Lunedì, 13 Settembre 2021 13:18

Gasperutti e la storia del calcio triestino, nel 2017 Aquaro spinge l'Unione in serie C. Nei dilettanti sale ancora il Primorje, addio al Gaja

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25.9.2016  Chiarbola Ponziana - Cormonese   2 - 0 25.9.2016 Chiarbola Ponziana - Cormonese 2 - 0

Cinquantunesimo appuntamento con la storia del calcio triestino a cura di Bruno Gasperutti.

2016/17 Dopo gli ultimi 10 anni di sofferenze e precarietà, finalmente anche il tifoso della Triestina vive un momento di serenità in cui si può disquisire di pallone e fare dei programmi per il futuro. Milanese riparte dalla D ma fin dall'inizio, con delle mire ambiziose per una immediata risalita tra i professionisti e con obiettivi prossimi ancora più rilevanti; il motto del simpatico “mulo australian” è quello giusto: “pian pianin ma con morbin”. La campagna acquisti è fatta con il proposito di costruire l'ammazza campionato e finalmente si può parlare di acquisti mirati e funzionali ad un progetto. Si parte da un mister che conosce la categoria come Andreucci e da due esperti bomber, come Serafini e soprattutto Carlos Franca, che assieme ai tanti giovani e alcuni sopravvissuti all'epurazione della squadra precedente, vanno a formare un gruppo molto interessante.

Il popolo alabardato risponde subito presente: gli abbonati sono oltre 2.100 e lo stadio ritorna ad essere colorato, palpitante e fiducioso nel futuro. La squadra parte bene, ma fin dalle prime battute ci si rende conto che l'avversaria principale sarà il Mestre, che ha una marcia spedita. Si arriva al match clou contro i veneti al Rocco, dove davanti a quasi 6000 spettatori, va di scena una bella partita giocata a viso aperto; la Triestina è forte, ma scopriamo che anche il Mestre è organizzato e costruito per la promozione. Dopo strenua lotta, anche causa un paio di errori gravi di Voltolini, i mestrini espugnano il Rocco con pieno merito (4-3).

Finisce l'andata e la Triestina è costretta ad inseguire, il Mestre purtroppo è scappato ed ha 7 lunghezze di vantaggio, ma la Triestina ci spera ancora. Anche il ritorno ricalca l'andamento dell'andata e gli arancioni non hanno mai flessioni. Mancano 4 gare e il Mestre ha sempre 8 punti di più; il suo ruolino di marcia non offre spazio a voli pindarici, ma lo andiamo a sfidare nell'infrasettimanale in terra veneta: è l'ultima possibilità per un aggancio obiettivamente improbabile. Dopo 70' il Mestre conduce 3-0, ma incredibilmente l'Unione mai doma rimonta con reti di Franca e doppietta di Dos Santos (3-3); il risultato è confortante, ma il campionato è praticamente finito e bisogna affidarsi ai play-off, per un eventuale ripescaggio.

La prima avversaria da affrontare al Rocco è la bestia nera Abano; una sconfitta e un pareggio in stagione. La giornata è calda e la tensione si nota in una gara intensa e lottata allo spasimo; nemmeno i supplementari cambiano l'1-1 sortito al 90', comunque il pareggio è sufficiente per approdare alla finale contro la Vecomp sempre al Rocco. Il pubblico risponde come sempre in queste occasioni e accorre per continuare nel sogno di rinascita, ma le cose come spesso è successo in passato all'Unione, si mettono veramente male e dopo soli 8', Meduri si vede sbattere un pallone di Mensah addosso e lo manda in fondo al sacco. La Triestina inizia allora un lungo assedio, con i veronesi molto accorti che se ne stanno sulle loro e davanti Mensah è una freccia imprendibile. Le occasioni per pareggiare ci sono, ma il portiere Sibi fa miracoli e sembra imbattibile fino al 92', quando all'ultimo respiro Aquaro col turbante, perchè ferito al capo come un guerriero antico, lo infila tra l'esultanza di uno stadio che aveva quasi perso tutte le speranze. Nell'overtime succede poco e finisce così 1-1, con la fondata speranza per un ripescaggio in C nell'annata successiva. La squadra tutta nuova ha fatto il suo dovere, ha rivelato doti tecniche e morali di prim'ordine; Andreucci si è dimostrato un allenatore saggio e positivo e anche Milanese ha fatto un buon lavoro, scovando gli elementi giusti per formare un'ottima squadra. Il futuro sembra sorridere perchè in estate, arriva anche l'agognato ripescaggio.

 

Tra i dilettanti nell'Eccellenza regionale il campionato è dominato dall'ambizioso Cjarlins Muzane del presidente Zanutta, che ha una marcia in più rispetto alle avversarie, ma le nostre S. Luigi e Kras si comportano molto bene. Regolare la marcia del Kras che si classifica al 6° posto con 46 punti, anche se le aspettative della società a trequarti di stagione, costa il posto all'esperto mister Tortolo, con il ritorno in panchina del deus ex-machina Knezevic, che chiude tranquillamente il campionato. Il S. Luigi 8° (42 punti), disputa una annata complessivamente positiva, mantiene sempre una posizione tra le migliori, ma il Cjarlins è troppo forte e non lascia spazi a nessuno, quindi logico qualche rilassamento nel finale. Imprevedibile invece la conclusione di campionato del Vesna 14° (30 punti), che aveva mantenuto per tutta la stagione una posizione di tutta sicurezza; poi ecco il crollo nelle ultime giornate con cinque sconfitte e un pareggio negli ultimi sei turni. La squadra di Sandrin finisce poi per perdere anche il play-out a Lignano 3-1, pur essendo partita in vantaggio, ma era evidentemente arrivata nel finale di stagione svuotata e senza il morale.

