Giovedì, 20 Dicembre 2018 13:06

Gasperutti e la storia della Triestina, il Grande Torino strappa il pari pochi giorni prima della tragedia di Superga

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L'ultima esibizione del "grande Torino" a Trieste, il rigore di Blason per l'1 a 1 L'ultima esibizione del "grande Torino" a Trieste, il rigore di Blason per l'1 a 1

La Triestina ha mandato in archivio un campionato eccezionale, quasi miracoloso data la ristrettezza della rosa e ora ripetersi è sempre molto difficile,

ma la società punta ancora ad un campionato di primo piano.

1948/1949 SERIE A (14^ puntata)

Assieme al giovane allenatore Rocco vengono confermati in toto i giocatori dell'anno prima, nessuna partenza di rilievo ma pochi anche gli arrivi: il giovane Grosso, destinato ad una ottima carriera spezzata prematuramente da un tragico incidente stradale, che arriva da Vicenza con la giovane promessa (non mantenuta) Carraro e altri minori.

La partenza non rispecchia le attese: sconfitta a Lucca (3-1) sconfitta a Roma (4-2), vittoria casalinga con il Bari (2-0) ma con la squadra ancora lontana dal rendimento dell'anno precedente, sconfitta a Torino con i bianconeri (2-0), vittoria sul Palermo (3-1) con un buon primo tempo e una ripresa in affanno e ancora una sconfitta contro il Milan (3-1), per una squadra che non riesce a trovare il suo gioco, pur essendo l'organico lo stesso dell'anno precedente.

La classifica è mediocre e non pari alle attese, 4 punti e dietro in classifica ci sono solo Bari, Lazio, Livorno e Pro Patria a 3 punti. A Valmaura contro il Novara di Piola è solo 1 a 1, grazie ad una bomba su punizione di Blason; pareggio casalingo soffertissimo contro il Bologna (1-1) con rete di Begni a 2' dalla fine, pareggio soffertissimo a Genova sponda blucerchiata (1-1) con pareggio a 1' dalla fine di Tosolini e finalmente una vittoria a Bergamo con rete di Tosolini, ancora all'89'. Le tre reti all'ultimo minuto danno un po' di respiro e la squadra ritorna in una zona centrale della classifica. Con la Pro Patria a Valmaura è 0 a 0, ma la Triestina finalmente ritrova il suo gioco e la domenica successiva a Torino mette alla frusta i campioni, meritandosi il pareggio finale (1-1) andando anzi vicini ad una sorpresa clamorosa.

A Valmaura solo la grande giornata del portiere genoano Piani salva la sua squadra (0-0), ma la domenica dopo sempre in casa, la Lazio viene asfaltata (4-1) da una squadra che comincia a ritrovare il passo dell'anno precedente. A Livorno la Triestina è superiore ma è sfortunata a cede (1-0) mentre a Padova in una giornata gelida, con vento, con i padroni di casa fallosi e decisi a non cedere, non va oltre il pari (0-0). Ora ci sono due gare casalinghe piuttosto difficili, ma la Triestina dapprima batte con facilità la forte Fiorentina (4-0) e poi con l'Inter il giovane esordiente Pison trascina gli alabardati finalmente convincenti, che annichiliscono i nerazzurri con un primo tempo travolgente (2-0). Ultima d'andata a Modena e netta vittoria per 2 a 0, con Pison ancora in gol e che conferma l'ottimo stato di forma raggiunto dalla squadra, con il settimo posto raggiunto e classifica che è tornata a sorridere.

