Martedì, 17 Novembre 2020 12:16

Gasperutti e la storia del calcio triestino, le riforme del '68. Tolto il campo al Ponziana

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16.2.1969  S.Giovanni - Sangiorgina   2 - 1 16.2.1969 S.Giovanni - Sangiorgina 2 - 1

Bruno Gasperutti continua a raccontare la storia del calcio a Trieste, di seguito la 14^ puntata.

Nel 1967/68 la Triestina riparte da Radio con Trevisan allenatore in seconda e pur senza grossi acquisti, la squadra risente positivamente della maggior compattezza societaria, con idee più chiare e di prospettiva. Dopo una partenza euforica che fa sperare, la squadra si assesta sul centro classifica disputando un campionato dignitoso, senza grossi picchi verso le zone alte, ma anche senza le sofferenze dei due campionati precedenti.

Il Ponziana intanto era riuscito a tornare nella serie D come aveva programmato per tempo; progressivamente aveva provveduto a ringiovanire la sua rosa inserendo tanti giovanissimi e aveva raggiunto l'obiettivo con un gruppo autoctono cresciuto nella società, salvo rare eccezioni. Purtroppo non aveva fatto i conti con la burocrazia che nell'anno del salto di categoria le aveva tolto il terreno di gioco che si era autonomamente costruito, con mezzi propri e il sacrificio dei suoi soci nel rione di appartenenza fin dal 1923. Nell'attesa del nuovo campo promesso in tempi brevi (Ndr. verrà inaugurato nel 1996), provvisoriamente i biancocelesti vengono dislocati sul terreno di via Flavia, dove già giocavano e si allenano molte altre squadre locali blasonate come: Edera, Libertas, S.Anna, riducendo ovviamente gli orari degli allenamenti per tutti. Il Ponziana nel girone di andata colleziona 16 punti e staziona a metà classifica, ma nel ritorno ha un crollo verticale e ne fa solo 6, perdendo le ultime 7 partite e ritorna mestamente tra i dilettanti regionali.

Nella I^ categoria regionale le squadre triestine sono nuovamente divise in due gironi perchè, vista l'esperienza del Ponziana nell'annata precedente, anche l'Alabarda Darwil che ha sponsorizzato le Postelegrafonici, opta per il girone friulano: il suo campionato è tranquillo e lo conclude all'8° posto finale. Nel girone triestino/isontino sono raggruppate le altre squadre cittadine; la migliore è il S. Giovanni che termina al 7° posto, però a grande distanza dal Tisana. Muggesana 9^ e Fortitudo 10° disputano un campionato di transizione, mentre Cremcaffè e Arsenale deludono e si ritrovano all'ultima giornata sul terz'ultimo gradino della graduatoria e devono spareggiare per stabilire chi dovrà retrocedere. Lo giocano a Pieris e Starc lo decide segnando in apertura rimandando gli Arsenalotti in II^ categoria.

In questa categoria l'Edera si classifica al secondo posto e deve spareggiare con Aviano, Dolegnano e Reanese per l'unica promozione prevista in I^ categoria tra le seconde arrivate e alla fine si classifica a pari merito con la Reanese, ma perde lo spareggio finale. La Libertas manca per un soffio la promozione, classificandosi terza; il Rosandra naviga senza infamia né lode a centro classifica, mentre il Crda si salva a stento. Non ce la fa invece il Vesna penultimo, che soltanto l'anno prima era stato promosso.

In Terza categoria 24 squadre si danno battaglia divise in due gironi. Il primo è vinto dall'Aurisina che proprio nel finale ha la meglio sul Breg e Libertas Prosecco che cedono solo in vista del traguardo; il secondo vede il successo di una nobile decaduta come il S. Anna di Piol, guidato da Vittorio Russo che ha radunato un gruppo di suoi fidi amici come i fratelli Rocco e dopo un campionato giocato sul filo del rasoio, ha la meglio sul Flaminio, il Campanelle e la Lib. Barcolana che la seguono distanziate da una manciata di punti.

 

Nel 1968/69 Per la Triestina sembrano essere tornati i bei tempi passati e l'aria che si respira in città è quella di un grande ottimismo per un pronto riscatto. E' successo che il “Paron Rocco” ha deciso di aiutare compiutamente la "SUA" squadra del cuore, vestendo di alabardato un signor regista ancora giovane come Giacomini (29 anni) e mandando in prestito due giovani promettenti delle giovanili rossonere come Paina e Sigarini. Inoltre arriva sempre con i buoni auspici del Paron anche un ottimo mediano come Varnier e viena acquistato dalla vicina Monfalcone un'ala veloce e sgusciante come la “biscia” Tumiati. Sembra l'anno buono, la squadra risponde bene, Paina segna, l'entusiasmo dei tifosi è alle stelle dopo tante annate di magra, ma improvvisamente la squadra s'inceppa e i troppi pareggi allontanano la Triestina dalla vetta e dal Piacenza che corre spedito verso la B. Nello scontro diretto decisivo al Grezar, poi, per disdetta s'infortuna anche Giacomini e la squadra ottiene solo un pareggio che dissolve tutti i sogni.

Tra i dilettanti è una annata di grandi riforme: viene deciso infatti, che a partire dall'annata seguente, venga formato un girone unico di promozione con le migliori squadre provenienti dai due gironi di prima categoria, che quindi vedrà accedervi le prime 9 squadre, ma ben 7 saranno retrocessioni. E' un taglio molto pesante che coinvolgerà diverse nostre formazioni. Intanto l'Alabarda Darwil in crisi finanziaria decide di fondersi con la gloriosa Edera che anelava risalire e che aveva visto i suoi sforzi frustrati nello spareggio l'anno precedente e la neo-costituita assume il nome di Edera P.T. La nuova formazione assieme al Ponziana, opta per il girone friulano meno remunerativo per gli incassi, ma più accessibile per le due squadre che hanno ambizioni di accedere alla serie D. Ambedue si comportano piuttosto bene, anche se alla fine la spunta il Maniago, ma l'Edera PT. giunge terza e il Ponziana un solo punto dietro; ambedue mancano il saldo di categoria, ma accedono al massimo campionato di Promozione dell'anno successivo.

Le altre triestine invece, si confrontano nel girone triestino/isontino; la migliore è la Fortitudo che si è notevolmente rinforzata con diversi elementi provenienti dalla Triestina e che arriva al terzo posto dietro al Pieris e al Palazzolo. Bene si comporta il Cremcaffè che accede anche lui al massimo campionato regionale, invece va male alle altre locali S.Giovanni e Muggesana che devono scalare in I^ Categoria. Nella II° Categoria che prevede ben 4 promozioni, la lotta è serrata e alla fine la spuntano le triestine Arsenale, S.Anna, assieme a Pro Romans e Torriana, peccato per il Rosandra 5°, Libertas e Aurisina al 6° posto che lottano punto a punto fino alle ultime battute. L'ultima triestina il Crda, che ha notevolmente ringiovanito i quadri e che è in fase calante, alla fine raggiunge la salvezza, ma dal momento in cui ha lasciato il suo campo da gioco, ha dovuto fatalmente abbandonare tutte le ambizioni di figurare ai massimi livelli. Infine nella Terza categoria, risalgono Vesna e Breg, ma solo dopo accanita lotta con Primorje e Flaminio rispettivamente.

 

BRUNO GASPERUTTI

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