Robusto il plotoncino delle triestine nella Promozione che ammonta a 7 unità su 16, ma alla fine di un campionato molto deludente, le troviamo tutte raggruppate nelle posizioni di coda e devono arrivare all'ultima giornata, per avere la certezza della salvezza. La meno peggio risulta il Trieste Calcio; finisce al 9° posto con 40 punti e riesce a mantenersi al di sopra della zona pericolosa nelle ultime bollenti fasi del campionato, anche se deve aspettare l'ultima giornata per tirare un sospiro di sollievo. Al 10° posto troviamo appaiate Sistiana e Costalunga con 38 punti; i delfini disputano un girone di andata sufficiente pur senza soddisfare, ma dopo un periodo incerto deve attendere proprio le ultime due gare, quando vince due scontri diretti a Tarcento e con il Primorec, per ottenere la salvezza. Il Costalunga al contrario a metà campionato sembrava condannata alla retrocessione, invece poi ha saputo reagire e arrivare alla salvezza, andando all'ultima giornata a guadagnarsi un punto, sul terreno del Gonars, dove poche compagini avevano raccolto punti. 13° lo Zaule (37 punti) che perdendo l'ultima gara casalinga 6-4 contro l'Ol3, si ritrova a sorpresa a dover aspettare lo spareggio fratricida con il S.Giovanni per raggiungere il traguardo. Lo Zaule che dispone di una formazione discreta ad onta della classifica, nel play-out ha ragione abbastanza facilmente del S. Giovanni, che viene regolato per 4-1. I rossoneri 14i con 33 punti, sono in una annata di magra in cui il vivaio che ha sempre fornito elementi all'altezza, offre un materiale di minor pregio e vengono a mancare i ricambi; sempre nelle posizioni pericolose cade nello spareggio finale con lo Zaule e abbandona la Promozione. Poco da dire sulle ultime due, il Primorec 15° con 25 punti e Domio 16° con 23, che disputano un campionato da dimenticare e il cui destino finale è segnato con anticipo.

In Prima categoria continua la risalita del Primorje di Ravalico, le cui mire sembrano ancora più ambiziose, che dopo 17 anni ritorna in Promozione e lo fa con pieno merito: 71 punti conquistati, una sola sconfitta in stagione, con la seconda la Pro Romans, distaccata di 12 punti. Molto bene anche la matricola Chiarbola Ponziana che chiude al 3° posto(54 punti), raggiunge i play-off, dove sconfigge l'Isonzo 1-0, ma cadendo a Romans 2-0, manca la terza promozione consecutiva. Molto buono il campionato dello Zarja 5° (46 punti); partito molto bene viene poi stroncato dal ritmo delle prime due. Positiva la stagione del S.Andrea 6°(41 pti), che appena retrocesso ha trovato la giusta dimensione per far crescere il suo prolifico vivaio. L'unica formazione a deludere alla fine è il Muglia 15° (25 punti) che distaccato di 10 punti dalla Gradese, non ha nemmeno la chanche di giocarsi la salvezza ai play-out, retrocedendo direttamente.

In Seconda categoria domina il Ruda che vince 27 partite su 30, non lasciando speranze alle avversarie per la promozione diretta. Tra le nostre onorevole il 5° posto del Breg e della Roianese (48 punti), che però non riescono a raggiungere l'obiettivo dei play-off. Si salvano invece con qualche affanno Opicina e Montebello; l'Opicina (35 punti) si toglie dalla zona pericolosa in anticipo e disputa poi un finale rilassato, mentre Il Montebello (35 punti), solo all'ultima giornata può tirare un sospiro di sollievo, quando sconfigge il Campanelle 1-0 nel derby salvezza, tra le polemiche degli sconfitti, che reputavano la rete di Cermelj all'84' in fuorigioco. Il Campanelle (33 punti) deve così affidarsi allo spareggio nei play-out con l'Azzurra, in cui fatica ma ottiene la salvezza 3-2.

Nella Terza categoria troviamo l'UFM Monfalcone che dopo il fallimento, deve ripartire dal basso e ovviamente non trova soverchie difficoltà a risalire dal primo gradino, vincendo il torneo senza subire sconfitte. Al 4° posto troviamo l'Alabarda (43 punti), che con un buon girone di ritorno in cui risale la classifica, proprio all'ultima giornata ottiene quel quarto posto utile, scavalcando il CGS. Per ottenere la promozione, deve comunque disputare il play-off contro La Fortezza a Gradisca, dove si impone 3-1 e ritorna in II^ categoria. Sorte avversa invece per il CGS che proprio all'ultima giornata, pareggiando proprio a Gradisca, viene sorpassato (42 punti) e arrivando 5° a causa della differenza di punti con lo Strassoldo secondo(56 pti), non ottiene il diritto a disputare la prima fase dei play-off saltando il primo turno. Si gioca così la promozione con la perdente del primo spareggio tra Alabarda e La Fortezza; gli studenti mai in partita cadono pesantemente nella trasferta decisiva di Gradisca (4-1). Senza acuti la stagione del Gaja 9° (32 punti), troppo presto fuori dai giochi e ancora una volta disastrosa quella dell'Aurisina ultima staccatissima con soli 10 punti, con alcune partite perse a tavolino, perchè non si è presentato alla gara. Per la gloriosa squadra nabrezina, è l'ultima stagione tra i dilettanti prima di ritirarsi.

 

BRUNO GASPERUTTI

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