Venerdì, 09 Ottobre 2020 12:14

Gasperutti e la storia del calcio triestino, nel 1960 il Ponziana è Campione Nazionale Dilettanti

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1957-58: il Cremcaffè che vince la I° Divisione e viene promosso in Prima categoria 1957-58: il Cremcaffè che vince la I° Divisione e viene promosso in Prima categoria

Nel 1957/58 per la Triestina è l'anno di Milani e Petris, che per i nostalgici e attempati tifosi che l'hanno vissuta,

resta quella in cui si è visto il calcio più spumeggiante e prolifico che si ricordi. E' appena retrocessa l'Unione e in città viene ferocemente criticata; l'aria che tira nella tifoseria non si può dire sia proprio favorevole. Nel precampionato l'Udinese viene a passeggiare in amichevole a Valmaura vincendo 10-1 e le preoccupazioni aumentano con la sconfitta a Palermo e il pareggio a reti bianche di Catania. Poi quasi un miracolo, il mister Olivieri trova l'alchimia magica e la squadra comincia a carburare inanellando una serie di vittorie, condite da un gioco che fa lustrare gli occhi anche a coloro che hanno visto l'Alabarda competere per tanti anni in serie A. E' un'annata che si conclude con l'apoteosi finale degli scontri diretti vinti a Bari (2-1) e a Valmaura col Venezia (3-1); i giocatori vengono issati sulle spalle dei tifosi festanti, che invadono penso per la prima volta il terreno di gioco; allora non era in uso. La seconda squadra triestina è il Ponziana che disputa la serie D ed è reduce da una splendida stagione, in cui ha messo in luce tanti suoi giovani; purtroppo questa fortunata nidiata di campioncini viene ceduta quasi in blocco rimpolpando le casse societarie, ma impoverendo tecnicamente l'organico che è quasi in toto, formato con ragazzi cresciuti nel vivaio. Arrivano a rinforzare l'organico Corolli e Lupoli che saranno colonne della squadra per tanti anni e l'ex-alabardato Rossetti. I giovani ponzianini si battono per tutto il campionato nella zona pericolosa con spirito e coraggio, ma alla fine, e per 1 solo punto, devono abbandonare la categoria. Buone notizie arrivano dalla I^ categoria dove l'Edera dopo un lungo testa a testa con le consorelle Libertas, Fortitudo, Muggesana e Istria che la seguono a poca distanza, ritorna in serie D; il S. Giovanni e il CRDA disputano a loro volta un ottimo campionato e solo il S.Anna delude arrivando ultimo staccato. In I^ Divisione si afferma il Cremcaffè che approda così in brevissimo tempo, nel massimo torneo regionale dilettanti.

 

Nel 1958/59 la Triestina ritornata nella massima serie vive un'estate difficile dove i dirigenti smantellano la squadra che tanto bene aveva fatto nel trionfale campionato di B, anche se alla fine riescono a mettere in piedi una formazione dignitosa, sempre affidata ad Olivieri. L'inizio è disastroso, la squadra troppo inesperta e con qualche assenza importante, perde le prime 5 partite, poi si riprende e ad un certo punto si toglie dalle ultime posizioni, ma purtroppo il finale di campionato non è positivo e deve nuovamente lasciare la serie A e questa volta definitivamente. In serie D l'Edera rinverdisce i fasti dei gloriosi tempi passati, allestisce una squadra di tutto rispetto con elementi locali di ottimo spessore tecnico. Il suo campionato procede tranquillo con alti e bassi per tutta l'andata, poi un black-out prolungato la fa piombare nei bassifondi della graduatoria, da cui nonostante abbia una squadra piuttosto esperta, non riesce a riemergere e retrocede malamente e anche per la più vecchia formazione della città, sarà l'ultimo sussulto nei tornei a livello nazionale, prima di una lenta discesa fino alla definitiva scomparsa. In I^ categoria la folta pattuglia di squadre triestine si comporta benissimo; il Ponziana vince il campionato e dovrebbe ritornare in serie D, ma rinuncia per motivi finanziari che purtroppo attanagliano quasi tutte le squadre cittadine. La Muggesana che a quei tempi era veramente uno squadrone arriva terza; disputano poi un ottimo campionato d'avanguardia, la Libertas, la Fortitudo e la new-entry Cremcaffè. Sempre in zona tranquilla il CRDA, che però deve abbandonare il suo campo adiacente alla Fabbrica Macchine; le autorità promettono che ben presto la squadra avrà un suo terreno di gioco...... purtroppo tanti anni dopo la società dovrà ammainare il suo vessillo, senza aver avuto la fortuna di vedere questo nuovo campo promesso. Non buono il campionato del S. Giovanni, che tuttavia raggiunge la salvezza, mentre l'Istria deve retrocedere dopo aver perso lo spareggio a Monfalcone contro l'Aiello per 2 a 1. Anche per l'Istria questo è un addio definitivo del massimo torneo regionale e dopo alcune annate anonime in II^ categoria anche questa società abbandonerà le scene calcistiche.

 

Nel 1959/60 ritornata in serie B la Triestina ringiovanisce la sua formazione acquistando un manipolo di giovani di belle speranze; la squadra è molto competitiva e fino alla fine è in lizza per il ritorno in serie A, poi anche per un pizzico di malasorte, manca il traguardo per un solo punto. Un vero peccato, ma sembra che la base per una pronta risalita, sia stata gettata, invece in questi anni tribolati non c'è pace per la vecchia Unione e la crisi finanziaria non l'abbandona mai. Dopo tanti anni, non troviamo nessuna squadra a competere nei campionati Interregionali, ma la città presenta comunque un folto manipolo di squadre nella massima categoria dilettanti regionale e che in questa annata, vengono divise nei due gironi. Nel primo troviamo il Ponziana che dopo aspra lotta con il Saici vince il campionato: in questi anni i biancocelesti sono veramente il top anche a livello nazionale, come vedremo. Il Cremcaffè oramai elevatosi a livello delle più forti, arriva al quinto posto, dando del filo da torcere anche al Ponziana che nel derby viene sconfitto a domicilio dai giallorossi 3-2; invece la Fortitudo che è un po' regredita rispetto agli anni passati, disputa un campionato anonimo, ma si salva. Nell'altro girone vince l'Edera che alla fine la spunta sul Mossa, ottima terza il CRDA, mentre un po' sottotono il campionato di Muggesana, Libertas e S.Giovanni che comunque raggiungono una tranquilla salvezza. Nella seconda categoria s'impone il S.Anna che precede di un solo punto l'Istria e la Carsica, una antesignana delle squadre carsoline, tra cui sta per riapparire alla ribalta il Primorje. Questa è però l'annata del Ponziana che concluso vittoriosamente il campionato si ritrova a disputare una lunga serie di spareggi tra le vincitrici di tutti i gironi delle altre regioni, per l'assegnazione del titolo di campione d'Italia dilettanti. Nelle finali regionali batte nettamente Edera e Cividalese vincitrici degli altri due gironi di I^ categoria, poi sconfigge in doppi confronti, il S. Donà e l'Aurora Desio e nelle finali di Rimini batte ancora il Finale Ligure e la Scafatese, diventando Campione Nazionale Dilettanti. E' un'impresa assoluta e per onorare lo scudetto, che in caso di passaggio tra i semiprofessionisti non sarebbe stato appuntato sulle loro maglie, il Ponziana rinuncia per il secondo anno consecutivo a salire in serie D.

 

BRUNO GASPERUTTI

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