Mercoledì, 06 Febbraio 2019 12:50

Gasperutti e la storia della Triestina, nel 1954 la città è tornata italiana: in campo con la divisa tricolore

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Jensen batte Viola e segna la rete della vittoria a Torino sulla Juventus Jensen batte Viola e segna la rete della vittoria a Torino sulla Juventus

Dopo un'annata abbastanza soddisfacente che aveva visto la squadra sempre al di sopra della zona pericolosa,

c'è la necessità di sostituire diversi giocatori che hanno fatto la storia a Trieste e che vengono ceduti, per ringiovanire i quadri. Se ne vanno Trevisan, Ispiro, Giannini, Rossetti oltre a Maldini ceduto al Milan per un bel gruzzolo e ad altri minori. Arrivano a rinforzare l'organico: dal Torino il solido e arcigno Nay assieme al portierone Soldan, poi il terzino Toso dall'Udinese e il funambolico Sabbatella, dalla Sampdoria. A proposito dell'argentino, si diceva a Trieste che soffrisse il sole e il caldo, forse per la scarsa criniera e che nelle giornate soleggiate giocasse sempre nella zona d'ombra sotto le tribune, sia nel primo che nel secondo tempo; era un'ottima ala, dal gran dribbling, solo che in trasferta, dicevano sempre i maligni, toglieva la gamba. Oltre a questi acquisti venne tesserato anche il danese Jensen, che era da tempo tenuto in “naftalina,” in attesa del placet della FIGC.

1954-1955 SERIE A (20^ puntata)

Si inizia a Milano e i rossoneri con i loro virtuosi assi in attacco, vincono facilmente (4-0). La prima in casa è con la Pro Patria, le due squadre disputano una brutta gara e solo verso la fine la risolve Secchi con un gran tiro. Con la Samp, sempre in casa, finalmente con tutti i titolari in campo, l'Alabarda gioca bene e vince 3 a 1 e l'esordiente Sabbatella segna una doppietta; si va a Torino e a grande sorpresa, la Triestina batte la Juve con doppietta di Jensen (2-1).

La domenica successiva gran derby a Trieste; una giornata primaverile favorisce l'afflusso di una marea di gente sugli spalti, ma un'Udinese arroccata in difesa non fa giocare gli alabardati e il portiere Romano fa miracoli. Alla fine è uno 0-0 deludente, ma la Triestina è terza in classifica dietro a Milan e Inter. A Novara prima delusione con sconfitta senza attenuanti (2-0) e arriviamo al 30 ottobre 1954, quando a Trieste arriva il Genoa. Solo 4 giorni prima, sotto un diluvio, una folla immensa aveva accolto con giubilo il ritorno all'Italia di Trieste e l'arrivo dei rossoblù è la prima occasione per la folla di festeggiare gli alabardati, che per l'occasione entrano in campo con la maglia verde, calzoncini bianchi e calzettoni rossi in un tripudio di applausi, accolti dalla fanfara dei bersaglieri. La grande festa viene però rovinata sportivamente, da Dal Monte che al 90' pareggia il gol di Jensen (1-1).

A Bergamo un Soldan insuperabile fa mirabilie, ma la Triestina poteva anche fare il colpo grosso (0-0); con il Catania in casa ancora una gran folla e una bella partita aperta fino alla fine (1-1). Ancora a Valmaura, arriva il Napoli, la Triestina domina e Bugatti fa miracoli, ma alla fine vincono gli azzurri (2-0) con un gol in contropiede ad inizio ripresa e beffa finale con alabardati protesi all'attacco; la classifica però è sempre positiva: 7° posto con 10 punti.

A Torino contro i granata la squadra disputa un ottimo primo tempo, poi un'autorete apre la gara e i folletti granata prendono d'infilata la difesa triestina (5-1). Con il Bologna altro pareggio incolore (0-0) e con la Roma all'Olimpico sconfitta senza attenuanti (2-0), se non l'espulsione di Dorigo a 30' dalla fine col risultato in bilico.

A Milano con l'Inter, altra sconfitta (4-1) ma la squadra gioca dal 30' in 10 per la frattura alla clavicola di Jensen. A Valmaura con la Spal è pareggio (1-1) con grandi recriminazioni per un paio di clamorosi rigori negati, ma la squadra ora fatica e il pareggio di Roma con la Lazio (1-1) è un buon tonico per la classifica.

