Sabato, 04 Settembre 2021 15:17

Gasperutti e la storia del calcio triestino, nel 2016 l'Unione a Biasin-Milanese. Nei dilettanti il Costalunga vince la Coppa Italia

Scritto da 
Vota questo articolo
(5 Voti)
17.10.2015  S.Luigi - Costalunga  4-2 due protagoniste del campionato di Promozione 17.10.2015 S.Luigi - Costalunga 4-2 due protagoniste del campionato di Promozione

Cinquantesimo appuntamento con la storia del calcio triuestino a cura di Bruno Gasperutti.

2015/16 Il secondo anno con Pontrelli al timone della Triestina inizia con il Centro Coordinamento dei Triestina Club che toglie l'utilizzo del marchio alla società: praticamente senza il simbolo che la caratterizza diventa una scatola vuota. Ma il testardo Pontrelli non molla e prosegue nel suo progetto sportivo annunciando la realizzazione di una squadra competitiva per approdare in serie C.

Qui vale la pena di ricordare alcuni numeri per raccontare l'annata che andiamo ad analizzare, numeri che spiegano esaurientemente le traversie affrontate: 47 giocatori utilizzati, 5 allenatori avvicendatisi in panchina, 3 presidenti e in mezzo un fallimento pilotato dal curatore Vernì, fortunatamente risoltosi nel migliore dei modi, ma che ha fatto trepidare per oltre 3 mesi la tifoseria alabardata.

Detto questo, le vicende sportive della squadra risultano davvero marginali e diventa un miracolo sportivo il mantenimento della categoria. La squadra viene rifatta in toto e si presenta ai nastri di partenza tra le favorite del girone, pur senza il supporto fondamentale del pubblico dato che la tifoseria organizzata contesta pesantemente e pianifica manifestazioni di protesta all'esterno dello stadio, ogniqualvolta la squadra gioca una gara interna.

Dopo 10 giornate il campionato può ritenersi già deciso, la classifica è tranquilla, ma il Venezia vola già verso la C ed è irragiungibile, inducendo Pontrelli che, dopo aver speso per mettere in piedi una squadra ambiziosa onde competere alla promozione e attirare con i risultati la tifoseria, trovandosi in difficoltà finanziarie, comincia a smantellare la formazione cedendo i pezzi più pregiati e monetizzabili. Il romano dopo aver esonerato prima Masitto, poi Lotti, va addirittura in panchina ad affiancare Roncelli nuovo allenatore.

La rosa oramai è ai minimi termini, se ne sono andati tutti, ma la squadra ha uno scatto d'orgoglio dimostrandosi moralmente salda e con due vittorie consecutive, sistema la classifica conquistando il centro classifica. Ma sono le vicende societarie a preoccupare maggiormente, con Pontrelli in fase di smobilitazione che è ai titoli di coda. Finisce l'andata e la Triestina naviga oramai nelle retrovie con 4 squadre alle spalle, ma almeno altre 8 sono alla portata e il ritorno è tutto da giocare, inoltre arriva un nuovo finanziatore misterioso a prendere le redini della società: Favarato, ma non si concretizzerà mai.

La partita più importante ora si trasferisce davanti al curatore fallimentare e si materializza la cordata triestina guidata da Milanese, con il coinvolgimento di suo cugino emigrato in Australia Mario Biasin come finanziatore. Prende in mano le redini, versando una caparra, poi chiama Bordin per cercare di salvare la stagione e ripartire con un nuovo progetto, almeno dalla serie D. Il finale di campionato è drammatico e la Triestina si gioca nuovamente una stagione ai play-out, per i quali arriva anche Mario Biasin, che si presenta allo stadio salutato da oltre 4000 tifosi entusiasti. L'avversaria è la Liventina una squadra mediocre, ma anche la Triestina lo è, per fortuna alla fine arriva una sofferta salvezza sul campo, ma accolta con euforia: forse è l'inizio di una nuova ripartenza grazie ad una proprietà appassionata ed entusiasta, ma soprattutto triestina.

