Domenica, 30 Dicembre 2018 13:31

Gasperutti e la storia della Triestina, nel 1949 salgono alla ribalta Nuciari e "Ciccio" Petagna

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Triestina-Inter 4-2  Franzosi para in uscita su Ispiro Triestina-Inter 4-2 Franzosi para in uscita su Ispiro

Il grande Torino ha lasciato un grande vuoto di potere nel nostro calcio e ciò ha invogliato le grandi squadre a rinforzarsi

in vista del nuovo campionato, pescando all'estero i più grandi giocatori del momento. I presidenti fanno a gara per accappararsi gli assi o presunti tali, che arrivano a frotte in un'Italia che allora era vista come il Bengodi del Calcio Mondiale.

1949 – 1950 SERIE A (15° PUNTATA)

La Triestina invece rimane conservatrice, la squadra è solida e i movimenti di mercato sono esigui: partono Tosolini, Presca, Striuli e arrivano, Petagna dal Taranto, Boscolo e Cantoni dall'Udinese, Nuciari dalla Spal e poi come da moda vigente, acquista il suo straniero, l'inglese Adcock che arriva dal Padova. La squadra sembra rinforzata e alla prima va a vincere a Novara (2-1) dove rimonta il gol in apertura del grande Silvio Piola, con le reti di Ispiro e Blason su rigore. A Lucca con Nuciari infortunato tra i pali, ne prende 7 dalla modesta squadra rossonera (7-2); 1 a 1 in casa con la Fiorentina e bella vittoria contro l'Inter 4 a 2 a Valmaura, dove dimostra solidità e una grande aggressività, anche se la difesa impostata sul sistema, continua a prendere troppe reti. A Torino oppone una tenace resistenza alla Juve, perde (3-0) ma colpisce ben tre pali a testimonianza della sua vitalità.

La squadra è valida e come sempre difficile da affrontare per chiunque, ma forse ha perso lo smalto di un paio di stagioni prima, mentre i giovani acquisti che faranno la storia dell'Unione, devono ancora assuefarsi alla categoria. Poi una serie di pareggi non la fanno decollare ma solidificano la sua posizione in classifica. Pareggio 2 a 2 casalingo col Padova in un incontro veloce e avvincente; equo 1 a 1 a Bologna pur con due pali colpiti nel finale da Trevisan e Rossetti. Il primo gol di Adcock, centravanti sufficiente anche se un po' lento, non dà la vittoria alla Triestina contro il Como, che sul finire pareggia 1 a 1; poi a Bari va in vantaggio con Petagna ma in una arruffata mischia subisce il pareggio allo scadere. In casa con la Roma altro pareggio 2 a 2 con doppio svantaggio iniziale e rimonta con reti di Trevisan e Ispiro e grandi parate del portiere giallorosso.

A Palermo il fattaccio: pareggio (1-1) sul campo con reti di Lodi e Blason su punizione, quando all'87' il pubblico infuriato a causa di un rigore non concesso, invade il campo, ma la difesa a riccio degli alabardati e il gioco arruffato dei rosanero non avevano dato buon spettacolo.

La Triestina naviga a metà classifica, senza infamia e senza lode; forse manca il guizzo che potrebbe far decollare la squadra, tuttavia non ci sono grossi patemi. A Roma con la Lazio gioca una brutta gara e perde (2-0); riscatto la domenica successiva quando a Valmaura batte nettamente il risorto Torino, cui la Federazione e tutte le squadre avevano agevolato la ricostruzione: 3 a 0 con il giovane Boscolo che si mette in luce con una bella doppietta, intervallata dal gol del solito Ispiro, classico giocatore dal grande acume tattico e regista avanzato della squadra. Ancora una vittoria casalinga sul derelitto Venezia (2-0), poi sconfitta a Genova (3-1) dalla Samp in una bellissima partita ben giocata, con prodezze del cannoniere Baldini che segna una rete incredibile dalla linea di fondo, con una cannonata che sorprende Cantoni. 0 a 0 a Busto Arsizio, con difese che sovrastano gli attacchi; nel boxing day solita sconfitta come da tradizione a Valmaura con l'Atalanta (1-0) con rete nel finale di Caprile.

