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Martedì, 05 Luglio 2022 17:22

Gasperutti e la storia del calcio triestino, nel 2022 l'Unione piange la scomparsa del presidente Biasin e arriva il cambio di proprietà. Nei dilettanti nasce il Costa International

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Mario Biasin Mario Biasin

Ultimo appuntamento con la storia del calcio triestino a cura di Bruno Gasperutti.

 

2021/22 E' la terza stagione che si gioca con l'incubo del Covid che aleggia e che improvvisamente toglie dagli organici elementi importanti dando sempre al campionato una sensazione di aleatorietà e imprevedibilità.

La Triestina, concluso un campionato non positivo con l'eliminazione inopinata in casa contro il modesto Vecomp, esonera Bepi Pillon che non ha soddisfatto l'AU Milanese e ingaggia un allenatore di nome come Bucchi. Lui arriva a Trieste assieme al suo staff, per un progetto a lungo termine che prevede nel breve ad un posizionamento ai vertici della serie C, in zona utile per una eventuale riforma dei campionati con la formazione di una serie C d'Elite o una B2, mentre l'assalto diretto alla B viene procrastinato per la stagione successiva.

La partenza è piuttosto incerta, viene eliminata in Coppa Italia dal modesto Trento e in campionato la squadra si ritrova dopo 5 giornate già a 10 punti dalla vetta, distanza che via via va ad aumentare, fino a toccare a fine campionato un distacco record dal promosso Sudtirol di 35 punti.

A dire il vero nel periodo novembre/dicembre la squadra sembra aver trovato il giusto assetto e inanella una serie di risultati soddisfacenti che la riporta in una zona a ridosso delle due protagoniste Sudtirol e Padova che volano. A gennaio, però, dopo una sosta di oltre un mese dovuta ad un calendario demenziale e a dei rinvii per Covid, al dunque, la squadra letteralmente si scioglie, perdendo oltre agli scontri diretti con le due capolista, anche altri confronti con squadre più alla portata.

A gennaio la stagione è dunque già in archivio e le residue speranze di salvare l'annata sono così riposte alla lotteria dei play-off. Questi vengono raggiunti agevolmente, ma solo all'ultima giornata, grazie ad una serie di risultati concomitanti, la squadra ottiene un buon 5° posto finale, in linea con i programmi della vigilia, ma come già detto a ben 35 punti dalla vetta e fin dalle prime giornate fuori dalla lotta per il vertice.

Nella prima gara di play-off si presenta al Rocco una vecchia rivale di tempi più felici, in cui si giocava per un posto al sole nella serie A: la Pro Patria. L'Alabarda sfodera una buona prestazione che fa sperare e vince senza patemi per 2-1, con i tigrotti che solo alla fine riescono a ridurre lo scarto con gli alabardati in pieno controllo.

Al secondo turno ecco una squadra di prestigio come il Palermo che nel girone C non aveva fatto faville, ma che nel finale di stagione con il cambio di allenatore, arriva Baldini, si era assestato ottenendo dei buoni risultati. Finalmente un pubblico consono accorre allo stadio che viene riempito anche da un paio di migliaia di supporters rosanero. Purtroppo in questa partita decisiva Bucchi sbaglia completamente formazione e tattica e si consegna mani e piedi ai siciliani che con un primo tempo magistrale annichiliscono gli alabardati dando l'impressione di essere fuori dalla loro portata.

Certo che l'inserimento di due giocatori convalescenti che non erano in grado di disputare una gara così delicata e uno schieramento inadeguato a fronteggiare i velocissimi rosanero, che prendevano d'infilata i lenti e scoperti difensori della Triestina, non ha aiutato. Nella ripresa Bucchi rimescola un po' le carte e mette in campo una squadra molto più equilibrata e la musica cambia: la Triestina domina e l'1-2 alla fine è decisamente bugiardo per quanto visto soprattutto nella ripresa sul campo.

