Domenica, 29 Marzo 2020 12:53

Gasperutti e la storia della Triestina, in B nel 2002 si vola ma la lite Berti-Fabiani costa cara

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Triestina - Siena 2-1, rovesciata di Fava Triestina - Siena 2-1, rovesciata di Fava

Finalmente la B. Amilcare Berti è entusiasta e per la nuova stagione allaccia rapporti importanti con i due club

 

che vanno per la maggiore in Italia: Juventus e Milan. Il Milan manda a Trieste dopo Baù, anche i giovani e validi Ferri e Budel, mentre con la Juventus Berti instaura un rapporto più diretto e accoglie tra le sue file come D. S. Angelo Mariano Fabiani, un uomo Gea legato a doppio filo con Moggi e poi il figlio di Gheddafi (Saadi), che diventa socio portando un cospicuo contributo pecuniario e che entra in Società in pompa magna, atterrando al Rocco con gli elicotteri suo e del suo seguito in una calda giornata di luglio. La Juventus manda a Trieste i giovani Maietta (sarà una delusione), Gentile (sarà una sorpresa) e Beretta, un discreto centravanti dal gran fisico, che aveva una valutazione di mercato super gonfiata e per questo veniva spedito come un pacco postale da Moggi, in prestito ogni anno. Oltre a questi rinforzi, arrivano anche giocatori di categoria come: Bega e Zanini dal Como, lo sfortunato ma talentuoso Rigoni reduce da un lungo periodo di inattività e da recuperare, il talentuoso libico Muntasser dall'Atalanta, gli esperti Medri e Carbone per completare la rosa e la punta Fava che si era messa in luce nel Varese e che esploderà in questa stagione divenendo il capocannoniere. Un bel gruppo di rinforzi per sostituire i partenti Princivalli, Caliari, Abbruscato, Tangorra e tanti altri minori.

2002-2003 serie B (69^ puntata) PRIMA PARTE

La Coppa Italia fa da prologo alla stagione con la Triestina che si qualifica nel suo gironcino con Treviso, Venezia e Cittadella e poi batte nel doppio confronto il Como (serie A), arrendendosi solo alla Roma a metà dicembre, ai rigori e con molte recriminazioni sull'arbitraggio di Dattilo.

Il campionato dovrebbe partire partire a fine agosto, ma le prime due partite con Bari e Siena vengono rinviate per lo sciopero a causa dello scontro tra club e pay-Tv. Si inizia quindi a metà settembre in un serale in casa contro il Venezia e la partenza è sfortunata, un'autorete di Bega e tante palle gol sprecate, condannano la Triestina applaudita dai suoi tifosi, ad una amara sconfitta (2-1).

La prima trasferta a Livorno porta ancora una delusione e dopo un buon primo tempo, una papera di Pagotto che si lascia sfuggire un pallone viscido per la pioggia sfruttato da Protti, dà via libera ai labronici che poi raddoppiano in contropiede (2-0).

La prima vittoria arriva contro il Palermo ed è soffertissima, perchè Gubellini segna al 94' con un tiro sbilenco che sorprende Sicignano (2-1). A Vicenza spreca una grande occasione per fare risultato pieno: il portiere vicentino viene espulso dopo 11' e a fine tempo Baù segna il meritato vantaggio; nella ripresa il Vicenza gioca meglio e l'arbitro lo omaggia con un rigore molto generoso, ma alla fine il pareggio è equo (1-1).

La Triestina però ora comincia a far intravvedere il suo gran gioco; con il Cosenza domina e Fava segna la sua prima rete, poi un gol "alla Muntari" non viene assegnato e finisce solo 1-0 dopo un dominio costante.

In classifica dopo 5 giornate è a metà classifica, ma il giocattolo costruito da Rossi è sempre più convincente. A Lecce contro lo squadrone giallorosso gioca a memoria, con i pugliesi che devono sudare nel primo tempo le classiche sette camicie e ottiene un ottimo pareggio con Baù, che pareggia il gol di Chevanton su papera di Pagotto (1-1).

Contro il Catania dà una vera lezione di calcio spettacolo, segnando 4 reti una più bella dell'altra, permettendosi poi nell'ultima mezz'ora, letteralmente di fermarsi per non infierire, con il pubblico che si stropiccia gli occhi (4-0). Anche a Genova contro la favoritissima Sampdoria di Novellino gioca una gran partita a viso aperto con botta e risposta: un rigore generoso di Parisi è subito pareggiato da Domizzi, poi occasioni ed emozioni in pari misura (1-1).

