Martedì, 04 Dicembre 2018 19:05

Gasperutti e la storia della Triestina, nel 1947 riammessa in serie A d'ufficio

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Casari, portiere dell'Atalanta, in uscita alta Casari, portiere dell'Atalanta, in uscita alta

Per la prima volta dalla promozione in serie A la Triestina viene retrocessa in serie B,

ma tutte le vicende extracalcistiche che hanno portato la squadra a questo risultato negativo vengono impugnate dagli avvocati della Triestina che chiedono la riammissione nel massimo campionato. Il Consiglio della FIGC, tenutosi a Perugia nell'estate del 1947, delibera all'unanimità la riammissione della Triestina in serie A, ma dobbiamo ringraziare anche le società del Venezia e del Brescia, che pur arrivate davanti agli alabardati in classifica, accettano questa decisione e scendono in B. In un'epoca di tribunali ad oltranza, con fiumi di carte bollate e con tifoserie che scendono in piazza per ottenere la loro giustizia, probabilmente questo non sarebbe mai successo.

 

1947/1948 (12^ puntata - girone d'andata)

E' agosto e a metà settembre il campionato portato a 21 squadre con la riammissione dell'Unione riparte, quindi bisogna fare in fretta per allestire una squadra degna. Bisogna dire che a quel tempo Trieste era nel cuore degli italiani e il Governo aiutava la città con generosi contributi che in parte finivano anche allo sport, quindi venne approntata una squadra di tutto rispetto riportando in città quei campioni che negli anni precedenti erano stati ceduti per finanziare e sostenere il mantenimento della massima categoria.

Arrivarono così: Trevisan dal Genoa, Tosolini dal Milan, Sessa e Ispiro dalla Lazio, Begni dal Fanfulla, Gordini dallo Spezia e Giannini dall'Amatori Ponziana, che però era squalificato fino a gennaio, per aver giocato nel campionato jugoslavo; molteplici anche le partenze, ma a parte Gratton ceduto al Milan, si trattò di giocatori di secondo piano. La squadra quindi si presentò al via notevolmente rinforzata con l'obiettivo di assestarsi a metà classifica e come allenatore venne ingaggiato Nereo Rocco che aveva appena appeso le scarpette al chiodo ed era agli esordi.

La squadra si presenta a Genova contro la miliardaria Sampdoria col botto; dopo 8' vince 2 a 0 con reti di Mlacher e Tosolini, ma nella ripresa gli argentini Calichio e Bello ristabiliscono la parità. Alla seconda giornata la squadra riposa e poi arriva una nuova trasferta a Livorno, dove in una dura e poco appariscente gara viene sconfitta (2-1) restando in partita fino alla fine e mancando con Begni e Gordini un paio di ghiotte occasioni.

Finalmente arriva l'esordio casalingo contro la Salernitana e una folla imponente si dà appuntamento a Valmaura per salutare gli alabardati che si presentano con la divisa tricolore (maglia verde-calzoncini bianchi-calzettoni rossi) tra gli applausi della folla. I campani di Viani sorprendono con la loro nuova tattica imposta dallo stesso tecnico che prevede l'arretramento del centravanti Piccinini, dietro le linee difensive per tamponare e si deve dire che Piccinini era un gran giocatore dal tocco fine, che poi sarà nazionale e campione d'Italia con la Juventus. Lo 0 a 0 finale è deludente, ma mancavano le due menti della squadra: Trevisan e Tosolini.

Ancora una partita casalinga contro il Bari ed è solo 1-1, con pareggio contestatissimo dai baresi all'89 di Mlacher, con il portiere Costagliola che sosteneva di aver parato prima della linea fatale. Dopo 5 giornate (4 per gli alabardati) la classifica è abbastanza deludente, tre pareggi e una sconfitta e ora arrivano gli scontri con le grandi del campionato. Si va a Torino sponda Juve e Begni segna il gol della prima vittoria, anche se c'è da dire, che il ceco Aspas fallisce un rigore. Altra partita delicata con il Milan a Valmaura e nuova vittoria (2-0) con reti di Ispiro e Rossetti, in una giornata fredda e piovosa con bora. Pareggio a Lucca (1-1) e sconfitta a Busto Arsizio (3-1) con la forte Pro Patria di quegli anni. Ritorno a Valmaura con la Lazio e in un incontro combattuto vittoria 2-1 di una squadra che, dicono le cronache, gioca con pochi fronzoli e finezze stilistiche, ma che punta la porta avversaria con un gioco impetuoso che infiamma i suoi tifosi. Anche la Fiorentina viena sconfitta a domicilio da una rete di Ispiro, su un terreno cosparso di segatura, come si usava al tempo.

Ora l'Unione, finalmente al completo, ha cominciato a marciare speditamente e in classifica è sopravanzata soltanto dalle big del tempo, a soli 4 punti dal "grande" Torino e Milan appaiati in testa a quota 16. In una partita molto combattuta pareggia a Bologna, una delle grandi, 0 a 0 e poi batte in casa un Vicenza asserragliato nella sua area con una rete di Ispiro all'87. A Torino contro i campioni granata in gran giornata, la fortissima difesa alabardata si prende una giornata di vacanza e subisce ben 6 gol. Reti inviolate a Modena dove finalmente fa l'esordio Giannini e vittoria di misura ma meritata, contro il disastrato Napoli imbottito di oriundi sudamericani spacciati per campioni: segna Tosolini. Ad Alessandria alabardati sfortunati in vantaggio nel primo tempo con Begni, vengono raggiunti solo all'86' su rigore, ma la sua difesa viene esaltata, perchè impenetrabile.

La Roma viene nettamente battuta a Valmaura (2-0) dalle reti di Ispiro e Tosolini in un mare di fango, con il portiere romano Risorti in gran spolvero. Con il Genoa (1-0) segna Blason e i rossoblù sono costretti ad una difesa ad oltranza; ora la Triestina è appaiata alla Juventus a 23 punti, davanti ci sono solo Torino a 27 e Milan a 29.

Ultime due partite dell'andata e contro l'Inter a Milano, in vantaggio con Tosolini viene raggiunta nella ripresa da Arezzi, ma non si accontenta e nel rabbioso finale manca per ben quattro volte il gol, anche per le strepitose parate di Franzosi, portiere della Nazionale. Ultima d'andata a Valmaura contro l'Atalanta che è la sua bestia nera e più volte ha ottenuto dei risultati imprevedibili contro la Triestina; in una bella giornata di sole ben 16.000 tifosi affollano le gradinate. Trevisan porta in vantaggio l'Alabarda, poi l'Atalanta piano piano viene fuori e riesce ad imporre il suo gioco ad una squadra un po' titubante e pareggia con Miglioli. La Triestina sembra quasi rassegnata e solo nel finale arrembante, sostenuta a gran voce, tenta il tutto per tutto, ma finisce 1 a 1.

Il Milan è campione d'inverno a 31 punti, il Torino segue a 29, mentre la sorprendente Triestina è terza a 25 appaiata a Juventus e Inter, un risultato insperato alla vigilia.

Bruno Gasperutti

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