La partita di Palermo diventa così quasi impossibile, ma ecco invece la sorpresa di vedere una Triestina mai vista in precedenza, che aggredisce letteralmente gli annichiliti avversari davanti agli altrettanto annichiliti 35.000 palermitani, che erano accorsi per vedere il trionfo dei loro eroi.

Alla fine il risultato (1-1) mortifica ancora una volta la nostra squadra che deve rammaricarsi per un rigore sbagliato, un palo a portiere battuto, una rete probabilmente valida annullata e la beffa finale della rete subita dai rosanero al 96', che pareggia le sorti di una gara dominata in lungo e in largo.

Finisce così la stagione sportiva, ma prima ancora di pensare al futuro e stilare dei programmi per la stagione successiva, ecco la bomba che sconvolge tutto il mondo alabardato con la notizia del drammatico decesso del patron Mario Biasin, personaggio di altri tempi che si era fatto amare da subito dai supporters alabardati per la sua umanità e amore per la città e che aveva sostenuto in questo periodo la società con le sue risorse.

E' cronaca oramai degli ultimi giorni: dopo un mese drammatico con notizie sempre più allarmanti, tali da presupporre anche ad un fallimento e alla fine del calcio professionistico in città, ecco che con un oramai insperato colpo d'ala, Milanese riesce per la seconda volta a salvare la società dal baratro trovando le risorse per l'iscrizione alla nuova stagione e due nuovi soci per rilevare la Triestina. Per il momento ci fermiamo qui, perchè il tempo dirà se il progetto sarà valido o meno, intanto però possiamo gioire perchè la Triestina 1918 è ancora viva. Ai nuovi soci Simone Giacomini e Antonio Maira dell'Atlas Consulting che hanno acquisito l'80% delle quote societarie affiancando la famiglia Biasin, il migliore augurio di buon lavoro e l'auspicio che possano rinnovare le glorie passate di una società che sta dimostrando di avere sette vite come i gatti.

 

Anche la stagione dei dilettanti risulta ovviamente penalizzata dalla pandemia, anche se rispetto a quella precedente è meno ostacolata e alla fine si conclude quasi nella normalità con tutti i verdetti che finalmente arrivano dal campo.

Nell'Eccellenza le 24 formazioni iscritte vengono divise in due gironi da 12 che prevedono play off e play-out per determinare una sola promossa in serie D e ben 6 squadre che dovranno retrocedere. Le 6 formazioni della nostra provincia vengono incluse in blocco in un girone triestino/friulano che risulta molto combattuto e incerto sino alla fine. La lotta per la promozione risulta fin dall'inizio un duello esclusivo tra le due squadre più attrezzate al salto di categoria: il Torviscosa e la Pro Gorizia e si risolve soltanto nelle ultime giornate a favore dei friulani, che poi hanno anche la meglio nei play-off ottenendo la promozione alla serie D. Le nostre squadre disputano quasi tutte una stagione molto positiva ad eccezione del Primorec che però non aveva proprio una squadra adeguata al campionato. Lo Zaule Rabuiese per tutto il campionato si mantiene a ridosso delle posizioni a rincalzo delle battistrada e alla fine ottiene un ottimo 3° posto con 34 punti, che va oltre alle aspettative per una neopromossa. A metà stagione la squadra ha una lieve flessione che porta all'avvicendamento del tecnico Pocecco con Carola, poi però la continuità di risultati è il sintomo del buon lavoro complessivo fatto in casa biancoviola. Dietro allo Zaule, il S. Luigi la squadra più blasonata e ambiziosa, ma con un cambio generazionale in atto che comunque fa ottenere un ottimo 5° posto finale (32 punti), ma con la prospettiva che nel prossimo futuro i giovani virgulti biancoverdi possano fare il salto di qualità auspicato. Sesto posto per il Chiarbola Ponziana (31 punti); partito un po' a rilento, si è poi rimesso in careggiata con una serie di sei vittorie consecutive che lo ha proiettato nelle prime posizioni; poi la sconfitta con il Torviscosa di fatto ne ha bloccato la prepotente ascesa per un finale di stagione in tutta tranquillità. Settimo il Kras (30 punti) dal quale ci si aspettava qualcosina in più visto l'organico di tutto rispetto a disposizione; alla fine ha raggiunto l'ultimo posto utile per non essere sottoposto alla lotteria dei play-out, gettando le basi per un futuro in linea con le sempre alte ambizioni dei carsolini. Il Sistiana nono (24 punti) non riesce ad ottenere la salvezza diretta e deve ricorrere al play-out contro l'Ancona Lumignacco; lo sconfigge 3-0 in casa limitando poi la sconfitta al ritorno per 0-1. Il suo campionato è stato complicato da una partenza difficile che lo ha costretto ad inseguire fin dall'inizio e in un campionato con sole 12 formazioni, risalire è diventato veramente improbo. All'ultima giornata della stagione regolare è stato avvicendato l'allenatore Musolino con la vecchia gloria alabardata Godeas che ha condotto la squadra nelle ultime tre partite portandola alla salvezza. Poco da dire invece sull'ultima nostra formazione il Primorec, mai in lotta per la salvezza che ha ottenuto una serie di 19 sconfitte, alcune veramente pesanti a fronte di una sola vittoria e 2 pareggi.