Inizia il ritorno sulla falsariga delle ultime giornate: Triestina sempre brillante, guizzante e gagliarda e vittoria contro la Lucchese con rete di Ispiro; contro la Roma 2 a 0 con Ispiro e Rossetti a segno, pareggio sfortunato a Bari con i padroni di casa che segnano all'ultimo minuto e arriva a Trieste la Juventus, formazione sempre di lignaggio che attira a Valmaura il pubblico delle grandi occasioni. La partita delude un po' le aspettative, perchè le squadre giocano in modo troppo prudente; più tecnici i bianconeri, ma più grintosi e determinati gli alabardati che segnano con Rossetti e portano a casa una importante vittoria che li rilancia nelle posizioni di testa. A Palermo la Triestina trova una giornata calda e primaverile che li fa appisolare e l'ottima squadra rosanero in giornata di grazia, vince nettamente (4-0). Una Triestina priva di mordente e di aggressività, si fa battere anche a domicilio dal Milan (3-1) e la domenica successiva a Novara (3-0) e se vengono a mancare quei pregi precipui, che distinguono le caratteristiche del gruppo, anche il gioco d'assieme ne risente. Brutta partita a Bologna, ma ottimo il pareggio finale (1-1) e a Valmaura contro la Sampdoria, l'Unione gioca per la prima volta con il sistema, abbandonando il suo gioco caratteristico e unico inventato da Rocco, con Blason in funzione da spazzatutto, dietro i difensori. All'inizio la difesa non carbura e subisce la rete blucerchiata di Prunecchi, poi la squadra comincia ad ingranare e a tessere ottime trame; segna tre reti con doppietta di Begni e gol di Ispiro e coglie ben cinque pali. L'Atalanta esce come sempre imbattuta da Trieste e non sarà l'ultima volta purtroppo (1-1) poi a Busto la combattività e il bisogno di punti, fa volare i tigrotti che vincono meritatamente (3-1). Il 10 aprile 1949 Trieste ammira per l'ultima volta quella meravigliosa squadra che domina incontrastata da anni in Italia: il Torino; quasi un mese dopo, di ritorno da una trasferta a Lisbona, il suo aereo cadrà a Superga, portandosi via una intera generazione di campioni, orgoglio d'Italia.

Una giornata splendida permette ad un pubblico record di assistere alla partita, due rigori assegnati per dei falli di mano, determinano il risultato (1-1) ma un clamoroso spintone di Rigamonti in area a Ispiro, non viene punito dall'arbitro e un Torino un po' stanco e sottotono esce ben contento dell'esito della gara. Debacle alabardata a Genova la domenica successiva (5-1), ancora una disastrosa prestazione a Roma con i biancocelesti (4-0) e pirotecnica vittoria casalinga contro il Livorno 5 a 4 che forse fa pensare che l'impenetrabile difesa alabardata, tanto ammirata l'anno passato, con il cambio di modulo, forse non è più tanto impermeabile.

Il 4 maggio a Superga cade il Torino e la storia del calcio in Italia cambia radicalmente. In una domenica di commozione generale, la Triestina onora i campioni e stravince contro il Padova, in quella che sarà la vittoria numericamente più abbondante della sua storia 9 a 1. Vanno in vantaggio i patavini con Grillone ma trascinata da un Ispiro in giornata di grazia e autore di cinque reti (record di segnature in una partita per un alabardato, eguagliato 50 anni dopo da Gubellini, ma in C2), i triestini umiliano i biancoscudati.

Siamo alla fine e ci sono ancora tre partite, ma la squadra oramai tranquilla è senza birra in corpo: a Firenze è sconfitta pur lottando fino alla fine (5-3), a Milano con l'Inter buon pareggio in una mediocre partita con vantaggio di Ispiro e pareggio nella ripresa di Lorenzi, mentre l'ultima in casa col Modena in lotta per la retrocessione, è sconfitta (2-1), con un rigore sbagliato da Blason e sospetti di combine anche perchè un paio di titolari triestinissimi come Radio e Sessa non avevano voluto scendere in campo.

Si conclude così un campionato discreto con un ottavo posto finale a soli 6 punti dal Milan terzo, con alcuni grandi exploit contro Torino, Juventus, Inter e partite mediocri contro squadre di bassa classifica. Tante le reti realizzate, ma troppe quelle subite da una difesa l'anno prima rocciosa e impenetrabile. Cannoniere è Ispiro con 15 segnature, poi Tosolini 13 e Rossetti 11, però questa squadra ha già dato il meglio di se, è anzianotta e avrebbe bisogno di linfa giovane o di qualche acquisto di spessore e purtroppo anche se arrivano sempre sostanziosi contributi dalla “madre patria”, è destinata ad un lento declino.

Bruno Gasperutti

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