Domenica, 24 Marzo 2019 10:32

Festa Azzurra contro la Finlandia, il fascino della Nazionale a due passi da Trieste. Video

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L'undici di partenza dell'talia contro la Finlandia L'undici di partenza dell'talia contro la Finlandia

A due passi da Trieste il fascino della Nazionale. Una buona occasione per vedere quello che dovrebbe essere il meglio del calcio azzurro.

 

L’avversaria, la Finlandia, non era delle più titolate ma vedere da vicino l’Italia è sempre piacevole. In due giorni dunque Nazionale maggiore e Under 21 a un’ora di strada. Come di consueto, in questa tappa udinese, anche tanti triestini ne hanno approfittato per partecipare all’evento occupando i vari settori di uno stadio quasi esaurito con i quasi 25000 posti di capienza. Imponente il servizio d’ordine, attento anche ai minimi sconfinamenti sui prati esterni della struttura. Dentro, nello stadio dai seggiolini colorati, gran bell’acustica con gli altoparlanti che trasmettono musica e parole perfettamente comprensibili. Un abisso con quelli a dir poco fastidiosi del Rocco.

Tribuna stampa piccolina, troppe le richieste, parte dei giornalisti viene dunque dirottata in una zona laterale a trequarti d’altezza. Non il massimo ma paragonato a chi è abituato a raccontare le gesta dell’Alma al PalaTrieste sono comunque rose e fiori. Stadio pieno, tutto un altro clima rispetto a due giorni prima per l’amichevole a Valmaura dell’Under 21 contro l’Austria. E non poteva essere diversamente.

Due schermi, uno per curva, anche se non eccessivamente grandi, entrambi dotati di cronometro. E due cronometri invece grandi all’altezza delle due bandierine del calcio d’angolo sotto le curve dalla parte della tribuna.

Terreno però in brutte condizioni, almeno per quel che riguarda l’estetica con un’infinità di macchie chiare in tutte le zone. Paradossalmente dalla tribuna si vede la partita peggio che dagli altri settori, più distante infatti dal campo rispetto a gradinata e curve. Uno spicchio della curva è riservato ai tifosi finlandesi che però sono visibili e in buon numero pure in tribuna, quasi tutti con la sciarpa biancoblù al collo. Quelli della curva, tappezzata da bandiere, fanno sentire incessante il loro apporto ai propri beniamini. Ad un certo punto intonano anche un simpatico “Italia Italia”.

Al momento dell’entrata delle squadre, e per tutta l’esecuzione degli inni nazionali, parte la coreografia del pubblico, semplice ma di grande effetto (CLICCA QUI PER VEDERE) con dei cartoncini colorati diversi per ogni settore: verdi nella curva di sinistra rispetto alla tribuna, bianchi in gradinata e ovviamente rossi nella curva di destra, il tutto a formare la bandiera italiana.

Qualche assenza tra gli azzurri per infortuni (CLICCA QUI PER LA PRESENTAZIONE DELLA FORMAZIONE). Poi si parte con la sfida. Ciro Immobile dà il calcio d’inizio all’avventura azzurra verso la fase finale degli Europei del 2020. Al 7’ Barella sblocca il risultato, lo stadio esplode di gioia. Contro una modesta Finlandia gli azzurri fanno girare il pallone sotto la sapiente regia di Verratti. Per capire la consistenza avversaria basti pensare che al termine del primo tempo la percentuale di passaggi riusciti è del 90 per cento.

Dopo qualche minuto della ripresa i panchinari di mister Mancini iniziano il riscaldamento e c’è l’ovazione per Fabio Quagliarella, ex Udinese e attuale capocannoniere del campionato di serie A. Poi qualche giro di “ola” del pubblico per animare la serata. Al 20’ pericolo in area azzurra per un tiro ospite che sfiora il palo. Al 29’ gran palla di Immobile per Moise Kean, il diciannovenne nato a Vercelli da genitori ivoriani che impara da Cristiano Ronaldo alla Juventus, il quale non si fa sfuggire l’occasione e insacca il raddoppio proprio nel giorno del debutto dal primo minuto. Grandi doti fisiche con notevoli margini di miglioramento: il ragazzo ne farà di strada. Al 35’ è il momento forse più atteso in stadio, entra sul rettangolo Quagliarella che dopo pochi secondi si rende pericoloso con un colpo di testa e successivamente colpirà anche una traversa. Poi il triplice fischio e applausi per tutti.

“Tutto molto bello”, come direbbe il popolare Bruno Pizzul, nato a pochi chilometri dallo stesso stadio Friuli, ora denominato Dacia Arena.

Letto 47 volte Ultima modifica il Domenica, 24 Marzo 2019 12:11

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