Domenica, 12 Gennaio 2020 14:09

Triestina-Samb 1-2, Gasperutti: "Unione senza rabbia agonistica"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Dopo una lunga astinenza durata un mesetto finalmente la Triestina è ritornata al Rocco per iniziare il cammino nella fase discendente del campionato.

Alla curiosità iniziale per vedere com'era stato messo a frutto il periodo festivo e anche per vedere l'esordio di Lodi, ha fatto seguito lo sconforto per una prestazione deludente quanto mai. La sensazione di vuoto e impotenza che mi ha dato questa partita non l'avevo percepita dai tempi infausti della D, quella della cordata romana e delle salvezze risicate contro squadre di paesotti difficili da trovare sulle cartine autostradali. Sono bastati 3', un corner e una difesa adeguata alla festività natalizia che impersonificava le statuine del Presepe e la Sambenedettese era già in vantaggio. Certo la partita era lunga, ma siccome degli amici mi avevano parlato molto bene di Montero e della sua squadra che avevano definito una sorpresa pur non avendo dei nomi eclatanti, avevo subito percepito odor di bruciato. Eppure la gara si è messa subito dopo nelle condizioni di avere una svolta importante e definitiva: il loro miglior difensore Miceli veniva espulso per fallo da ultimo uomo, lasciando la sua squadra in 10 per 83 minuti a cui vanno aggiunti i 6 di recupero nei due tempi. Praticamente i marchigiani sono scesi in campo in 10 e a ciò va ancora aggiunto il fatto, che le vicende della partita hanno ancora beneficiato la Triestina di altri due episodi favorevoli, come un calcio di rigore subito dopo e un'altra espulsione a 20' (+4 di recupero) dalla fine. Di un simile vantaggio qualunque squadra anche modesta ne avrebbe tratto frutto; la Triestina di questa occasione invece non c'è riuscita.

Uno spettatore distratto a cui fosse sfuggita l'espulsione del marchigiano e avesse commentato l'andamento della partita, non si sarebbe accorto dell'inferiorità numerica degli ospiti che hanno controbattuto con disinvoltura, le compassate avanzate di una Alabarda spuntata e senza nerbo. Gli ospiti molto ben messi in campo, fino a quando sono rimasti in 10 hanno sempre replicato alle avanzate degli alabardati, poggiandosi sul possente e bravo Cernigoi, anche se pur essendo una buona squadra, anche loro hanno mostrato delle lacune strutturali che la fanno veleggiare in una zona di classifica buona, ma non eccellente, senza infamia né lode.

La Triestina in svantaggio subito in partenza ha continuato a giocare la sua partita senza quella rabbia agonistica, che una squadra colpita a freddo avrebbe dovuto mettere in campo. Lodi, alla sua prima in alabardato, ha subito preso in mano la squadra fornendo quella lucida regia per la quale è stato acquistato; certo praticamente non sapeva nemmeno i nomi dei suoi compagni essendo arrivato giovedì, ma la sua prova non è stata sicuramente negativa e col tempo e con l'affiatamento migliorerà.

Però questa Triestina non ha tempo, questa squadra avrebbe dovuto fin da subito ingranare la quinta marcia per recuperare in una classifica che per le aspettative della vigilia è estremamente deludente. Per tutto il primo tempo, sbagliato il rigore con Granoche (perchè non Lodi?), la Triestina non ha creato nulla, forse solo una deviazione di Granoche di testa a fil di palo. Troppo poco? No, meno di niente per una squadra in superiorità numerica.

Nella ripresa Gautieri ha presentato praticamente la Triestina dello scorso anno con l'aggiunta di Lodi e Giorico, ma senza Coletti e con l'equivoco tattico di un Lambrughi spostato sulla fascia. Le cose sono migliorate, la squadra ha fatto vedere di avere qualche automatismo in più, creando diverse occasioni da rete ma sbagliandole colpevolmente tutte. Ma ecco che su una punizione da 50 metri spostata sulla fascia è stato catapultato in area un pallone come tanti ne vengono lanciati anche per disperazione e che fanno il solletico a qualunque difesa di un certo livello, ma contro la Triestina anche questa si è trasformata in una occasione da gol, abilmente sfruttata.

A questo punto, la partita era chiaramente andata; Gautieri ha cercato in tutti i modi di cambiarne le sorti mischiando le carte, ma la squadra si è persa pur battendosi, perchè a mio avviso i giocatori si sono impegnati, ma hanno mostrato delle lacune fin troppo evidenti, che nella mancanza di un logico filo conduttore, sono risultate un'ardua montagna da scalare. Sono arrivate ancora tante occasioni da rete, ma sono parse tutte frutto del caso, più che di una manovra concertata, di organizzato c'erano solo una miriade di passaggi d'approccio alla trequarti avversaria, dove se ne stavano rintanati i nove avversari rimasti che aspettavano.

La difesa alabardata aveva già lo scorso anno molti difetti e contro un attacco pungente come quello del Pisa, aveva mostrato diverse crepe. Questa difesa è rimasta praticamente la stessa e ora per dare una certa compattezza è stato inserito Codromaz con lo spostamento di Lambrughi sulla fascia. In questo modo abbiamo perso un uomo capace di far partire l'azione da dietro, essendo l'unico che ha un piede educato e nel contempo l'abbiamo messo sulla fascia dove denuncia dei limiti dinamici di spinta fin troppo evidenti: da quella parte la Triestina non spinge, dall'altra Formiconi lo fa pasticciando troppo. In mezzo al campo finalmente abbiamo un regista dai piedi buoni, che oltretutto calcia molto bene in tutte le situazioni di palla inattiva come auspicato da tempo, ma purtroppo Maracchi sembra un po' giù di corda e non ha più gli strappi impetuosi dello scorso anno e Giorico dopo un buon inizio campionato sembra anche lui molto spento e non a suo agio nel ruolo di mezz'ala, dove si limita ad effettuare il compitino senza acuti e senza prendersi iniziative.

In avanti Procaccio si è battuto, è sembrato l'unico ad avere lo spunto per saltare l'uomo, da lui sono venute le iniziative più pericolose, mentre i due centravanti sono sembrati poco incisivi, poco verticali, anche sui numerosi cross (perlopiù inadeguati) che sono pervenuti al centro, sono sembrati quasi sempre in ritardo; meglio nella ripresa con Costantino che ci mette l'anima e dà più profondità e che sembra integrarsi meglio con el Diablo. Cosa aspettarsi ora da questa annata? Purtroppo non credo che questa squadra sia in grado di recuperare il grave ritardo in classifica dalle posizioni di privilegio, per avere una griglia nei play-off di favore. Siamo obiettivi, se non battiamo una Sambenedettese in 10, possiamo sperare di sconfiggere, e in trasferta, squadre di maggior spessore qualitativo? Certe annate vanno così, è successo anche al Vicenza lo scorso anno, quando è partito con mire da serie B con la fusione tra due ottime squadre e poi ha chiuso tra le contestazioni, rischiando i play-out; oggi, solo un anno dopo, la situazione per loro è diametralmente cambiata, magari anche noi potremmo imitare il loro cammino, traiamone insegnamento.

BRUNO GASPERUTTI

 

 

 

 

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