Giovedì, 14 Maggio 2020 15:08

San Luigi, Stefani: "Potevamo centrare i play-out. Stagione da annullare"

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Lorenzo Stefani (foto di Matteo Nedok) Lorenzo Stefani (foto di Matteo Nedok)

Lorenzo Stefani, allenatore in seconda della prima squadra del San Luigi, traccia una linea in questo momento particolare.

“Nel nostro caso (la serie D, ndr) mancano dieci partite, mentre nelle altre categorie dilettantistiche ne restano otto da giocare. Sono troppe per dare responsi finali. Non voglio mettermi nei panni di chi deve prendere le decisioni, però guardo in casa nostra e all'atto della sospensione eravamo nella condizione tecnica, fisica e mentale per poter centrare i play-out nell'arco dei 10 incontri mancanti. E' chiaro che in serie A ci siano altri interessi nel voler concludere, mentre tra i dilettanti è impossibile. Si deve prendere atto, che non lo si può fare. Io annullerei la stagione perchè appunto mancano troppe gare alla fine. E se proprio si dovesse disputarle, lo si potrebbe fare quando ci saranno le condizioni per farlo fra qualche mese. In questo caso si farebbe poi una breve pausa una volta archiviati i match mancanti e quindi si inizierebbe la nuova stagione. Sono però scettico, che tra luglio ed agosto si potrà riprendere a fare la preparazione e a settembre si possano aprire le scuole, fermo restando che bisogna riprendere a fare le varie cose prima o poi. Perciò personalmente sarei più favorevole appunto a chiudere qua il tutto, prendendo coscienza che siamo in una situazione di emergenza eccezionale. Sarà un processo particolare anche il dare un riconoscimento alle prime in classifica. Perchè una cosa è essere primi con 20 punti di vantaggio come il Benevento in serie B e in quel caso la decisione a tavolino premierebbe meritatamente quanto fatto sul campo. Ma nei casi in cui c'è un margine di un paio di punti, non si può stabilire sulla carta la prima. Purtroppo ci saranno dei fallimenti a seguito di questo stato di crisi e di conseguenza qualche ripescaggio scatterà in automatico e questo rappresenterà all'atto pratico un modo per far salire di categoria delle società meritevoli. Piuttosto, in ogni caso, mi dispiace per i settori giovanili. Vedo con i miei figli Greta e Simone, che necessitano di spazi per giocare e confinarli in casa non è facile. Io almeno mi sono distratto, lavorando ogni giorno come sempre. E nel calcio chi ha 14 anni come Simone, ha la possibilità di capire di più e gestirsi, ma come si fa invece con le scuole calcio? In questo caso va trovato il modo per concedere ai bambini di “sfogarsi” nuovamente normalmente”.

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