A Pisa, campo neutro, sconfitta con una Fiorentina in gran spolvero (4-1) ma anche qui in 10 nella ripresa e sembra una costante, per un infortunio a Toso. Finisce l'andata e la classifica non è brillantissima dopo le ultime battute d'arresto, ma sempre in zona sicurezza.

Il ritorno inizia a Valmaura contro il Milan che domina la classifica e un pubblico straboccante affolla lo stadio. La Triestina disputa una partita meravigliosa e vince 4 a 3 entusiasmando la folla in un turbinio di emozioni, però al Milan mancavano gli assi Liedholm, Schiaffino e Ricagni!

Bella vittoria in trasferta a Busto Arsizio con gol di Curti e Lucentini ma la settimana dopo a, Genova, sconfitta contro una Samp in stato di grazia, in una gran bella partita. Arriva la Juventus a Trieste, ma la giornata fredda con pioggia e vento tiene lontana la gran folla e solo 13.000 persone accorrono a vedere la splendida vittoria alabardata (4-2). Con il Novara Secchi fa saltare il catenaccio ospite (1-0) e a Genova invece, il catenaccio degli alabardati, ha buon gioco dei rossoblù (0-0).

Con l'Atalanta in casa la Triestina vince meritatamente 3 a 1, fugando definitivamente tutti i pericoli di retrocessione e a Udine, nel recupero della partita sospesa per neve, il pareggio (1-1) colloca la squadra nella parte sinistra della classifica.

Sconfitta a Catania (2-1) nel primo incontro della lunga trasferta al Sud e ancora una sconfitta al Vomero (4-0) col Napoli, giocando male. Riscatto in casa contro il Torino (2-1) in una partita molto vivace e buon pareggio a Bologna (1-1) in una partita svogliata, senza grossi stimoli.

A Valmaura contro la Roma c'è l'esordio di Fulvio Varglien, è uno 0 a 0, ma con alcune grandi parate dei due portieri Soldan e Moro. Il campionato volge al termine tranquillamente e la Triestina è in una posizione centrale di classifica di tutta tranquillità e affronta le ultime partite, immettendo in squadra diversi giovani.

Con l'Inter viene sconfitta a Valmaura da una rete di Brighenti, in una giornata di gran pioggia, che tiene lontano il grande pubblico (1-0). Perde a Ferrara (1-0) contro una Spal disperata in odor di retrocessione, perde a Valmaura con la Lazio (3-1) che conquista a Trieste la salvezza matematica e l'ultima giornata impatta con la Fiorentina di Bernardini che con l'acquisto imminente di Julinho e Montuori, diventerà campione d'Italia. E' un 1 a 1 finale con reti di Virgili e Curti, ma con un gioco ricco di finezze che entusiasma lo scarso pubblico presente, causa il gran caldo certamente, ma che come consuetudine a Trieste, si è riversato sulla costiera barcolana, che anche a quei tempi pur felici per il calcio, attirava di più dello stadio.

Finisce il campionato con la Triestina tranquillamente in salvo, vince il Milan con alle spalle la sorprendente Udinese; retrocedono Spal e Pro Patria, che però vengono ambedue salvate a scapito del Catania e dell'Udinese, che per un illecito vengono retrocesse d'ufficio, senza tanti se e tanti ma, né code stucchevoli nei Tribunali con corsi e ricorsi come ai nostri giorni. A quel tempo si usava così.

Cannoniere è il bravo Secchi con 10 reti, poi Curti e Sabbatella con 6 e Lucentini 5. La Triestina 54/55 era una signora squadra: con un grande portiere Soldan, buoni i terzini Belloni, Toso e Valenti, un centromediano legnoso ma insuperabile come Nay, un centrocampo forte sia fisicamente (Petagna, Ganzer, Dorigo, Jensen) che tecnicamente (Curti e Soerensen), due folletti alle ali come Lucentini e Sabbatella e un ottimo centravanti come Secchi in crescita. Era una squadra che nelle sue giornate migliori, aveva le potenzialità per creare problemi alle più forti; sarebbe bastato poco per ….... ma le casse come sempre a Trieste erano vuote e il vivaio non era più tanto florido come nell'anteguerra.

BRUNO GASPERUTTI

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