Lunedì, 14 Novembre 2022 08:09

Triestina-Renate 1-1, Gasperutti: "Problema di testa e di rosa"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Dopo aver disputato i più bei 45' da almeno un paio d'anni a questa parte, la Triestina nella ripresa rivede i fantasmi e attanagliata dall'ansia di risultato,

si fa facilmente rimontare da una capolista certamente valida, ma che nella prima parte di gara era stata messa sotto ben oltre lo striminzito risultato del campo. Il commento della partita si può sintetizzare così, ma a mio modesto avviso ha detto molte altre cose.

Intanto la squadra finchè va a 1000 corre e aggredisce l'avversario non facendolo ragionare, è pericolosa e ha uomini validi per farlo. Poi c'è il rovescio della medaglia perchè nessuna squadra può correre con quei ritmi 90' e tutte hanno bisogno di tirare il fiato, di ragionare controllando la partita e qui sorgono i problemi.

Vado a memoria: Padova, Mantova, Pro Patria, Virtus, Pro Sesto partite in cui ad una singola frazione convincente, primo o secondo tempo che sia giocato all'arrembaggio, ha fatto da contraltare un tempo deludente, in cui siamo stati succubi dell'avversario. Non sarà un caso, una volta va bene, due anche, ma quando le gare seguono quasi tutte lo stesso canovaccio, bisogna porsi delle domande.

Che la squadra non regga due tempi tirati al massimo e vada in debito di ossigeno? Io penso di no, perchè comunque è un gruppo che si allena da luglio, hanno tutti dai 20 ai 30 anni e sono degli atleti, quindi in grado di avere delle buone performances fisiche. Che sia un problema di testa? Ecco questo penso sia uno dei problemi; la squadra intesa come gruppo giocatori, allenatore, dirigenti, società, inizialmente pensava di disputare un altro genere di campionato e quando i risultati sono venuti a mancare, il problema è stato un po' sottovalutato pensando che fosse casuale e la forza della squadra in grado di risalire rapidamente la graduatoria. Invece così non è stato ed è subentrata la paura e l'ansia da risultato, che non è mai buona consigliera e sono stati attanagliati dall'imperativo di dover invertire l'inerzia, perchè la piazza lo richiedeva, perchè le ambizioni erano altre, perchè la squadra costruita era ritenuta più che valida.

Infine che sia un problema di rosa? Ecco questo per me è il problema principale da cui partire per trovare poi la soluzione. Intanto risulta evidente che la squadra che ha disputato il primo tempo con il Renate, era ben messa in campo, registrata e viva, propositiva, veloce e insidiosa; rientrata nella ripresa è sembrata subito troppo rinunciataria e troppo concentrata a controllare il gioco, senza aver la forza di ribaltare l'inerzia. Sarà stato magari a causa di un grosso spavento preso in apertura, quando Pisseri ha respinto in tuffo una bordata dal limite di Baldassin e Possenti al volo ha mancato il non impossibile tap-in a porta quasi indifesa, ma da quel momento ha cominciato ad avere paura, ad essere in affanno, a soffrire il palleggio degli avversari che hanno cominciato a tessere la loro tela, pur senza mai dare l'impressione di essere irresistibili. A quel punto probabilmente ci sarebbe stato bisogno di qualcuno in squadra con la personalità per prendere per mano i compagni e dare le direttive dall'interno, non necessariamente un fine tecnico, ma un giocatore di temperamento: faccio il primo nome che mi passa per la testa: Coletti.

Purtroppo non abbiamo nessun reparto talmente solido su cui poggiarsi: la nostra difesa non è impenetrabile, il centrocampo non è in grado di imporre i suoi ritmi di gioco, rallentando o accelerando alla bisogna e l'attacco ha delle caratteristiche per le quali deve giocare in velocità, visto che è formato da giocatori leggeri che non sono in grado di impossessarsi di palloni sparacchiati alla rinfusa per far rifiatare i compagni, magari prendendo qualche punizione, inoltre anche la panchina offre pochetto. Ecco che così è stato sufficiente un corner dove tutti hanno giocato alle belle statuine, permettendo a Maistrello di colpire il pallone due volte in sequenza, di testa e di piede, senza opposizione e il bel primo tempo disputato, con cinque palle gol e il vantaggio conseguito sulla sesta è andato a farsi friggere, su una situazione di palla inattiva che poteva essere evitata, visto l'assembramento nell'area.

Tutto troppo semplice e tanto ingiusto e frustrante il risultato che puniva crudelmente la squadra che aveva avuto tante opportunità per passare in vantaggio e anche per chiudere la partita. Purtroppo è stato evidente che non appena sono stati abbassati i ritmi e il pressing non è stato più portato alto, la squadra ha cominciato a soffrire.

Subito il gol la squadra ha avuto una reazione d'orgoglio, anche se i cambi non hanno portato nulla e diciamolo, anche il Renate è sembrato pago di un risultato che fino a quel momento per loro era oro colato, per quello che si era visto in campo.

Facciamo allora un discorso di rosa e di rinforzi che la piazza invoca a gran voce e che effettivamente la squadra avrebbe necessità di avere, in quanto oltre a quei 15/16 elementi che più o meno vengono sempre impiegati e che non sembrano tutti adeguati, gli altri che confesso di conoscere pochetto, se non vengono impiegati, significa che sono di levatura inferiore a quelli che giocano, perchè non esiste un allenatore masochista che tiene in panca i più bravi.

Come sappiamo le rose sono bloccate numericamente, quindi se acquisto un elemento, un altro se ne deve andare e qui sorge il primo problema.

Ci sono giocatori che hanno contratti pluriennali, alcuni anzianotti difficilmente piazzabili e altri presi magari giovani in prospettiva; a tutti quelli che al momento non sembrano essere utili, bisognerebbe trovare una sistemazione a loro gradita e non è semplice.

Poi bisognerebbe individuare gli elementi adatti per caratteristiche sia tecniche che morali, i ruoli in cui c'è il bisogno di un puntello e qui è sotto gli occhi di tutti che almeno un elemento per reparto è indispensabile, ma non uno preso per aumentare numericamente gli effettivi, ma proprio un titolare già pronto.

Difficile il compito di Romairone e anche quello di Pavanel che deve necessariamente dare gli imput, non vorrei essere nei loro panni, perchè qui ci si gioca la stagione, non come sperato e ipotizzato all'inizio guardando i primo posti, ma purtroppo facendo molta attenzione a non cadere in un imbuto da cui poi è difficile uscire.

BRUNO GASPERUTTI

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