Nulla di fatto a Valmaura contro il Milan del Gre-No-Li, che contende alla Juventus lo scudetto. E' una bellissima partita, giocata l'1 gennaio in una giornata soleggiata e fredda, davanti a 15.000 spettatori. Le due squadre giocano molto bene e il pareggio alla fine è equo, anche come occasioni e legni colpiti: Sessa coglie un palo da 30 metri e Nordahl lo imita con una cannonata che coglie la traversa dalla linea di fondo. A Genova nell'ultima d'andata, il fuoriclasse rossoblù Boyè con quattro reti, demolisce la Triestina sconfitta 6-2; da notare che in seguito l'argentino abbandonerà la squadra di notte e se ne tornerà in Argentina, per la nostalgia della moglie; altri tempi.

Finisce l'andata e i 18 punti sono un buon bottino per galleggiare, ma forse il pubblico s'aspettava di più. Inizia bene il ritorno con vittoria sul Novara (1-0) e sulla Lucchese (2-0) ma a Firenze perde (2-1) e a Milano contro l'Inter subisce un pesante 6-1.

Arriva la Juventus a Trieste, è prima in classifica e 20.000 spettatori affollano le gradinate. E' una bella partita vibrante, la Triestina mai doma si batte al meglio, va subito in vantaggio con Blason, poi Pison coglie l'interno della traversa, il pallone batte a terra, ma l'arbitro lo vede fuori tra le proteste dei triestini. I bianconeri escono con il loro classico bel gioco, segnano John Hansen due reti e “Marisa” Boniperti, poi Begni accorcia e nell'orgoglioso finale gli alabardati vanno vicini al pareggio.

A Padova, l'Unione vince con una punizione di Blason; pareggio 0 a 0 contro un Bologna difensivista, sconfitta a Como (3-1) in una ripresa vibrante e dopo il bel gioco sfoggiato nel primo tempo, una rete di Adcock accende il fuoco lariano che ribalta il risultato; Zorzin viene espulso e Rossetti sbaglia un rigore. Vittoria in 10 con Pison ricoverato all'ospedale per sospetta commozione cerebrale contro il Bari (1-0); pareggio a Roma (0-0) e vittoria di rigore (Zorzin) contro il Palermo.

La squadra ora si è risollevata, la classifica parla di 10 vittorie, con altrettanti pareggi e sconfitte e un buon ottavo posto. La Lazio pareggia (0-0) a Valmaura grazie alle parate del bravissimo Sentimenti IV, poi i granata si prendono la rivincita a battono 3 a 1 i triestini. Vittoria a Venezia sulla cenerentola con rete di Boscolo, vittoria contro la Sampdoria a Valmaura 3 a 2 giocando una gran bella partita, guidata da un Trevisan in gran spolvero. Pareggio casalingo con i tigrotti di Busto (2-2) che meritano la divisione della posta a loro assai utile; vittoria rivincita a Bergamo (1-0) su un campo ridotto ad un acquitrino causa un violentissimo acquazzone primaverile.

Ultime due gare: sconfitta a Milano 5-2, ma il punteggio è pesante per quanto visto in campo e finale di stagione a Valmaura, davanti a soli 4.000 spettatori, con gli appassionati che anche allora, hanno preferito le scogliere di Barcola e le gite in Carso. Comunque è un bel 3 a 0 sul Genoa a coronamento di un dignitoso campionato, che alla fine vede l'Unione ottava con 40 punti, lontanissima dalla zona retrocessione e molto più vicina alle damigelle di Juventus e Milan nettamente staccate in testa.

Il friulano Boscolo, che a sorpresa è entrato in squadra al posto di Rossetti e non vi è più uscito, è il cannoniere della squadra con 9 reti, seguito dai due veterani Ispiro e Trevisan (6 reti) i veri condottieri e guida di attacco e centrocampo. In questo campionato si sono anche affermati altri due giovani che faranno la storia della nostra squadra: il piccolo e scattante portierino Nuciari e "Ciccio" Petagna vero polmone, trascinatore e capitano rossoalabardato per quasi un decennio, poi anche allenatore nel campionato di D 1971-72, coronato dalla promozione.

Bruno Gasperutti

 

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