Lunedì, 30 Agosto 2021 04:29

Triestina-Seregno 0-0, Gasperutti: "Prestazione scialba di un'Alabarda nervosa e senza idee. Preoccupante la disaffezione del pubblico".

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Mamma mia che brutta partita, quella per l'esordio del campionato 2021-22 della Triestina, una partita difficile da commentare

perchè ben poco c'è da dire su quanto visto, o meglio non visto. In genere su questi esordi di stagione, si suole dire: sono squadre ancora in rodaggio, devono amalgamarsi o ancora, la tenuta fisica non è ancora ottimale, ma tra un mese …... Questo però faceva parte del calcio eroico di un tempo, quando le squadre si ritrovavano a Ferragosto e dopo due settimane di corse nei boschi e una o due partitelle con i montanari della Val di …, si presentavano al giudizio dei propri supporters molto curiosi di rivedere una partita di calcio, dopo due, tre mesi di sole e mare.

Oggi la situazione è ben diversa, dopo una settimana per sgranchirsi le gambe, si effettuano le prime partite, che magari per l'allenatore sono di preparazione, ma per i tifosi e i media sono già degli esami decisivi per determinare un giudizio finale della stagione a venire. Di curiosità per rivedere una partita di calcio dopo la sbornia estiva di ozio, poi non ne parliamo nemmeno, perchè di calcio televisivo durante questa sosta, ne abbiamo visto fin troppo e a tutte le ore del giorno. Dunque alla fine di questo lungo preambolo, diciamo che le squadre che abbiamo visto in campo, erano già più che rodate e in grado di mostrare di che pasta sono fatte, ma purtroppo in questo primo atto abbiamo potuto notare che la pasta non era ancora cotta a puntino e anche un po' rancida.

La Triestina, rispetto la partita con il Trento, ha fatto un passetto indietro, ma ciò è dovuto anche al tipo di squadra che si è trovata di fronte, che ha creato notevoli problemi per il suo modo di giocare, ma anche per la direzione di gara del tutto particolare del sig. Crezzini di Siena, ma ne parleremo. Partiamo dal Seregno per ospitalità, il suo allenatore (sig. Mariani) deve essere un grande ammiratore di Conte che vorrebbe imitare, non per il gioco che propone che è lontano anni luce da quello del suo pedagogo, ma per il modo di atteggiarsi in panchina, nell'agitarsi e nel protestare in modo vigoroso con il paziente quarto uomo, per ogni contatto, ogni rimessa laterale e ogni fischio contrario. Il suo Seregno mi ha riportato indietro di 50 anni che sembrano essere passati invano; quello proposto dai lombardi è un bel sano calcio di provincia, come d'altra parte aveva promesso nell'intervista della vigilia. Avevo letto di un piano gara atto ad inaridire le fonti di gioco alabardato, con il pressing ossessivo e magari colpire poi in contropiede, ma quello che ho visto poi sul terreno di gioco, sarà stato anche un pressing asfissiante, ma poi a questo dobbiamo aggiungere una ricerca del fallo sistematico e di un gioco che consisteva in rinvii dei suoi fisici difensori, per la gioia del famoso “parroco. Una squadra il Seregno che si basa su una difesa a 5, ma anche a 6 o 7 con raddoppi costanti sulle fasce e due punte che oltre ad essere ben piantate, sono anche piuttosto insidiose e sanno il loro mestiere. Per attuare il suo piano fatto di ostruzionismi fastidiosi, o di falli di “esperienza”, come amano dire i prodi commentatori tv nostrani, per giustificare delle irregolarità non fischiate dall'arbitro, aveva però bisogno di un buon sostegno da parte del direttore di gara.

