Venerdì, 28 Settembre 2018 11:16

Emozioni triestine allo Juventus Stadium: CR7, Diletta Leotta e la partitella del giovedi

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Juventus e Bologna ai saluti prepartita Juventus e Bologna ai saluti prepartita

Se sei un appassionato di uno sport (o più di uno), andare a vedere partite di professionisti è uno sfizio che prima o poi cerchi di toglierti

e se ti riesce qualche bis qua e là, ancora meglio. E lo stesso tipo di discorso vale per qualsiasi tipo di passione, dai concerti ai viaggi, dalle mostre di vario genere alle esposizioni in generale.

E se riesci a prenotare il treno o l'aereo anticipatamente, puoi godere della scontistica, che aumenta a seconda di quanto prima prenoti. Però ci sono i rischi del mestiere nel prenotare tanto prima perchè puoi incappare in qualche contrattempo come l'annullamento delle ferie, una malattia, un incidente, un cambio turno o anche perdere la Triestina Calcio – che segui per lavoro e per fede calcistica – perchè il calendario di serie C è slittato (così tanto) da essere fatto dopo aver prenotato il tuo viaggio e ha previsto due turni settimanali all'inizio del campionato, uno dei quali in concomitanza con quello di serie A (e con la Coppa Italia di Eccellenza nonché la Coppa Regione di Prima Categoria FVG). Ed è una fregatura perchè il tuo biglietto del treno non è rimborsabile o variabile a livello di date....

Anche perchè il turno di serie A del 26 settembre proponeva l'unico infrasettimanale in casa della Juventus del conclamato Cristiano Ronaldo sulle complessive tre tappe previste non nel fine settimana.

A potersela giocare fino in fondo, la Juve era attesa da un trittico casalingo consecutivo in sei giorni (il 26 contro il Bologna, il 29 contro il Napoli e l'1 ottobre al cospetto dello Young Boys) e dal concentramento della serie A femminile di flag football, che ha regalato a Trieste la trasferta al centro sportivo Rebelant di Torino negli ultimi due giorni di settembre. Ma in uno stadio da soli 40 mila posti hai voglia a beccare un biglietto per l'Allianz/Juventus Stadium....solo una sfida di seconda fascia come contro il Bologna di Pippo Inzaghi fa sì che ci siano dei seggiolini a disposizione....

Quanto alla sfida tra la Vecchia Signora e i felsinei ti immagini che sarà una gara tra Davide contro Golia e dal copione già scritto, ma ti aspetti che almeno gli emiliani ci mettano grinta e voglia. Macchè, se ne sono stati rintanati sulle loro senza dar battaglia (e con solo due sussulti offensivi sporadici nella ripresa, di cui uno in particolare decisamente mal sfruttato) e da spettatore “sportivo” ci resti male per non aver visto un po' più di “duello reale”. E perciò lo spettacolo generale ne ha risentito. Nel primo tempo i bianconeri hanno avuto il piglio di giocarsela più seriamente, ma senza doverci mettere il massimo impegno e nella ripresa invece si è scesi in campo per onor di firma.

E in questo contesto anche la stella di CR7 non ha potuto splendere fino in fondo. Nella prima frazione ci sono stati effettivamente alcuni scambi in velocità e cambi di direzione dello stesso Ronaldo, di Dybala (il cui primo gol in campionato ha dato entusiasmo) e di Cancelo (ahi ahi ahi Inter, il fair play finanziario – “solo” quello? - ti ha fatto perdere un gran bel giocatore di spinta) e alcuni cambi-versante di prima intenzione del druso Pjanic da farti stropicciare gli occhi per la facilicità di esecuzione. Cose che i rossoblù si sognavano di fare. Ma erano giocate fine a se stesse.

Il portoghese di Madeira si è visto un po' di più nei primi 45', ma un po' di meno alle precedenti uscite e in ogni caso un'altra fischiata arbitrale – dopo quella di Champions – non gli ha detto bene perchè una spinta in area accusata alle spalle – proprio in linea dello scrivente – gli è stata tramutata in fallo sul portiere Skorupski in uscita. E spesso notavi che i suoi compagni non gli stanno dietro per tempi di passaggi, velocità e affiatamento ancora non ottimale. Saranno stati pure il poco appeal del Bologna e i prossimi impegni a non accendere gli occhi della tigre nei pluriscudettati piemontesi, che poi hanno tirato i remi in barca nei secondi 45' al pari degli avversari. Un lasso di tempo – il s.t. - che ha visto CR7 più che altro calciare (malamente) una punizione dalla sua posizione contro la barriera e cercare un diagonale...insidioso ma senza esito.