In Promozione l'annata per le nostre squadre è stata decisamente negativa, basti pensare che la meno peggiore è risultata essere il Trieste Calcio, decimo con 35 punti, che solo nel finale ha potuto ritenersi al sicuro dai play-out. Per una società che possiede un florido vivaio che ha sempre dato i suoi frutti, fornendo con continuità un valido ricambio generazionale ai veterani della prima squadra, il risultato non è stato in linea con le aspettative. Si è salvato dopo un drammatico spareggio nel play-out con la Terenziana Staranzano il S. Andrea San Vito che aveva puntato su una squadra piuttosto giovane e che alla fine ha raggiunto l'obiettivo minimo stagionale. Nello scontro finale disputato in casa, la squadra biancoazzurra si è trovata sull'1-2 a 10' dalla fine, ma grazie ad una rete rocambolesca su punizione di Frontali è riuscita a ribaltare il risultato vincendo 3-2. Completamente da dimenticare invece la stagione di Costalunga e S. Giovanni, accomunate sull'ultimo gradino della graduatoria con soli 11 punti e retrocesse con largo anticipo. Per la formazione rossonera che attualmente è rimasta la nostra rappresentante più anziana tra i dilettanti, un mesto declassamento abbastanza prevedibile visto l'impoverimento della rosa, a cui il patron Ventura ha cercato di ribellarsi con i cambi al timone della squadra affidandola dapprima al giovane Gratton, poi al più esperto Stefani e infine prendendo lui direttamente in mano la situazione, ma non c'è stato nulla da fare.

In Prima categoria, invece, le nostre squadre hanno disputato una annata soddisfacente. La migliore è risultata la Triestina Victory che si è classificata al secondo posto nella stagione regolare con 63 punti, alle spalle della Cormonese che ha fatto veramente un campionato strabiliante. La Victory ha disputato una stagione molto positiva mancando però la promozione che era nei programmi, perchè nel play-off ha ceduto al Mariano giunto terzo (55 punti) uscendone sconfitta nello spareggio. L'1-2 in trasferta le è stato fatale e non è riuscita poi a ribaltare il risultato in casa, dove è stata costretta al pareggio a reti bianche. Non è riuscito ad agganciare il terzo posto che in questa stagione garantiva il play-off, il Domio arrivato quinto (45 punti) e protagonista tutto sommato di una buona stagione regolare. Positiva anche la stagione della Roianese, sempre nelle posizioni medio-alte della graduatoria, ottavo posto finale (43 punti) ma mai in lotta per il vertice, ma anche senza patemi di cadere nelle sabbie mobili dei play-out. L'ultima nostra rappresentante è stata lo Zarja, 13° (34 punti), il cui campionato è stato molto contradittorio. Partita con l'ambizione di fare un buon campionato e una squadra piuttosto competitiva, ha avuto una partenza incerta che l'ha portata in una posizione di centroclassifica, lontana dalla vetta, che l'ha fatta un po' rilassare. Poi una serie di risultati negativi consecutivi l'ha frenata bruscamente e fatta piombare fino al penultimo posto in una posizione quasi disperata. Nel finale l'arrivo di Euro Petagna l'ha rivitalizzata e la squadra è stata capace di un incredibile guizzo finale di grande vitalità raggiungendo una salvezza diretta che sembrava una chimera e recuperando nelle ultime cinque gare all'Audax ben 11 punti e alla Gradese 15 punti.

