Mercoledì, 02 Dicembre 2020 18:03

Gasperutti e la storia del calcio triestino, nel 1972 sparisce il Crda. Si affaccia il Costalunga

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20.1.1973 derby tra S.Giovanni-Cremcaffè(0-1) negli anticipi  del sabato davanti ad un pubblico sempre numeroso 20.1.1973 derby tra S.Giovanni-Cremcaffè(0-1) negli anticipi del sabato davanti ad un pubblico sempre numeroso

Sedicesima puntata della storia del calcio triestino a cura di Bruno Gasperutti.

Nel 1971/72 per la prima volta nella sua storia, dopo gli anni eroici post fondazione, la Triestina si ritrova in un campionato interregionale e dopo l'immancabile scoramento riparte. Viene chiamato al capezzale dell'illustre ammalata una vecchia gloria come Petagna, indimenticato capitano della squadra in A; una persona affidabile e capace che dà subito la sua impronta di serietà. La squadra viene rivoltata come un calzino da Cesare Nay, altra vecchia gloria alabardata e vengono acquistati un nugolo di giocatori sconosciuti ma di categoria e il risultato finale non può che essere positivo. Però per vincere e tornare dopo un solo anno in serie C, bisogna debellare la caparbia resistenza di Mestrina e Bolzano, che contendono agli alabardati il primato fino all'ultima giornata, quando sul campo di Schio davanti a 3.000 triestini in trasferta, riconquista la C.

Nella Promozione regionale è salito il Cremcaffè che è rimasta l'unica squadra a rappresentare Trieste e il suo campionato è tranquillo anche se s'inceppa un po' sul filo di lana, ma alla fine riesce a salvarsi. In I^ categoria invece troviamo ben 5 squadre locali; il campionato parla triestino, infatti c'è un testa a testa tra Ponziana e S. Giovanni fin dalle prime battute per la promozione e alla fine la spuntano i biancocelesti. Tuttavia poi entrambe le formazioni vengono promosse in quanto i rossoneri fanno loro lo spareggio contro il Fontanafredda secondo nel girone friulano per 2-0. Buono il campionato della Fortitudo sempre nelle posizioni di rincalzo alle prime della classe che arriva quinta; buono anche quello del Rosandra a centroclassifica, mentre l'Edera arriva solo un gradino al di sopra delle tre retrocedende, anche se a dire il vero con ben 5 punti di vantaggio. La Seconda categoria è praticamente formata da formazioni triestine con le uniche eccezioni del S. Michele Monfalcone, dello Staranzano e della Juventina. Vince la squadra monfalconese del S. Michele che è uno squadrone con giocatori provenienti dalla serie C e precede l'altro squadrone il CMM, dopo un bel testa a testa: due squadre che sarebbero state competitive anche in categorie ben superiori e che hanno appena iniziato la loro scalata. Si comporta bene anche il Flaminio terzo e la Muggesana quarta; va male invece a due squadre gloriose come il S. Anna e il CRDA, che disputa la sua ultima stagione e che l'anno successivo si fonde con la Grandi Motori. L'abbandono del suo campo da gioco, poi la crisi cantieristica nella nostra città con la chiusura dello stabilimento S. Marco, hanno costretto la dirigenza ad alzare bandiera bianca. La Terza categoria vede competere 31 squadre nostrane, divise in 3 gironi; nel primo girone il Portuale dopo diversi anni in cui aveva sempre lottato senza riuscire a fare il salto di categoria, finalmente ce la fa per un soffio davanti al Duino, terza la Cartimavo. Nel secondo girone ecco nuovamente prevalere il Primorje che sembra viaggiare sulle montagne russe, un anno in vetta e un anno in coda; la squadra di Prosecco ha la meglio in una sorta di derby sulla Libertas Prosecco e il De Macori. Nel terzo girone vince un'altra squadra che è da tempo alla ricerca di fare un salto di qualità: il Campanelle che arrivato a pari punti con la Stock, la sconfigge nello spareggio per 1-0; al terzo posto una squadra di recente costituzione (1970) che farà parlare di sé in futuro: il Costalunga.