La serata della matricola lombarda però è stata perfetta e oltre al supporto del signore in verde, si è trovato di fronte una Triestina scialba e senza idee. Come avevamo già visto in precedenza, la Triestina nuova edizione è diventata una squadra più asciutta nel gioco, meno manovriera rispetto a quella del passato, che va alla ricerca con più rapidità di una verticalizzazione immediata. Però in tutte le tattiche calcistiche che possono essere tutte valide, ci vuole misura ed equilibrio e quello a cui cui abbiamo assistito è stato invece: “un casino” e più che ad una partita di calcio è sembrato di assistere ad una di tamburello.

Al Seregno non è parso vero che la Triestina si adattasse al suo gioco e questa è stata a mio giudizio, la colpa principale della squadra, che oltre a tutto si è lasciata trascinare anche sul piano del nervosismo, che obiettivamente è stato eccessivo, anche per il metro di giudizio adottato dal signore in verde. Questo signore non è che abbia rovinato la partita già di per sé molto brutta, ma ha accentuato la ricerca delle ripicche, degli ostruzionismi, dei falli antipatici, perchè sembrava capitato in mezzo al campo per uno strano caso del destino. Al corso arbitri evidentemente deve aver fatto molte assenze e certe cose non le aveva studiate “sulla carta” ovviamente, perchè presumo non abbia mai nemmeno giocato all'Oratorio, visto che non riusciva a distinguere un fallo da un “fallo”.

La partita è stata molto nervosa, ma le 10 ammonizioni e le 2 espulsioni, le ha provocate lui con il suo atteggiamento e i suoi fischi a vanvera, che hanno incoraggiato i contendenti a moltiplicare gli interventi irregolari, tanto ….... lui non ci capiva nulla. Come tanti altri passati sull'erbetta del “Rocco”, tipo Sozza o Ajroldi, anche questo sicuramente è destinato ad una lucente carriera, perchè sembra che il masochismo dei nostri organi competenti, siano senza limiti.

Su una cosa devo però ricredermi, ho rivisto i due episodi incriminati e sul primo si vede sinceramente pochetto vista la ripresa laterale, devo però notare che Di Massimo ha un po' accentuato il volo, anche se il portiere ha fatto una uscita dissennata, quindi il fischio ci potrebbe anche stare. Sul secondo episodio di Giorico invece mi sento di dare ragione all'arbitro, che ha ritenuto poca cosa la trattenuta maldestra del difensore, ma di queste trattenute ne vediamo a bizzeffe e in genere gli attaccanti esagerano nella caduta; purtroppo il giudizio alla fine è troppo difforme e a volte vengono puniti, altre no.

Ultima cosa il pubblico presente, saremo stati sugli spalti in 800/900 per una vernice di una stagione che inizia; di queste prime ne avrò viste una sessantina e non ricordo (salvo l'era Pontrelli), una simile disaffezione della tifoseria verso la squadra. Capisco tutto, le norme anti-Covid, la difficoltà di reperire un biglietto senza essere un esperto di computer, perchè nella nostra città e nel mondo in generale ci sono anche quelli che non sanno smanettare e non devono essere tagliati fuori dalla civiltà, ma è evidente che c'è una frattura tra la tifoseria organizzata e la dirigenza alabardata. Auspico... credo ... spero, che ci possa essere un tavolo rotondo o quadrato che sia, dove le parti possano confrontarsi per redimere l'oggetto del contendere; un passo indietro per chiunque è sempre una forma di intelligenza e non di debolezza. La Triestina ha già sofferto negli ultimi anni di queste fratture e sicuramente i risultati non ne hanno tratto giovamento, quindi sarebbe masochismo continuare la contrapposizione muro contro muro, perchè suppongo che ambedue le parti amino i nostri colori. Comincio ad avere una certa età e siccome vorrei rivedere ancora la mia squadra in una categoria consona alla tradizione e alla città, spero proprio che questa conciliazione sia possibile e di rapida soluzione, perchè sarebbe l'unico modo per ottenere dei risultati: remando tutti dalla stessa parte.

 

BRUNO GASPERUTTI

 

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