Mercoledì, 20 Marzo 2019 13:30

Gasperutti e la storia della Triestina, nel 1961 la retrocessione in terza serie

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Il gol di Raffin in Venezia - Triestina 4-1 Il gol di Raffin in Venezia - Triestina 4-1

Mancata la promozione per un solo punto, la Triestina prepara il nuovo campionato con idee bellicose,

fa cassa come sempre, ma la squadra che ne viene fuori dal mercato non sembra da promozione ma nemmeno da troppe sofferenze. Se ne vanno gli ottimi e promettenti: Puja al Vicenza, Magistrelli all'Atalanta, Radice che ritorna al Milan, Taccola alla Spal, Szoke al Brescia, Del Negro al Mantova e vengono anche colpevolmente ceduti Varglien al Livorno e Merkuza alla Tevere, senza acquistare un altro centromediano di rango e se ne va anche Bandini al Siena. A rimpolpare la rosa con i pochi rimasti, arrivano: il portiere Luison dal Vicenza, scattante e anche bravo, ma alto 1,68 più o meno come Maradona, dal Bari arriva il bomber Rebizzi, che aveva 27 anni, che era anche discreto dotato di una castagna notevole, ma che era oramai sul viale del tramonto con una tendenza ad ingrassare che lo faceva sembrare un veterano. Ritorna in alabardato Sadar proveniente dalla Cirio Napoli, arriva un buon mediano dal Monza, Larini e il monfalconese Fogar dal Brescia, rientra dal Treviso l'ottimo Trevisan e dalla Pro Gorizia arrivano le speranze Bernard (ottimo) e Marangon (un flop); allenatore il confermato Trevisan.

1960-1961 SERIE B (26^ puntata)

In Coppa Italia l'Unione batte il forte Venezia 1-0 e vince a Udine 1-0, ma a Busto alla prima di campionato frana (3-0) umiliata dal ritmo dei tigrotti.

Prima a Valmaura con vittoria contro il Brescia (1-0) grazie ad una fucilata di Fortunato e con l'esordio del figlio del Paron, Bruno Rocco; ancora una sconfitta a Mantova (2-1)contro i virgiliani in 10 dal 10' e pareggio a Verona (0-0) contro i gialloblù in 10 dal 15' ma almeno giocando una gara d'attacco.

A Valmaura contro il gran favorito Palermo, davanti ad un pubblico delle grandi occasioni, gioca un'ottima gara ma non riesce a sfondare il catenaccio rosanero (0-0); ancora una gara casalinga col Messina e arriva una bella vittoria (1-0) con gol di Trevisan. A Venezia arriva una pesante sconfitta (4-1)ma la squadra combatte generosamente e cede solo nel finale; con l'Alessandria in casa, vince e gioca anche bene, in vantaggio per un rigore di Rebizzi (che fucilate che tirava!!), Luison poi ne para uno a Giacomazzi e nel finale risolve tutto Fortunato.

A Parma arriva poi l'unica vittoria in trasferta dell'anno, segna Fortunato, poi si difende con vigore e subisce il pareggio, ma all'88' Rebizzi in contropiede fa il colpaccio (2-1); a Monza arriva una sconfitta (1-0) in una brutta partita, un gol di Fogar viene annullato per fuorigioco.

Dopo 10 giornate la Triestina è settima ma la classifica è cortissima: la zona serie A è a 2 soli punti e la zona retrocessione a 3. Il Prato coglie a Trieste un pareggio giocando un calcio scintillante (0-0) ma Rebizzi manca una rete sparando una fucilata da pochi metri sul portiere quasi tramortendolo.

Poi arrivano due trasferte con due sconfitte nette: 3-0 a Como mai in partita, così 2-1 a Foggia con i locali in 10 per 20' e subendo la rete della sconfitta a soli 2' dal termine.

A Trieste si gioca il giorno di Natale in una atmosfera gelida con bora, con 5000 tifosi che lasciano le tavole imbandite per assistere ad un incontro povero di tecnica; il Marzotto strappa un fortunoso 0-0.

Il 1 gennaio a Reggio per poco ci scappa una vittoria fortunosa, in vantaggio con Trevisan, subisce i granata che sbagliano un rigore parato da De Min, poi colgono una traversa e all'85' pareggiano meritatamente ancora su rigore(1-1).

La classifica non è più tanto buona e la zona a rischio è a 2 punti, ma il finale dell'andata è buono: vittoria con il Catanzaro con gol di Trevisan (1-0), pareggio in bianco in casa, con una bora impetuosa e una Samb arroccata in un catenaccio gigante (0-0).

Pareggio a Novara (0-0) senza emozioni e vittoria splendida sul fortissimo Genoa (penalizzato di 7 punti ma risalito tra i primi) a Valmaura(2-1), con reti di Fogar e Secchi. Finisce l'andata e l'Alabarda è ottava con la zona promozione a soli 3 punti, ma attenzione alla zona calda che dista 4 punti.