 

 

Nell'Eccellenza regionale in questa annata sono rimaste due sole squadre a rappresentare Trieste. Il Kras, appena retrocesso dalla D, ringiovanisce i quadri lasciando partire i tanti giocatori acquistati nell'annata precedente che non sono riusciti a salvare la categoria. Le ambizioni sono di effettuare una buona stagione, forgiando le nuove leve, che in un prossimo futuro possano tentare nuovamente la scalata alla D. Il campionato è difficile e competitivo e la squadra non rispetta tutte le aspettative pur comportandosi dignitosamente; a metà stagione è 6° ma staccata di 10 punti dal Cordenons. Segue un periodo in cui la squadra si rilassa e alcuni risultati negativi, fanno intravvedere il pericolo di essere risucchiata dalle formazioni che lottano per evitare il declassamento. L'allenatore Zlogar si dimette e viene promosso l'ex bomber Knezevic che ne risolleva le sorti, chiudendo il campionato con un onorevole 6° posto finale.

Il Vesna arriva alle spalle della squadra di Repen, ma il suo campionato può essere definito decisamente positivo; disputa un girone d'andata agganciato alle prime posizioni e forse se si fosse concentrato soltanto sul campionato, avrebbe potuto dire la sua, ma viene distratto poiché raggiunge le fasi finali della Coppa Italia di categoria. Dapprima vince la finale con il Flaibano 4-2, laureandosi campione regionale e accede alla fase nazionale, dove nel gironcino a tre batte la Liapiave 2-0 e poi pareggia a Bolzano contro la Virtus 2-2. Nei quarti di finale va in Liguria dove sfida il Sanremo e pur privo di 3 titolari porta a casa un lusinghiero pareggio 2-2, con qualche recriminazione perchè ad inizio ripresa si era trovato in vantaggio di 2 reti. Nel ritorno in casa invece, dopo un primo tempo in sordina, ad inizio ripresa subisce un rigore e le sorti della qualificazione mutano, si scopre e cede 3-1: un vero peccato. In campionato la squadra di Sandrin paga questo sforzo supplementare e nel finale cede leggermente, ma l'8° posto con 41 punti è pur sempre gratificante.

 

Nella Promozione tra lo Zaule appena retrocesso e le neo-promosse Primorec, Sistiana e S. Andrea, viene a formarsi una sostanziosa pattuglia di squadre cittadine che diventano ben 8 su 16. Il S. Luigi che nell'annata precedente si era visto sfuggire il salto di categoria proprio sul filo di lana nei play-off, questa volta, non commette errori e fa suo il campionato. La squadra di Pocecco inizia subito con il piede giusto e una volta conquistata la vetta alla sesta giornata, chiude l'andata con 2 sole sconfitte nei derby con S. Giovanni e Trieste Calcio, concludendo poi la sua cavalcata con alcune giornate di anticipo. Dietro al S. Luigi, 3° arriva il Trieste Calcio (56 punti), però a ben 17 punti dai biancoverdi e 4° il Costalunga (55 punti). I lupetti disputano un campionato molto positivo, mettendo in campo diversi giovani di buona qualità che conquistano i play-off, dove però cedono subito nel derby con il Costalunga 2-1.

Il campionato del Costa è invece veramente da sottolineare perchè riesce ad ottenere dei risultati al di sopra di ogni aspettativa. In campionato conquista i play-off, vince il derby, cedendo poi al secondo turno alla Juventina a Gorizia (0-1), ma la stagione è impreziosita dalla conquista della Coppa Italia di Promozione dove sconfigge il Casarsa 2-1 rimontando con due reti del bomber Steiner, lo svantaggio della prima frazione di gara, ed è la prima squadra triestina a farlo. Sesto il Primorec (46 punti), dopo una partenza stentata, presa coscienza delle proprie potenzialità, finisce il campionato in crescendo. Ottavo lo Zaule (39 punti) reduce dalla retrocessione, aveva puntato sulla linea giovane; ad un certo punto nel girone di ritorno si era trovato invischiato in piena zona play-out, ma affidata la squadra a Petagna risaliva immediatamente la china realizzando 20 punti in 11 gare. Nono il neo-promosso Sistiana (39 punti), partito con l'obiettivo di una salvezza tranquilla non ha sfigurato e forse senza tanti infortuni, avrebbe potuto terminare ancora più in alto. Dodicesimo il S.Giovanni (35 punti), non ha fatto un campionato esaltante, ma comunque data l'età media dell'organico molto giovane, ha fatto fare ai suoi ragazzi, una buona esperienza. Sedicesimo il S. Andrea (12 punti), paga per un organico non all'altezza della categoria e inoltre molla completamente nel girone di ritorno, nel quale ottiene 1 solo punto.

