Lunedì, 07 Maggio 2018 12:48

Triestina-Samb 1-1, Gasperutti: "Giusto così, verdetto da accettare"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

La Triestina si congeda dal suo pubblico giocando una bella partita e chiude l'annata sportiva mancando d'un soffio i play-off.

In fondo sarebbe stato sufficiente che Bracaletti avesse realizzato il calcio di rigore concessoci a 10' dalla fine, ma questo episodio non deve essere determinante per valutare la stagione degli alabardati.

Parte del pubblico alla fine ha applaudito, un'altra parte se n'è andata delusa, ma diciamo che i play-off che, erano l'obiettivo dichiarato all'inizio, sarebbero stati soltanto un “surplus”, la ciliegina sulla torta di una stagione che ha visto la Triestina ritornare nel calcio professionistico dalla porta di servizio dei ripescaggi.

Milanese ha attrezzato una squadra discreta che ha detto la sua su tutti i campi delle squadre più blasonate, mentre ha forse avuto risultati meno soddisfacenti quando si è trovata a battagliare contro squadre chiuse a riccio, che toglievano gli spazi e impedivano di fare gioco. In queste condizioni alla squadra è mancata la giocata geniale, il dribbling decisivo, il passaggio filtrante, il tiro da fuori, il guizzo del rapace dell'area che segna un gol sporco; forse troppe cose per centrare un obiettivo sorprendente. Alla fine Princivalli faceva notare che la squadra ha ottenuto ben 16 pareggi, veramente un po' troppi per avere grosse ambizioni, ma se facciamo mente locale di questi pareggi la maggior parte sono stati ottenuti non soffrendo dietro le barricate o avendo la sorte benigna, ma alla fine di partite d'attacco dove ci è mancato o quel guizzo in più o un po' di fortuna. Quindi alla fine accettiamo il verdetto del campo, fiducia nella società e prepariamoci all'anno del centenario, che sia quello della riscossa.
La partita contro la Sambenedettese è stata veramente piacevole e questo è avvenuto perchè ambedue le squadre cercavano la vittoria per raggiungere i loro obiettivi e si sono date battaglia dal 1' al 93'. Ne è venuta fuori una gara con tanti episodi, tante occasioni da rete e continui capovolgimenti di fronte in spazi larghi. Un calcio senza tanti fronzoli, un calcio di altri tempi, non il calcio palleggiato e masticato cui siamo soliti assistere anche nelle partite più prestigiose dove bisogna attendere la giocata e l'acuto dell'asso di turno per vedere un'azione pericolosa.

Le occasioni da rete sono fioccate da ambo le parti e quindi alla fine tutte e due le squadre avevano qualcosa su cui recriminare: se …... ma il risultato è stato salomonico, forse poteva finire 2 a 2, ma tant'è!

La Sambenedettese è una squadra ben strutturata fisicamente, non ruba l'occhio ma è arcigna e compatta, tignosa, palleggia poco, ma affonda; la tipica squadra di serie C. Ha una buona difesa con un portiere scattante, a centrocampo l'ottimo Bellomo che ha un buonissimo piede, in attacco il centravanti Miracoli che è andato in doppia cifra e poi Di Massimo entrato nella ripresa, che ha messo in gran difficoltà con la sua intraprendenza Pizzul.

La Triestina doveva congedarsi dal suo pubblico giocando una partita volitiva, cercando quella vittoria che in caso di risultati favorevoli a Bolzano o Pordenone poteva consentirle l'accesso ai play-off con l'ultimo posto disponibile. La squadra ha fatto quello che le era stato richiesto; ha disputato una bella gara, generosa, cercando la vittoria fino alla fine. Peccato per il pareggio degli ospiti causato da una mancata presa di Boccanera su un angolo; peccato per il rigore mancato da Bracaletti o per qualche ottima opportunità, ma anche la Sambenedettese ha avuto le sue occasioni e ha colpito due traverse e una rete le è stata annullata per fuorigioco. Giusto così.

Tutti gli alabardati hanno giocato una buona partita: mi è piaciuto Libutti, che sta acquisendo sicurezza con la continuità di impiego. Bene Codromaz che aveva da controllare quel Miracoli che è un cliente ostico; sicuro Aquaro su un buon standard; un po' in difficoltà Pizzul nella ripresa quando è entrato Di Massimo, ma alla fine sufficiente. A centrocampo la squadra s'è mossa bene con il solito Coletti, un buon Finazzi che ha piede ma che ha avuto poche occasioni quest'anno per mettersi il luce, generoso Porcari e molto bene Bracaletti, che da esterno alto è molto più a suo agio e risulta utile in tutte e due le fasi. Questa soluzione è stata forse alla fine l'ago della bilancia per l'equilibrio, che da quando è venuto a mancare Bariti la squadra non aveva trovato e che né Petrella né Pozzebon, da adattati, non potevano conferire. In avanti Mensah ha cercato i suoi soliti guizzi, ma in qualche occasione ha perso i tempi giusti per il passaggio filtrante, Arma al solito s'è battuto sulle palle alte contro un difensore che gli ha sempre messo i gomiti in schiena impunemente, poi Pozzebon è entrato come una furia, caricando a testa bassa. Sul portiere pesa come un macigno la “cappella” sulla rete subita e purtroppo alla fine viene giudicato su quella e non su quanto di buono ha fatto in precedenza.

Quindi una bella giornata di sport, una bella e divertente partita, con un piccolo rammarico finale, ma tratteniamo l'esultanza che sarà maggiore, quando festeggeremo prossimamente, l'auspicata promozione con ritorno in serie B. Sempre Forza Unione, 100 anni di storia, 100 anni di grandi personaggi e grandi sportivi che sono passati nella nostra città. Oggi festeggiamo Totò e Titti, che hanno scritto pagine indelebili che rimarranno per sempre negli occhi, di chi ha avuto la fortuna di poterli ammirare sul campo.

BRUNO GASPERUTTI

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