Lunedì, 07 Ottobre 2019 13:01

Triestina-Ravenna 0-1, Gasperutti: "Domenica triste e atmosfera negativa attorno alla squadra"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

In una giornata di commozione e di lutto anche la Triestina si è adeguata al momento facendo trascorrere una triste domenica ai suoi tifosi.

 

E' stata una brutta partita, molto noiosa e senza grandi sussulti che potessero risvegliare i pochi spettatori accorsi dopo le due vittorie consecutive, che in teoria avrebbero dovuto riaccendere almeno un po' l'entusiasmo. Anche il Ravenna veniva da due sconfitte consecutive e quindi si presentava come vittima sacrificale sull'altare di una squadra in risalita e da tutti indicata come protagonista del girone. Alla fine non è andata così, anzi, ma il risultato ha una sua logica, una logica che parte in generale dal tipo di calcio che vediamo sui nostri campi di tutte le serie e sul modo di condurre le partite dalla nostra classe arbitrale, dal metro adottato e dalla poca uniformità di giudizio che le strampalate regole che ogni anno cambiano (in peggio), permettono.

Il Ravenna si è presentato al Rocco molto abbottonato, d'altra parte la Triestina la conoscono tutti e tutti sanno come affrontarla. 5 difensori, 3 centrocampisti a ridosso dalla linea dell'area, impegnati più a spezzare il gioco altrui che a costruire e 2 attaccanti lasciati al loro destino a 30 metri di distanza, che mai sono riusciti in tutta la partita a rendersi pericolosi. Però ci abbiamo pensato noi a metterli per ben due volte da soli davanti ad Offredi: una è andata bene, la seconda ci ha condannati. Contro questa barriera noi abbiamo presentato al solito i nostri 4 attaccanti in linea, sostenuti da un'altra linea di 2 centrocampisti più 2 laterali difensivi. Oramai ci conoscono tutti, vengono a Trieste e se ne stanno lì rintanati ad aspettare le nostre manovre d'approccio, che poi hanno un unico sbocco: uno spunto di Mensah (in questa occasione il migliore) o un cross che arriva con la difesa già ben schierata e mai presa in difetto. Se poi queste manovre d'approccio sono perdipiù lente, diventano oltremodo prevedibili e non trovano mai impreparati gli avversari, che se fossero più abili anzi troverebbero degli spazi invitanti per il contropiede.

Il Ravenna era squadra mediocre e non è riuscita mai ad impensierirci e le sue uscite sono state perlopiù atte ad alleggerire la pressione sulla loro difesa e per far passare il tempo. Così ho visto giocare il Barcellona contro l'Inter mercoledì e infatti l'Inter li ha fatti neri nella prima frazione, poi hanno velocizzato il loro gioco e messo più pressione sulla difesa nerazzurra e le sorti della partita sono cambiate. Anche la Triestina nella ripresa ha velocizzato il suo gioco e le cose sono andate leggermente meglio, ma l'Alabarda non ha le individualità degli azulgrana che in qualsiasi momento sono in grado di sfoderare qualche giocata imprevedibile, per sfondare le difese. Noi abbiamo soltanto un Mensah che ha delle improvvisazioni importanti che sparigliano le carte, ma sono estemporanee, isolate ancorchè imprevedibili per qualunque difesa. Troppo poco, anche quest'anno non abbiamo il tiro da fuori, fateci caso, ma non abbiamo mai una punizione a favore in zona centrale da distanza accettabile: non è una coincidenza, semplicemente noi quella zona centrale a ridosso dell'area, non l'attacchiamo mai! In area ci arriviamo sempre lateralmente e in mezzo ovviamente troviamo una tonnara, dove è difficile districarsi per chiunque, anche per l'attaccante più forte. Anche contro i ravennati su 90' quasi ininterrotti di pressione, abbiamo avuto 2 occasioni da gol: il palo di Mensah e la traversa di Ferretti, ma 2 occasioni sortite una da un cross dalla trequarti e una da azione d'angolo. Un po' poco! A queste due occasioni poi dobbiamo aggiungere, due azioni più che sospette in area, che avrebbero potuto indurre l'arbitro a fischiare il rigore: dapprima un abbraccio a Granoche spalle alla porta mentre stava controllando il pallone e poi un mani clamoroso di un difensore, con il braccio molto largo, dopo un maldestro controllo col ginocchio. Lo scarso arbitro, ma è una consuetudine perchè sono tutti scelti e addestrati allo stesso modo, non ha voluto decidere la gara e pensando ecumenicamente "vogliamoci bene", ha tirato dritto.

Tornato a casa ho avuto modo di vedere una sintesi di Roma-Cagliari e, guarda caso, ho visto la stessa situazione con un mani giudicato in maniera totalmente diversa, con l'assegnazione del rigore. Ora questo è quello che manda di più in bestia al giorno d'oggi, il vedere la stessa situazione giudicata in modo diverso, avere la consapevolezza che una gara non viene più decisa dall'abilita dei giocatori in campo, ma da episodi che ne determinano il risultato ad intermittenza: ora sì, ora no.

Nella mediocrità e nel livellamento del nostro calcio, salvo poche eccezioni ovviamente, l'episodio è sempre più determinante e lo vediamo domenicalmente e nei salotti del lunedì ne parlano abbondantemente dei pseudo esperti giornalisti/tifosi che con le loro teorie strampalate, creano ancora più confusione e che s'inventano delle regole che non ci sono. Servirebbe più uniformità e basta, ma in un mondo dove ìmpera il Dio denaro, tutto viene contaminato dal sospetto. A questi due episodi poi aggiungiamoci un fallo su Mensah lanciato sulla fascia che grida vendetta: quando un difensore falcia il suo avversario senza possibilità di prendere il pallone, deve essere espulso, senza se e senza ma, il buonismo non serve. In questa domenica di lutto, hanno voluto alla fine mettere il loro sigillo, anche i due agghiaccianti retropassaggi dei malcapitati difensori alabardati, che hanno liberato Nocciolini per ben due volte da solo e indisturbato davanti ad Offredi: la prima volta il pallonetto dell'attaccante è uscito, la seconda invece beffardamente è entrata in porta. Questa è stata la ciliegina sulla torta, la beffa finale di una domenica triste e di passione. Non mi sento di dare colpe a questo o quello o ricercare il colpevole com'è consuetudine tipica dello sportivo italiano, è l'atmosfera attorno alla squadra che è negativa e dopo gli entusiasmi precampionato, i primi risultati negativi hanno depresso l'ambiente e ci sono stati diversi scricchiolii affiorati qua e là. E' su questo che deve lavorare la società e sarà un lavoro difficile, che un uomo esperto di calcio come Milanese dovrà affrontare e risolvere, ma sicuramente saprà trovare la giusta rotta per raddrizzare questa barca.

BRUNO GASPERUTTI

 

 

Letto 78 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Ottobre 2019 13:14

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