Venerdì, 06 Agosto 2021 21:49

Gasperutti e la storia del calcio triestino, nel 2012 il Kras davanti alla Triestina. Dalla Promozione in giù tutto trionfi giuliani

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20.1.2013 Triestina-S.Luigi 1-0 Araboni risolve la gara su calcio di rigore 20.1.2013 Triestina-S.Luigi 1-0 Araboni risolve la gara su calcio di rigore

Quarantesettesimo appuntamento con la storia del calcio triestino a cura di Bruno Gasperutti.

2012/13 Ennesima estate turbolenta quella del 2012 con un nuovo fallimento per la Triestina e ripartenza dal gradino più basso mai toccato dopo i primi tornei giocati su campetti rionali agli albori degli anni 20'.

Si temeva la fine della storia centenaria della gloriosa società, ma poi è arrivato in extremis il salvataggio grazie a Fabio Sambaldi, un ex-calciatore e tecnico dilettante, che è riuscito ad unire attorno a sé alcuni imprenditori cittadini, che il mondo del calcio non lo conoscevano proprio e far ripartire l'Alabarda. Lo stesso simbolo della vecchia Triestina viene messo all'asta causa fallimento e rilevato dai tifosi mediante una sottoscrizione popolare e poi concesso in comodato alla ricostituita nuova Triestina 2012. Sambaldi è uno che il calcio regionale lo conosce e riesce a mettere in piedi nel poco tempo a disposizione, una discreta squadra per la categoria.

Però non è l'ammazza campionato come nelle aspettative dei tifosi che comunque si abbonano numerosi e alla fine sono ben 1600 gli abbonati, una enormità per l'Eccellenza, ma Trieste è sempre Trieste, anche se è rimasto ben poco del vecchio blasone.

Il campionato inizia al Rocco contro l'Itala davanti a 3.000 spettatori; la squadra è partita in ritardo e non è così semplice battere una normale squadra dilettanti, anche se ti chiami Triestina: bisogna infatti attendere l'81' e un rigore generoso. Il cammino non è quello che ci si aspetta e dopo solo 7 giornate con la Triestina attardata rispetto all'UFM, Sambaldi dà le dimissioni e viene ingaggiato un allenatore di spessore come Costantini. Il popolare “roccia” già sulla panchina alabardata in C2 era ritornato nella “sua” Trieste dopo diverse esperienze tra i professionisti con squadre importanti e si era calato nel calcio dilettantistico con il Trieste Calcio, con passione immutata a dispetto della categoria: i tifosi sono euforici e si spera nel cambio di marcia.

La squadra però continua a denunciare qualche difficoltà, il cammino non è così regolare come quello dell'UFM che vola in testa alla classifica e nonostante la sconfitta nello scontro diretto, i monfalconesi approdano meritatamente e con grande sicurezza in serie D. Compromesso il primo posto, l'Unione si assicura la piazza d'onore che dà diritto agli spareggi nazionali, lasciando l'Azzanese 3^ addirittura a 16 punti.

Iniziano gli spareggi e l'Unione regola il S. Martin Passeier non proprio in scioltezza, con un doppio 2-1. Per la finale decisiva la Triestina trova la Pro Dronero, squadra di un paesotto del Cuneese di 7000 abitanti e sembra una formalità. Si gioca l'andata su un campetto piccolo, sotto un diluvio e con il terreno allagato; la partita si risolve nei primi minuti con botta e risposta, poi non si può proprio giocare.

Il ritorno al Rocco vede accorrere un buon pubblico con 5.500 spettatori desiderosi di festeggiare e riprendersi ciò che il fallimento aveva tolto. Siamo in pieno giugno, fa caldo, ma i piemontesi gelano i tifosi segnando a ripetizione: 1-2-3 reti e il Rocco piomba nel dramma. A fine primo tempo Araboni accorcia e ad inizio ripresa lo stesso giocatore trasforma un rigore; la Triestina va all'assalto e Franciosi pareggia quando mancano ancora 17' per il miracolo. La Triestina è padrona del campo, i piemontesi in affanno si abbandonano a stucchevoli perdite di tempo sempre tollerate e la fine giunge inesorabile con i triestini affranti e i piemontesi a festeggiare.