L'inizio del ritorno è invece molto negativo e la squadra comincia a sentire il fiato delle pericolanti sul collo: pareggio interno in un incontro povero con la Pro Patria (1-1), sconfitta 1-0 a Brescia, pareggio con rimpianti per le occasioni fallite con il Mantova (0-0), ancora un pareggio interno con il Verona causa un attacco desolatamente sterile (0-0); sconfitta a Messina (1-0) con Buffalo in panchina al posto dell'esonerato Trevisan, ma il catenaccio con cui si è schierata la squadra è desolante e infine sconfitta casalinga nel derby contro un Venezia lanciato verso la A (2-0).

Dopo questa serie di prestazioni negative la classifica si è fatta pericolosa, di A non è più il caso di parlare e con Foggia e Marzotto staccate, il terzultimo posto è solo ad 1 punto. Ad Alessandria l'Unione prende un brodino (1-1), poi c'è il ritorno voluto dai giocatori di Trevisan come allenatore, dopo la parentesi Buffalo e contro il Parma a Valmaura, torna alla vittoria ed a giocare bene, con una doppietta di Secchi

(2-0). Ancora una partita casalinga contro il Monza, ma pur attaccando incessantemente non riesce a sfondare il catenaccio(0-0) e la domenica successiva a Prato in una gara monotona e senza acuti, basta una rete di Mencacci per subire la sconfitta: l'attacco è sempre sterile.

Con il Como in casa gli alabardati sfortunatissimi, perdono quasi subito Cazzaniga per una distorsione al ginocchio, poi Sadar in uno scontro deve andare all'ospedale per ricucire l'arcata sopracciliare e all'83' subisce la rete della sconfitta in contropiede (1-2).

Mancano 8 partite la Triestina è in zona calda, ma non si avvertono pericoli, dietro ci sono 4 squadre e con la classifica cortissima basterebbero un paio di vittorie per essere nel gruppone di centro classifica. Il Palermo in lotta per la A batte in casa gli alabardati per due sfortunate autoreti (2-0), ma la settimana successiva in una partita molto delicata contro il Foggia, gioca benissimo e vince(3-0) facendo respirare la classifica.

Pareggio sul campo sempre ostico di Valdagno, in una giornata caldissima di maggio che taglia le gambe, con la cenerentola Marzotto

(2-2), è invece molto sfortunata contro la Reggiana che insegue la A, attacca, sbaglia gol a ripetizione e subisce il pareggio per un tiro dalla lunga distanza a 15' dalla fine. Poi ci sono due trasferte negative a Catanzaro (3-2) e a San Benedetto (1-0) dove lotta con vigore, ma non ottiene nulla e in classifica il Verona ci aggancia al terz'ultimo posto. Diventa vitale la gara della domenica successiva in casa contro il Novara, in città ci si organizza per sostenere la squadra e vengono fissati prezzi irrisori, per favorire l'afflusso di tifosi. Davanti ad un pubblico straboccante e generoso, arbitra Lo Bello il fischietto principe che come sua consuetudine, vuole fare il protagonista e ci riesce: annulla due reti agli alabardati apparse valide, poi concede due rigori ai triestini che vincono 2-0 e agganciano i piemontesi, assieme al Verona al terz'ultimo posto in classifica.

Manca una partita e si va a Genova contro i rossoblù che sono uno squadrone deluso e che devono assolutamente fare almeno un punto per non rischiare. La partita è drammatica, sotto fin dall'inizio per un'autorete, ad inizio ripresa ne subisce un'altra e lo spettro della retrocessione aleggia, ma in un finale di gara generosissimo, coglie il meritato pareggio (2-2) con gol di Secchi e Brach a 3' dal termine. In classifica, si salva il Verona, ma il Novara che pareggia a Messina, termina a pari punti con la Triestina ed è spareggio.

Si gioca a Ferrara ed è un incontro drammatico dove la paura di perdere aleggia in campo; va in vantaggio la Triestina con un'azione personale di Trevisan ma soli 5' dopo pareggia il Novara per un errore di Luison. Supplementari e su una rimessa lunga, lo zoppo Zanetti spostato in avanti, prolunga il pallone di testa all'indietro, mentre il piccolo Luison appostato sul dischetto, per ricevere, si lascia superare goffamente dal pallone che lemme lemme va in porta. E' retrocessione con la squadra che per tutto il campionato non aveva mai avvertito pericoli e che solo a due giornate dal termine era stata risucchiata al terz'ultimo posto. La difesa nonostante la mancanza di un centromediano di ruolo, vi si erano alternati l'acerbo Marangon, il giovane Bizai e il terzino Frigeri, era risultata molto buona, ma l'attacco invece, composto da pesi leggeri, tecnici ma poco incisivi, aveva segnato col contagocce e alla fine la Triestina ha pagato un conto molto salato, inaspettato e forse non meritato. Cannonieri della squadra, segno tangibile della sterilità dell'attacco: Fortunato e Trevisan con sole 5 reti, poi Secchi e Rebizzi.

BRUNO GASPERUTTI

 

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