E pertanto il clima ovattato (e freddo causa umidità serale)...della gara ti permetteva di osservare il contorno. I circa 300 supporters giunti dall'Emilia Romagna hanno cantato con abbastanza continuità, facendosi sentire nei primi 38' e nei secondi 45' (pure con epiteti quali “vaffa all'Allium Stadium” e “juventino pezzo di me...”). Anche perchè la curva sud degli ultras di casa ha scioperato in segno di protesta per il rincaro dei biglietti e si è fatta sentire solo nello scorcio finale del primo round e nei 3' di recupero finale per chiedere più rispetto. Prima della chiusura appena citata c'è stata la standing ovation con tanto di coro ad personam per l'uscita dal campo di Andrea Barzagli, al debutto nella A 2018-2019 al pari di Mattia Perin. E lo spicchio basso a sinistra della curva ha lasciato partire qualche gridolino di saluto per Mandzukic in particolare (“Mario mandaci qualche bacino” o “Mario Mario”) e per Bernardeschi su un versante (non calcolato Rugani) e per l'ex Mattiello e per il prestito Orsolini sull'altro durante il loro riscaldamento e soprattutto per la bionda bordocampista Diletta Leotta di Dazn, costretta a piazzarsi all'altezza del corner attaccato allo spicchio di curva sopracitato. “Scortata” da una troupe numerosa e spalleggiata da Mauro German Camoranesi – ancora apprezzato dai presenti sugli spalti -, la conduttrice televisiva ha innescato selfie e foto a gogò, tanto da far scattare gli steward costretti a richiamare la gente a mantenere i posti assegnati. E c'è stato altresì il coro “Ma che culo c'hai, ma che culo c'hai!”. Atteggiamenti ripagati con un paio di sorrisi e saluti.

E nei momenti di pausa presi dai seguaci del Bologna, sembrava veramente di essere a teatro e non a una partita di pallone per il silenzio rimbombante proveniente dagli spalti. E poi ci si lamenta del tifo del Nereo Rocco....

La chiosa conclusiva va più sul triestino. Anzi, se vogliamo più sui triestini della Juve...la squadra femminile del club sabaudo ha giocato il ritorno dei sedicesimi di finale della Champions League ed è caduta a Copenaghen per 1-0 per mano del Brondby. All'andata fu 2-2 e perciò addio palcoscenico internazionale per Sara Gama, visto che non è previsto il passaggio all'Europa League (o una competizione similare) come nel maschile.

E al giovedì sera, sul campo a sette di Moncalieri adiacente al complesso sportivo della compagine di casa di calcio, scende in campo l'ex ponzianino Maurizio Lombardo, attuale segretario generale bianconero. In una rosa di 25 elementi – tra cui anche alcuni altri “tesserati” della società di Andrea Agnelli come i commerciali e qualche componente dello staff tecnico tra cui Maurizio Trombetta a noi noto -, devono saltar fuori ogni volta 14 nominativi in modo da dar vita a un sette contro sette non ufficiale ma molto sentito – i falli non mancano...-. Non vengono previsti i panchinari per evitare di fare staffette e ridurre le varie tempistiche. In caso di infortuni si gioca in numero ridotto. E proprio a Maurizio Lombardo tocca l'incombenza di portare di volta in volta le mute, raccolte in questi anni di professionismo dietro alla scrivania. La serata del 27/09 ha visto perciò sfidarsi il “Brescia” - tappa di Lombardo dopo la partenza dalla Triestina – e l'Atalanta, il cui presidente Percassi è in realtà un collezionista sfegatato di maglie calcistiche. L'esito dei 61' di incontro (senza intervallo)? Lo score è stato di...0-1, 1-1, 1-2, 2-2, 3-2, 4-2, 4-3, 5-3, 5-4 e 5-5 nell'ultima azione del recupero non senza qualche contrasto – nello spogliatoio – per una carica sul portiere “bresciano” nell'azione dell'ultimo gol. Per Maurizio Lombardo un gol, due tiri deviati e un dribbling da cui sono scaturiti altre tre reti, alcune marcature sfiorate, alcune imbeccate e un tenere il campo in una posizione diversa a seconda delle esigenze del momento. E la voglia che arrivi il giovedì successivo (quando qualcuno manca sempre, ma lui difficilmente)...

 

Letto 284 volte Ultima modifica il Mercoledì, 03 Ottobre 2018 12:47

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