/o dal luogo in cui si svolge la gara. L'arbitro della partita di ritorno è stato a mio avviso molto scarso, ha permesso un gioco troppo ruvido e spezzettato, ci ha rimesso il povero Malomo, che già in precedenza aveva visto minacciata la sua integrità fisica, dai gomiti avversari. In area di rigore, pilatescamente per evitare grane (uso tipicamente italiano di quelli che fanno carriera), fischiava sempre falli di confusione e poi cosa fastidiosissima permetteva delle manfrine eccessive, che infastidiscono e innervosiscono ovviamente chi deve rincorrere, dando respiro invece a chi è sotto pressione.

Sintomatico nei supplementari l'episodio in cui un pisano colpito da crampi, quindi non in pericolo imminente, è rimasto a terra 5 minuti ad un metro dalla linea di fondo, senza che nessuno intervenisse con il gioco fermo e un capannello di giocatori nervosissimi attorno. E lui salomonicamente ha ammonito un giocatore per parte, poi con colpevole ritardo senza che ce ne fosse necessità, ha fatto entrare barella, dottori, infermieri, che quando sono giunti sul posto non hanno trovato più nessun “morto” perchè era uscito con le sue gambe, facendo recuperare la metà del tempo perso e dando fiato ai nostri avversari, che in quel momento erano in apnea. Comunque non abbiamo perso per colpa dell'arbitro, ma perchè il Pisa ci è stato superiore e ha saputo approfittare di tutto quello che la sorte gli ha messo in piatto, noi invece non abbiamo saputo trarre giovamento e sfruttare le congiunture favorevoli, come: occasione della vita per i 100 anni di storia, spareggio in casa davanti ad un pubblico trascinante e rumoroso che ha incitato fino alla fine.

Peccato, ora ovviamente se ne riparlerà nel prossimo campionato, ma “carpe diem” (cogli l'attimo), l'occasione era questa, domani chissà cosa ci riserverà il futuro, altro giro e altra corsa e altre situazioni. Questa squadra non va smembrata, ma ritoccata e senza dare consigli a chi ne sa più di noi, spero che si prosegua su questa falsariga; spero che Pavanel resista alle sirene provenienti dal Veneto e rimanga con noi, perchè qui è apprezzato e amato e Milanese subito dopo la contesa le prime parole in sala stampa le ha avute per lui, confermandolo. Un bravo a tutti, pur nella massima delusione finale, solo chi cade può risorgere, consoliamoci così!

BRUNO GASPERUTTI

 

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