La Seconda categoria di questa stagione ha portato una grande novità: la FIGC regionale infatti ha deciso di unificare la Seconda categoria con la Terza, un accorpamento necessario visto il continuo impoverimento numerico di squadre causa le numerose fusioni e i ritiri di diverse formazioni che avevano trasformato l'ultima serie regionale a dei gironcini con un numero esiguo di squadre. Vengono così formati 6 gironi di Seconda, con le nostre 11 formazioni di Seconda e Terza categoria, che vengono raggruppate assieme alle “bisiache” Turriaco, Pieris, Aris e Romana, in un girone a 15 squadre. Ad imporsi e salire di categoria è la Romana che domina dall'inizio alla fine, vincendo 25 partite su 28 e lasciando il Muggia 2020, secondo, a 9 punti di distanza (68 punti). La nuova squadra rivierasca, sorta per rinverdire le antiche e gloriose formazioni muggesane, aveva in programma il salto di categoria, ma non è riuscita a mantenere il ritmo dei monfalconesi. Nonostante l'ottimo cammino, la doppia sconfitta negli scontri diretti l'ha condannata ad un ruolo di damigella d'onore che l'ha poi costretta allo spareggio con il Trieste Academy, terzo (63 ptuni). Questa formazione di nuova costituzione, nata da una costola del Trieste Calcio, ha disputato un campionato di rilievo e quasi insperato, ma guidata da un bomber straordinario per la categoria come Paliaga. ha saputo scalare rapidamente la graduatoria e alla fine nel play-off ha sconfitto due volte il Muggia 2020 (3-1 e 2-1). Purtroppo a quanto sembra, non essendo ancora stati formati gli organici per la prossima stagione, il risultato al momento non ha portato poi al salto di categoria. Ottima anche la stagione dell'Opicina, quarta (60 punti), che ha lottato fino all'ultima giornata per ottenere quel terzo posto che avrebbe dato diritto al play-off. Non in linea con le ambizioni iniziali il Breg, quinto (54 punti), che nello scorcio dell'annata precedente aveva dimostrato di avere un organico per poter ambire al salto di categoria, ma la partenza un po' incerta ne ha frustrato le aspirazioni e il passo spedito delle battistrada, non gli ha poi permesso di rientrare in competizione. Alle spalle delle prime cinque che hanno fatto un campionato con propositi ambiziosi, ma a distanza notevole, vista la mancanza di obiettivi concreti, le altre formazioni hanno disputato una stagione di transizione. Settimo il CGS (39 punti), poi via via le altre Vesna (33 punti) Montebello, Muglia, Primorje, Campanelle e Costa International, una bella novità questa squadra novizia formata da ragazzi extracomunitari che per la prima volta è apparsa sui nostri campi provinciali guidata da un allenatore esperto come Sciarrone e che ha giocato senza mire di competitività ma per il puro spirito sportivo dei veri dilettanti.

 

BRUNO GASPERUTTI

Letto 738 volte Ultima modifica il Martedì, 05 Luglio 2022 18:46
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