Al mercoledì si recupera a Bari la prima giornata e ne esce uno 0-0, ma sorprende ancora per il suo gioco piacevole e recrimina per gli sprechi degli attaccanti. Oramai la Triestina vola e il forte e imbattuto Ancona è messo sotto dopo una splendida partita: segna Ganz ma Fava pareggia subito; poi alla fine del tempo un'autorete mette l'Alabarda in vantaggio. Zanini entusiasma ed è irresistibile, propone e poi anche segna e nel finale inutile la rete in mischia di Perovic (3-2).

In classifica dopo 10 gare, Sampdoria in testa (20 punti), poi Cagliari (19), Ternana (18), Siena (17) e quinta la Triestina  con il Palermo a 16 (in A ci vanno le prime 4).

Purtroppo nel derby di Verona perde contro la squadra di Malesani che blocca tutti gli spazi con un catenaccio vecchia maniera, però gioca male (1-0); la riabilitazione è immediata contro il Cagliari di Ventura che viene spazzato via dalla irresistibile sinfonia alabardata (3-0).

A Terni va di scena uno scontro per le prime posizioni, va subito sotto, ma il solito incontenibile Zanini pareggia, poi la fuoriserie alabardata ammutolisce i tifosi locali che la vedono passare con pieno merito con una rete di Beretta: ora l'Unione è seconda (2-1).

L'entusiasmo dei tifosi è incontenibile e contro il Napoli accorrono in 11.000 allo stadio nonostante un freddo polare con bora a 120 Km e neve, ma ne vengono ripagati, perchè anche il Napoli viene spazzato via dal tornado in maglia rossa da due reti di Fava, anche se il buon Rodomonti poi cerca di vivacizzare la partita, concedendo un rigore ai partenopei e annullando un gol a Fava; l'Unione ora è prima (2-1).

A Salerno contro i granata di Zeman, butta via una grossa occasione e due volte in vantaggio spreca un paio di reti e poi si fa raggiungere nel finale (2-2); in casa contro il Messina non gioca bene ma vince con una doppietta di Fava (2-1). Finisce l'anno e l'Unione è in testa alla classifica con il Siena, che nel recupero della Befana della partita rinviata a settembre, viene a far visita al Rocco per lo scontro al vertice. E' una festa e oltre 17.000 spettatori affollano lo stadio cantando "scende Parisi sulla fascia lateral …" e la Triestina è una volta di più uno spettacolo per palati sopraffini. Va subito sotto per una sfortunata autorete di Ferri, ma scatena una reazione rabbiosa per ritmo e continuità; il Siena arretra e va in sofferenza, Muntasser pareggia, poi Masolini è atterrato ma l'arbitro posiziona il pallone fuori dall'area. A fine tempo segna il solito Fava che poi nella ripresa sbaglia un gol fatto e il Siena che è un'ottima squadra, con un veemente finale cerca il pareggio ma Pagotto, chiude la porta: la Triestina è ora da sola in vetta (2-1).

A Genova va a visitare una squadra in crisi ma in giornata di grazia e soffre parecchio, pareggiando solo nel finale (2-2); l'ultima d'andata in casa con l'Ascoli è un'apoteosi con Fava, che segna una tripletta diventando capocannoniere e con la squadra campione d'inverno (36 punti); seguono il Siena con Livorno e Sampdoria a 32, il Lecce quinto e fuori dal giro promozione a 31, Ancona e Vicenza 29.

Però arriva una tegola della quale al momento viene sottovalutata l'importanza: c'è l'abbandono del D.S. Fabiani che litiga con Berti, sembra per motivi di impiego dei virgulti bianconeri in prestito, che giocano troppo saltuariamente. E' un episodio di poca importanza che viene minimizzato e che invece si rivelerà determinante, perchè Fabiani vuol dire Moggi e Moggi a quei tempi voleva dire protezione e considerazione in FIGC: ne sanno qualcosa già in quell'annata l'Ancona di Pieroni, ma poi il Messina, la Reggina, il Siena e lo stesso Napoli salvato sul campo, ma poi fallito e costretto a ripartire dalla C.

continua

BRUNO GASPERUTTI

 

 

Letto 243 volte Ultima modifica il Domenica, 29 Marzo 2020 13:13

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