Il finale è stato un colpo tremendo, ma il campionato tutto sommato è stato positivo per una squadra assemblata in pochi giorni, con elementi del tutto nuovi. In organico c'erano tanti giocatori interessanti e di spessore superiore alla categoria, ma la fretta e l'improvvisazione non sempre paga e l'UFM era squadra più compatta; gli spareggi poi sono sempre un terno al lotto e gli episodi a volte li determinano pesantemente.

Nell'Eccellenza assieme alla Triestina, in questa annata si ritrova a gareggiare anche il S. Luigi di Potasso, che ha la soddisfazione di incrociare le armi, per la prima volta nella sua giovane storia, con la maggiore formazione della città. L'inedito derby ha luogo già alla seconda di campionato al Rocco davanti a 4.000 spettatori e la giovanissima formazione biancoverde, paga l'emozione subendo ben 3 reti nei primi 20'; alla fine sarà un 4-0 che non lascerà strascichi, ma soddisfazione per un buon incasso. Il campionato del S. Luigi però, non ricalca il precedente, quando si era classificato al 3° posto, la rosa molto ringiovanita riesce comunque ad ottenere una salvezza un po' sofferta, causata da un girone di ritorno con qualche intoppo di troppo, anche per una serie di sei rigori falliti, che se realizzati avrebbero dato più serenità nei momenti decisivi.

 

In questa strana annata per il calcio triestino, con la retrocessione per fallimento degli alabardati, la squadra provinciale più importante, per la prima volta dal 1928 non è più la Triestina, ma è diventata il Kras Repen che disputa la serie D per la seconda volta. Per questa sua seconda avventura la dirigenza pensa di allestire la squadra stravolgendo la rosa che aveva riconquistato la categoria, attingendo in maniera massiccia dal mercato. Il progetto però fallisce fin dalle prime giornate e dopo una serie di 5 sconfitte consecutive l'allenatore Alejnikov rassegna le dimissioni e arriva il croato Ristic. A fine andata la squadra si ritrova in coda con appena 8 punti, ma la dirigenza non abbandona le speranze e ritorna sul mercato, dove effettua un'altra importante campagna di rafforzamento, esonera anche Ristic avvicendandolo con lo sloveno Zupan. Le cose migliorano un po', ma i punti da recuperare sono veramente troppi e la situazione disperata; alla fine con 4 giornate di anticipo la squadra deve arrendersi e ritornare mestamente nei campionati dilettanti.

 

Nella Promozione il Muggia di Musolino imprime nella prima metà di campionato un ritmo insostenibile per tutte le altre compagini; brilla per il gioco esprimendo tutto il potenziale tecnico in suo possesso e ritorna a vele spiegate nell'elite del calcio dilettanti regionale. Nel girone di ritorno la squadra ha qualche battuta a vuoto, ma nonostante comincino a girare voci maligne che danno la società in difficoltà o forse già affondata dal fisco, i componenti dello staff in blocco e i giocatori dimostrano uno spirito di appartenenza e una abnegazione, che deve essere elogiata per la coerenza e la serietà con cui  viene onorato l'impegno preso fino alla fine. Dietro al Muggia a 8 punti arriva il Tricesimo che non ha retto il ritmo. Bilancio positivo per lo Zaule 6°; la squadra allestita per un campionato di vertice, è stata affidata a sorpresa a Saina causa la rinuncia all'ultimo minuto di Sambaldi che era passato alla Triestina. Il debuttante tecnico dopo una partenza titubante, ha saputo prendere in mano la squadra per portarla nei piani alti della classifica, lottando fino alla fine per i play-off. Bilancio positivo anche per il Vesna, dove dando fiducia ai giovani, ne sono state valorizzate le doti tecniche che hanno portato ad ottenere un buon 7° posto finale(43 punti). Non esaltante la stagione del Trieste Calcio che ha deluso un po' le aspettative di coloro che abituati a vedere la compagine di Borgo in lotta nei piani alti della classifica, in questo campionato hanno riscontrato degli alti e bassi, che hanno portato la squadra al limite dalle acque pericolose. Alla fine ha raggiunto la salvezza una giornata prima della fine del campionato. Disastrosa infine la stagione del Ponziana: nel 2012 ricorreva il centenario della fondazione della società ma tale ricorrenza è passata inosservata nell'oblio assoluto, senza cerimonie nè le celebrazioni  che avrebbe dovuto avere. La squadra abbandonata a sé stessa e pesantemente indebolita già in partenza, riesce ad onorare l'impegno grazie ad un gruppo di ragazzi e dirigenti sino all'ultima giornata del campionato, pur chiudendo mestamente all'ultimo posto con soli 9 punti conquistati e con ben 27 sconfitte. La fine per i biancocelesti si sta avvicinando.

