Lunedì, 12 Marzo 2018 14:13

Triestina-Vicenza 0-0, Gasperutti: "Portieri spettatori non paganti"

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Bruno Gasperutti Bruno Gasperutti

Lo 0 a 0 sembra essere diventato il risultato più frequente per la Triestina nei derby casalinghi del Triveneto

e così dopo Mestre e Bassano, anche il Vicenza si è portato a casa il suo bel punticino. Diciamo subito che dalla partita vista sul campo disastrato del “Rocco”, non ci si poteva aspettare che un risultato a reti bianche: nessun tiro a rete, nessuna occasione nitida, pochissime emozioni. Una partita del genere, con squadre attente e tanti falli tattici sulle ripartenze, si poteva risolvere soltanto con una rete su palla inattiva, o con un tiro da fuori e la Triestina in questi fondamentali ha il suo tallone d'Achille.

Oramai penso che ogni allenatore avversario conosce il modo di attaccare dell'Unione e trova i giusti accorgimenti per contrastarla; così Zanini ha bloccato Mensah con dei raddoppi effettuati da due uomini di stazza come Malomo (in prima battuta) e poi Alimi, che su quel campo hanno avuto la meglio, mentre dall'altra parte Bariti è riuscito a liberarsi più volte del giovane Giraudo, ma i suoi traversoni sono stati da dimenticare perchè non riusciva proprio ad alzare il pallone oltre la testa del primo difensore. Restava il povero Arma che taluni bistrattano ma che riceveva soltanto dei lanci aerei sul corpo da girare ai compagni o da controllare per far salire la squadra, mentre i cross arrivavano o su corner o dalla trequarti con l'area abbondantemente intasata: impossibile districarsi in queste situazioni da due difensori bravi e arcigni come i due centrali biancorossi.

Triestina e Vicenza non hanno costruito nessuna palla gol pulita; ricordo per la Triestina soltanto un'incursione sulla sinistra al 31' di Bracaletti, con cross basso per Bariti appostato solo sul primo palo e ciccata malamente da 3-4 metri dalla porta, mentre per i nostri avversari un gol annullato per fallo a Comi e una pericolosa volata di Jakimovski che sul contrasto con Lambrughi è volato nel fango e sulla quale poi si è lamentato Zanini, che chiedeva l'espulsione del triestino e che l'arbitro invece non ha nemmeno punito col fallo.

Null'altro con i portieri spettatori non paganti, impegnati solo nel battere rimesse e punizioni nei pressi dell'area di rigore, anche se Boccanera ha cercato di ravvivare l'attenzione degli spettatori con due uscite volanti piuttosto avventurose nelle quali è andato a "farfalle".

Come si può capire non è stata una bella partita, i difensori ovviamente sono quelli che sono emersi su tutti, così abbiamo ammirato nel Vicenza l'inturbantato Crescenzi, il migliore dei suoi e Malomo che ha limitato Mensah, poi il fastidioso e spigoloso Ferrari; poi tanta fisicità, corsa e applicazione.

Nella Triestina grandissimo Lambrughi, insuperabile nell'uno contro uno, buon lottatore Codromaz, accorto e diligente Coletti che dà la quadratura alla squadra e poi anche qui in tutti gli altri tanta diligenza e voglia, sì perchè la ricerca della vittoria c'è sempre stata negli alabardati, più che nei vicentini che nella ripresa si sono visibilmente accontentati del pareggio.

Due parole sull'arbitro che a me è piaciuto, perchè ha applicato un metro costante per tutte due le squadre, lasciando correre e giocare e facendo un uso limitato del cartellino, come dovrebbe sempre essere e non estraendolo ad ogni fallo come auspicato dai nostri telecronisti Tv, che invocano ad ogni pie sospinto, colori gialli, ocra o arancioni.

Pubblico finalmente adeguato a Trieste, alla sua storia sportiva e alla sua proprietà appassionata; un solo appunto che vale anche per i vicentini: ma è proprio necessario passare la maggior parte del tempo a insultarsi a vicenda, invece di incitare la propria squadra? Nella vicenda triste di un esemplare atleta per correttezza sportiva come Astori, ho apprezzato tantissimo la presenza dei giocatori juventini Buffon e Chiellini, che sbarcati a notte fonda da Londra sono accorsi fino a Firenze a rendere omaggio al loro sfortunato compagno. I fiorentini loro acerrimi rivali sportivi, li hanno applauditi come dovrebbe essere e come sarebbe auspicabile nello Sport. Speravo fosse un inizio.

 

Bruno Gasperutti

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