 

In Prima categoria si assiste ad un lungo testa a testa tra la Pro Gorizia e il Domio. Ad alcune giornate dalla fine sembra che i biancoverdi riescano ad ottenere un vantaggio decisivo, ma proprio nel finale due pareggi in bianco contro squadre non irresistibili e una sconfitta 3-2 a Doberdò, con i locali in piena lotta per la salvezza, li fa retrocedere al secondo posto (59 punti). La festa è però soltanto rimandata perchè nei play-off sconfigge la Gradese 1-0, conquistando una promozione più che meritata. Buono anche il campionato dello Zarja 6° (41 punti), riesce a mantenere il ritmo delle migliori nel girone di andata; purtroppo poi rallenta notevolmente con soli 11 punti nel girone discendente, pur mantenendosi sempre in una zona tranquilla, al di sopra della zona pericolosa. L'unica nostra squadra a deludere è il Breg 15° (24 punti), dopo una discreta partenza e 19 punti nel girone di andata, tira i remi in barca e retrocede con ampio anticipo.

 

Nella Seconda categoria troviamo un'altra consistente pattuglia di squadre nostrane, ben 8. Il campionato viene vinto dal Primorje di Ravalico, una vera corazzata che domina fin dalle prime giornate e i suoi numeri sono davvero straordinari: 25 vittorie e 2 sole sconfitte, 85 reti realizzate e solo 18 subite, un vero dominio. Alle sue spalle le nostre Chiarbola e Muglia appaiate a 60 punti; nei play-off le due squadre si sbarazzano del Ruda 3-1 (Chiarbola) e dell'Audax 2-1 (Muglia), per poi incontrarsi nel derby decisivo per la promozione. Lo vince meritatamente il Chiarbola di Mucci per 3-1, con tanto di dedica al loro storico presidente Mattia, scomparso in autunno. Comunque dopo la naturale delusione sul campo, anche il Muglia ottiene il ripescaggio e così ben tre nostre formazioni hanno la soddisfazione di salire in Prima categoria. Delle altre la Roianese ottiene un 10° posto (38 punti), senza essere mai essere invischiata in zona pericolosa. Simile il cammino anche per il Montebello D.B. 12° (31 punti), che mantiene sempre un buon vantaggio sulle squadre alle spalle. Restano invece invischiate nella lotta Campanelle 13° (24 punti) e Alabarda 14°(18 punti), con l due squadre che si ritrovano a spareggiare per evitare il declassamento. Vince nettamente il Montebello, che va subito in vantaggio, mentre l'Alabarda solo nel finale, riesce a rendere meno amara la sconfitta (3-1). Deludente il Gaja 15° con 16 punti, apparso fin dall'inizio in difficoltà, visti i 4 soli punti conquistati nell'andata, cosicchè le speranze di salvezza erano già svanite in inverno.

 

Nella Terza categoria è l'Opicina a duellare per il primo posto con le squadre “bisiache”, ma con un girone di ritorno immacolato e senza sconfitte, riesce a staccare lo Staranzano l'ultima a cedere di 3 punti, mentre Piedimonte, Union 91 e Fiumicello terminano più staccate a 9 punti. Un po' anonima la stagione del CGS che non riesce mai ad emergere dal centro classifica e conclude al 9° posto; infine decisamente da dimenticare quella dell'Aurisina, che appena retrocesso puntava ad un campionato importante, ma che finisce all'ultimo posto con soli 10 punti, ben 20 le sconfitte su 26 gare e lo “score” parla di 9 gol fatti e 77 subiti.

 

BRUNO GASPERUTTI

Letto 98 volte

Lascia un commento

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.

Ultimi commenti agli articoli