 

In Prima categoria si assiste alla marcia trionfale del S. Giovanni di Zurini, che sbaraglia la concorrenza e che una volta raggiunta la vetta della graduatoria verso la fine dell'andata, innesta una marcia travolgente conquistando una serie di 14 vittorie consecutive, che lo fanno raggiungere la promozione con 5 giornate di anticipo. Dietro agli irresistibili rossoneri, il Muglia che appena promosso allestisce una squadra di tutto rispetto e alla fine ottiene il 6° posto finale, non riuscendo proprio nello scontro diretto a Grado all'ultima giornata, ad agganciare i play-off. Tranquilla la stagione del Primorec 8°, che non ripete le due precedenti stagioni in cui aveva sfiorato la promozione ai play-off. Si salvano con qualche affanno, il Domio 10° con 36 punti e Il Costalunga 11° con 35 punti, protagoniste di una stagione sottotono. Molto deludenti invece il Sistiana 15° e l'Esperia Anthares 16° in piena crisi societaria che disputa il suo ultimo campionato ed è costretto ad alzare bandiera bianca ritirandosi e cedendo la categoria alla neo costituita Alabarda.

 

Nella Seconda categoria anche il Breg non vuole essere da meno del Muggia e del S. Giovanni che hanno trionfato, disputando anche lui un campionato strepitoso, conquistando la promozione con 3 giornate di anticipo (79 punti). E' un'annata trionfale per la squadra di Cernuta che coglie ancora una promozione, dopo quelle ottenute con Ponziana e Zaule. Il Breg domina e vince in scioltezza e tra le rivali, il S. Andrea arriva 4° conquistando i play-off con un ottimo finale(54 pti). Purtroppo però gli spareggi risultano una volta di più indigesti ai biancoazzurri, che anche nel passato li aveva delusi e ottengono solo un pareggio con il Castions(0-0), mentre tornano sconfitti da Pasiano (3-0). Buona la stagione dello Zarja 6° (45 punti) e della Roianese 7° (42 punti), che disputano un campionato tranquillo e senza patemi. Il Primorje invece, con un brutto finale di campionato si ritrova invischiato nelle retrovie in zona play-out, quando si poteva ritenere praticamente già salvo. Nel rush finale la squadra giallorossa perde lo scontro diretto a Moraro(1-0), con gli isontini che erano all'ultima spiaggia e che riescono a salvarsi per un solo punto proprio all'ultima giornata, approfittando delle ulteriori sconfitte dei carsolini con Romana(1-0) e S. Andrea (1-0). L'orribile finale del Primorje viene completato nei play-out quando cede al Villesse arrivato 6 punti dietro, perdendo all'andata in quel dell’Ikea (1-0) e sprecando il vantaggio di due reti nel ritorno facendosi rimontare (2-2). Con il Primorje retrocede anche l'Opicina che nonostante il cambio di ben tre allenatori lascia la categoria sciogliendosi nel finale anche lei cedendo in casa al prepotente ritorno del Moraro nello scontro diretto(1-0).

 

Anche nella Terza categoria è un'annata molto buona per le nostre formazioni che la fanno da padrone, con l'eccezione dell'inserimento del Sagrado al 2° posto. Vince il Montebello (61 punti) che regola proprio gli isontini (59 punti) nel finale, dopo un testa a testa durato tutto il campionato. Anche Campanelle (51 punti) e Aurisina (50 punti) alle loro spalle, conquistano i play-off e poi anche la promozione. Negli spareggi sia triestini che nabrezini, non sono particolarmente brillanti: il Campanelle perde in casa con il Valvasone (3-2) ma poi va a vincere in trasferta con la Blessanese (2-0), mentre l'Aurisina perde con il Centro Sedia (1-0) e poi pareggia in trasferta con il Vajont(1-1), ma ambedue ottengono la promozione, poichè a livelli superiori ci sono parecchie defezioni per ritiri e fusioni.

 

BRUNO GASPERUTTI

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