Mercoledì, 25 Novembre 2020 12:25

Gasperutti e la storia del calcio triestino, nel 1970 si gioca ormai dappertutto. Fortitudo retrocessa a 10 punti dalla vetta

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Gasperutti e la storia del calcio triestino, nel 1970 si gioca ormai dappertutto. Fortitudo retrocessa a 10 punti dalla vetta 19.10.1969 Arsenale-Pro Romans 4-1

Continua il viaggio nel mondo dei dilettanti di Bruno Gasperutti con la storia triestina.

Nel 1969/70 La Triestina ci riprova, ma senza Radio che se ne va sbattendo la porta per divergenze con la dirigenza, passando al Piacenza neopromosso in serie B proprio ai danni dell'Unione, con la squadra che viene affidata a Trevisan. L'organico viene confermato in toto e l'unico acquisto è il talentuoso Marchesi dal Milan con qualche problema fisico che è da rigenerare, destinato ad una buona carriera ma che a Trieste non lascerà traccia. In città dopo il secondo posto dell'anno precedente, si pensa ad un campionato di predominio, ma l'Unione incappa in diverse sconfitte contro squadre non irresistibili. A fine andata è al secondo posto dietro al Novara, poi il meccanismo s'inceppa e s'imbatte in una serie di prestazioni negative precipitando a troppa distanza dai novaresi, per poter recuperare. Alla fine giunge quarta, per le aspettative della vigilia la delusione è palpabile, ma sulla Triestina stanno volteggiando minacciosi nuvoloni neri che preannunciano tempesta in arrivo.

Tra i dilettanti è la prima stagione dopo la riforma che ha dato origine al campionato di Promozione unificato a 16 squadre, al quale partecipano ben 4 formazioni triestine. Alla fine ad essere promossa in D è la Cormonese ma dopo un campionato molto equilibrato dove tra la prima e la settima ci sono soltanto 4 punti di differenza. La migliore tra le formazioni locali è la rinata Edera, che veleggia sempre attorno alle prime posizioni e che alla fine arriva quarta a tre punti dalla vetta. Molto deludenti invece le altre 3 giuliane: il Ponziana partito con mire di promozione alla serie D, si salva solo per differenza reti, vincendo le ultime due partite quando la retrocessione sembrava oramai inevitabile. Retrocedono invece il Cremcaffè per differenza reti con Spilimbergo, Mossa e Ponziana; la squadra giallorossa abbandonata dal factotum Turcino, versa in un momento di profonda crisi dopo tante annate giocate sempre ai vertici, anche se le è sempre mancato il guizzo per fare un salto di qualità. Retrocede anche la Fortitudo, ma va rilevato un fatto curioso: tra la Cormonese promossa (36 punti) e la Fortitudo ultima (26 punti) ci sono soltanto 10 punti di differenza, che denota quanto competitivo ed equilibrato fosse stato questo primo torneo unificato. In I^ categoria vince la Pro Cervignano, buono il campionato di Arsenale e S. Giovanni sempre rivolto più alle zone nobili che a quelle pericolose, molto male invece Muggesana e S.Anna Duke che fin dall'inizio mostrano qualche difficoltà strutturale e retrocedono. In II^ categoria vengono promosse Libertas e Vesna, buono il campionato del Rosandra sempre in zona tranquilla, mentre Aurisina e Crda si salvano solo all'ultima giornata con un guizzo finale; non ce la fa il Breg terz'ultimo assieme all'Itala e che retrocede per differenza reti. Nella III^ categoria figurano ben 27 squadre triestine che dimostrano quanto si fosse sviluppato all'epoca il calcio dei dilettanti, a queste compagini vanno aggiunte quelle che partecipano ai tornei amatoriali come quello Enal e la Coppa Trieste che si sta notevolmente sviluppando anno dopo anno: a Trieste praticamente tutti giocano a calcio. Le 27 squadre vengono divise in due gironi e alla fine la spuntano la veterana Primorje, che forma sempre delle squadre ambiziose di buon livello e il Giarizzole che al suo secondo anno di vita, riesce già ad ottenere la promozione precedendo squadre più esperte con ambizioni di promozione come Campanelle e Flaminio.

 

Nel 1970/71 per la Triestina è un'annata disastrosa che la porta per la prima volta nella sua storia in serie D. Le avvisaglie si hanno fin dall'estate con una crisi dirigenziale di vaste proporzioni che porta la società nelle mani dell'imprenditore portogruarese Bigatton, che controlla anche il Venezia; la squadra viene smantellata e ricostruita con diversi giocatori della squadra lagunare. All'inizio sembra un canotto in mezzo ad una tempesta, poi si assesta e con l'arrivo di Ciclitira, un triestino non troppo amato dai tifosi, sembra ritrovare la via maestra. Un finale di campionato scadente, ma anche molto sfortunato, la fa piombare proprio nelle ultime giornate in piena zona retrocessione e arriva a pari punti con la Pro Patria, retrocedendo per la differenza reti.

