Domenica, 07 Ottobre 2018 23:15

Alma in serie A, la tribuna stampa diventa un incubo per i giornalisti

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Un'immagine della visuale dalla tribuna stampa Un'immagine della visuale dalla tribuna stampa

Dopo 14 anni la Pallacanestro Trieste ritorna in serie A. Sei giornalista, devi raccontarne le gesta e ti immagini di vivere la stagione da vicino

(come negli anni precedenti) per poter descrivere al meglio tutti i particolari dando così al tuo lettore un servizio di maggiore qualità. Poi invece entri all’Allianz Dome, l’ex Alma Arena, e t’imbatti in una realtà completamente diversa. Dal consueto dietro al canestro, in cui senti anche i sospiri dei giocatori e le indicazioni dei tecnici, ti fanno salire le scale sin l’ultimo gradino. Sei dietro a tutti i tifosi attaccato praticamente al soffitto del palazzo seduto su delle panche stile sagra paesana con chiodini sporgenti dai tavoli. E pensi a quando guardi alla tv le partite della Nba allo United Center di Chicago dove ci sono 23000 posti o in Europa nel palazzo del Panathinaikos che può ospitare 19000 spettatori e ti accorgi che lì in effetti se ti trovi qualche fila più in su non si vede granchè bene. Ma poi confronti la capienza dell’impianto triestino, tre/quattro volte inferiore a questi palazzoni e ti chiedi a chi possa essere venuta l’idea di mettere la tribuna stampa in quel posto laddove quando entrano le squadre in campo fai difficoltà a capire se sia l’Alma o gli avversari. Figuriamoci distinguere i vari giocatori.

Ebbene questo esordio in serie A per i giornalisti è stato decisamente da incubo. Ti guardi intorno e vedi dietro alle panchine dei cartelloni pubblicitari che portano via diverse file di posti, guardi dietro un canestro e vedi i posti riservati a parenti ed amici della squadra. Tutto il pubblico è sotto di te, anche se stà seduto tu fai difficoltà a vedere il campo, quando poi i “nostri” partono in contropiede o sganciano il pallone dalle mani con rotta verso il canestro avversario ecco che i tifosi davanti a te si alzano in piedi. E più una partita è tirata e più naturalmente lo fanno. Negli ultimi due quarti contro la Virtus Bologna con il punteggio in equilibrio è stato un continuo alzarsi-sedersi.

Nel momento di prendere appunti sulla contesa realizzi che là sopra non ci sono luci, bisogna dunque arrangiarsi nella penombra. E poi altro fatto da non trascurare è il tabellone principale che nella parte alta è coperto da un grosso tubo che ne oscura la visione, e indovinate cosa nasconde… Ovviamente il punteggio per chi è seduto appunto nelle ultime file… Per tutta la partita dunque bisogna navigare alla cieca tenendosi un po’ a memoria il risultato. Per fortuna che alla fine di ogni quarto arrivano le statistiche che così almeno sai quanto è il punteggio.

Vabbè dai, si dirà, mai contenti sti giornalisti. Ma qualcosa di positivo ci dovrà pur essere in queste nuove postazioni, qualcuno se lo chiederà. Ma certo! La prima è che da così alto si possono vedere meglio gli schemi delle due squadre, la seconda è che se a qualche tifoso dovesse venire l’idea di buttare verso il parquet qualche bicchiere di birra, di sicuro non ti arriverà in testa. Fin qui gli incubi della tribuna stampa.

Finita la gara aspetti le statistiche finali che però arrivano con un ampio ritardo. Ci può stare. Poi le luci si chiudono e chi deve finire di scrivere lo fa al buio con la luce dei cellulari… Poi devi scendere in sala stampa. Ti dicono che hai l’ascensore che ti porta sino a lì. Pensi che sia solo per i giornalisti, aspetti qualche minuto e non arriva, decidi di scendere a piedi, fai un piano e vedi il “mondo”, torni su e assieme a due hostess e ad un collega attendi pazientemente che arrivi l’ascensore. Passa una decina di minuti e finalmente arriva il mezzo che ti porta dritto in sala stampa. Non è vero… esci e devi percorrere a piedi ancora mezzo palazzetto. Sarà forse per questo che in sala stampa erano presenti solo quattro giornalisti triestini…

Vabbè dai la prima di campionato è andata, forse nella seconda la postazione sarà migliore.

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