 

Nel 1972/73 ritornata trionfalmente in serie C, la Triestina si muove poco sul mercato, ma colpevolmente non prende Marini com'era nelle sue possibilità, che viene scartato e arriva invece Dino D'Alessi dalla Fiorentina. E' giocatore dal nome importante e dotato di gran classe, ma molto più adatto alle serie maggiori che ai ritmi impetuosi e ai campi gibbosi delle serie minori. Fin dalle prime giornate ci si rende conto che la squadra fa molta fatica, si segna con il contagocce e D'Alessi sembra predicare nel deserto, così i risultati deludenti portano all'esonero di Petagna. Arriva Malavasi un onesto allenatore di categoria, che qualche risultato lo ottiene, ma la squadra zoppica sempre e non riesce a risollevarsi dalle posizioni pericolose di classifica. In primavera, con la squadra sempre in zona pericolosa, anche Malavasi viene esonerato e al suo posto questa volta viene promosso dalle giovanili Cergoli, indimenticata gloria alabardata. Con Cergoli alla guida la squadra si scuote e con un paio di vittorie importanti come quella sul Parma che poi verrà promosso in B, ottiene la sospirata salvezza.

Tra i dilettanti, in Promozione troviamo il Cremcaffè che è stato raggiunto da Ponziana e S. Giovanni. Le tre squadre triestine si comportano molto bene, in particolare Ponziana e S. Giovanni gareggiano a lungo per le prime posizioni, poi alla fine cedono al Lignano che viene promosso in D, ottenendo il 5° posto in coabitazione a 5 punti dalla capolista. Conferma la categoria anche il Cremcaffè che disputa un dignitoso campionato di centro classifica, tranquillo e sempre lontano dalle zone pericolose. In I^ categoria il CMM continua la sua marcia vittoriosa e vince il suo secondo campionato consecutivo davanti all'Aquileia. L'ambiziosa società del cap. Piccini che ha riunito sotto i suoi colori alcuni ex Triestina come Rocco, Dambrosi, Cattonar, D'Eri, Tommasi e altri reduci da esperienze fuori città come Grimm, Bussi, Starc, Vidonis, Cirello, forma una squadra che avrebbe potuto raggiungere dei risultati molto superiori rispetto a quelli che in effetti ha ottenuto nella sua breve vita sportiva. Altre tre formazioni triestine prendono parte al campionato: l'Edera che fin dalle prime giornate si palesa inadeguata al livello del torneo e retrocede malamente quasi senza lottare, ottenendo una sola vittoria in 30 partite, segnando solo 12 reti. Il Rosandra che è alla sua prima esperienza in categoria inizia con difficoltà, poi si ritrova e si salva alla penultima giornata condannando la Torriana a favore della Fortitudo che arriva una posizione dietro, ma in salvo anche lei. Nella II^ categoria su 16 squadre ben 12 sono le triestine, ma ai primi posti arrivano Isonzo Turriaco e dietro il S. Canzian; le prime triestine sono le veterane Muggesana a 8 punti e poi il Primorje e la debuttante Campanelle. A retrocedere sono due squadre dell'altipiano Aurisina, Lib. Prosecco e poi il Portuale, che però ben presto riscatterà la delusione. Nella III^ categoria troviamo 30 squadre locali divise su tre gironi; nel primo finalmente la Stock, che ha una rosa di ottimo livello, centra il suo obiettivo che nelle due precedenti stagioni le era sfuggito sul filo di lana, superando per un solo punto l'Opicina Supercaffè, più distante lo Zaule. Nel secondo girone la spunta il S. Anna dell'allenatore-giocatore Giorgio Ive, ma solo dopo uno spareggio contro il Costalunga (2-1), molto sfortunato e in vantaggio fino all'85'. Una curiosità, il gol del Costalunga del momentaneo vantaggio è realizzato da Zancopè ex-Sottomarina e poi magazziniere della Triestina, solo a 5' dalla fine pareggerà Privileggi, mentre poi risolverà proprio Ive a 3' dalla fine. Nell'ultimo girone viene promosso il Duino che la spunta nettamente con 8 punti di vantaggio sulla Libertas S. Marco.

 

BRUNO GASPERUTTI

 

 

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