Tra i dilettanti le nostre uniche rappresentanti nella massima categoria sono le veterane Edera e Ponziana che disputano una stagione disastrosa. Il Ponziana, fidando eccessivamente sul proprio vivaio, ha notevolmente ringiovanito i quadri cedendo in blocco quasi tutti quei giocatori, che per anni avevano fatto da collante tra due generazioni di atleti e alla fine paga un conto salato retrocedendo senza quasi mai essere in lotta. Sorte analoga per l'Edera, che però da anni è attanagliata da una crisi finanziaria dovuta al sempre minore appoggio del partito alla sezione sportiva e come la sua nobile consorella abbandona la categoria, dopo un crollo verticale nelle ultime giornate, nelle quali ottiene la miseria di un solo punto. In I^ Categoria si vive una stagione piuttosto travagliata per alcune società, poiché il campo di S. Giovanni viene chiuso per la posa di un mantello d'erba, che visto l'eccessivo sfruttamento durerà lo spazio di una stagione e che tornerà praticabile solo l'anno dopo. Comunque S. Giovanni, Arsenale e Crda che ne usufruivano devono emigrare in provincia su altri terreni di gioco, allenandosi dove possibile in modo precario. Il campionato è aspramente combattuto fino all'ultima giornata e la spunta la Manzanese (41 punti) davanti a Cremcaffè (40), Aquileia e S. Giovanni (39) che probabilmente paga in modo evidente il fatto di non poter usufruire del suo campo. Le prime due classificate ottengono la promozione, mentre per le altre due resta il rimpianto per un campionato comunque positivo. Sufficiente il campionato della Fortitudo che si posiziona a metà classifica, mentre disastroso il campionato di Arsenale, Libertas e Vesna che occupano le ultime tre posizioni della classifica e devono abbandonare la categoria. Singolare la stagione dell'Arsenale che dopo una campagna acquisti importante, era partito con mire di promozione pur dovendo giocare le sue partite sull'angusto terreno di gioco di S. Croce. Dopo una buona partenza paga eccessivamente la dislocazione e la mancanza di un campo d'allenamento e si ritrova in affanno. A fine stagione la società decide di chiudere i battenti, cedendo in toto la sua rosa al CMM che nel frattempo aveva vinto la III^ categoria e per gli arsenalotti questo è un addio definitivo al calcio dilettanti. In Seconda categoria finalmente il Rosandra, sponsorizzato Zerial, corona le sue aspirazioni vincendo il suo girone e accedendo al livello superiore. Bene si comportano la Muggesana e il S. Anna di Giorgio Ive che, lasciata la Triestina, è sceso con umiltà tra i dilettanti cimentandosi nel doppio ruolo allenatore-giocatore e che arrivano al 4° posto, rimanendo in corsa fino alla fine per la promozione. Modesto il campionato di Aurisina e Crda che si salvano proprio nel finale, mentre Primorje e Giarizzole retrocedono e soprattutto il primo torneo di Seconda dei viola è molto deludente e non riescono mai a lasciare l'ultimo posto, retrocedendo con ampio anticipo. In Terza categoria ben 31 squadre triestine competono divise su 3 gironi, per conquistare il passaggio di categoria. Nel primo girone si afferma il CMM, stella nascente del calcio triestino guidata da Vittorio Russo, con grandi prospettive che ha riunito il suo gruppo storico di amici e che l'anno successivo incorporando i giocatori dell'Arsenale si proporrà come una vera corazzata. Con i marinaretti sale anche l'Inter S. Sabba che per la prima volta dalla sua recente fondazione viene promossa; queste due formazioni trionfano con ampio anticipo, lasciando le altre a distanze rilevanti. Nel secondo girone si ha una lotta fino all'ultima giornata tra Breg e Zarja che arrivano appaiate e devono spareggiare per il primo posto, anche se poi saranno promosse entrambe; alla fine la spunta il Breg che sconfigge sul terreno di via Flavia i rivali 3-0. Nell'ultimo girone si guadagna finalmente la promozione, dopo un paio di anni in cui era arrivato ad un soffio dal successo, il Flaminio di Ramiro Orto che precede sul filo di lana la Stock di Turcino. L'ambiziosa squadra aziendale aveva approfittato del rinnovamento effettuato dal Ponziana, reclutando un gran numero di ragazzi dal settore suo giovanile, con i quali negli anni successivi avrebbe dato la scalata alle categorie maggiori.

 

BRUNO GASPERUTTI

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