Domenica, 27 Ottobre 2019 08:31

Gasperutti e la storia della Triestina, nel 1984 la morte di Stefano Furlan

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La punizione di Romano che s'insaccherà all'incrocio dei pali in Triestina-Arezzo 1-1 La punizione di Romano che s'insaccherà all'incrocio dei pali in Triestina-Arezzo 1-1

E così la Triestina dopo 19 anni ritorna finalmente in serie B e lo fa con una nuova dirigenza e l'imprenditore De Riù come nuovo presidente.

Per questa avventura viene ampliato lo stadio e vengono poste delle tribune fatte con tubolari, sopra le gradinate e nella curva lato campo via Flavia; vengono confermati Buffoni come allenatore, Marchetti come D.S. e Piedimonte come direttore generale. La rosa viene rinforzata con l'acquisto di giocatori giovani e di valore: Romano dal Milan, Stimpfl dal Foggia, Braghin dal Varese, Vailati dall'Avellino, De Giorgis dall'Udinese, Perrone dal Vicenza, Pelosin dalla Sanremese, oltre ad alcuni giovani speranze come Ardizzon e Piccinin. Vengono invece ceduti Trevisan, Pasciullo, Tolfo, Zanini, Mariani, Prevedini e Strukelj che va alla Roma alla corte di Liedholm. La coppa Italia fornisce una piacevole sorpresa e Sampdoria e Pisa, squadre di A con i loro famosi assi stranieri, cadono al Grezar e la Triestina passa al turno successivo.

1983/1984 Serie B (49^ puntata)

Il campionato inizia al Grezar davanti a 16500 spettatori di cui ben 6219 sono gli abbonati; arriva il Palermo di Giagnoni e la partita è piacevole, ma il risultato resta in bianco (0-0).

La trasferta di Monza è una doccia fredda e la squadra viene travolta; segna al 2' Ambu e alla fine del primo tempo è già un 3-0, che sarà il risultato finale. In casa con il Perugia c'è l'esordio di De Giorgis che segna una doppietta, ma non è sufficiente (2-2), mentre a Varese cade nuovamente nel finale (2-1).

Con la Pistoiese in casa la prima gioia grazie ad un rigore trasformato da De Giorgis, ma la prova è confortante (1-0); ancora la Sambenedettese in casa, in una giornata di pioggia e fango; va in vantaggio, ma un discutibile rigore pareggia la gara nel finale (1-1).

A Cava dei Tirreni arriva ancora una sconfitta di rigore a 15' dalla fine (1-0), ma c'è il mercato e Piedimonte corre ai ripari: se ne va Ascagni che era stato sorpassato nelle gerarchie da De Giorgis e va al Parma dove vincerà un'altro campionato, se ne va Nieri con Pedrazzini, altri due capisaldi della squadra che aveva vinto la C. Arrivano però dei pezzi da 90 che sistemano la rosa come il giovane portiere Zinetti in cerca di rilancio dal Bologna, un esterno esperto come Chiarenza dall'Udinese e un cursore giovane ma di valore come Dal Prà dal Vicenza.

Con il Lecce in casa in un'altra giornata di pioggia, si rivede una bella Triestina che va in vantaggio con De Falco, ma poi l'arbitro diventa protagonista e il Lecce che è una signora squadra ne approfitta e pareggia (1-1). Senza Mascheroni azzoppato impunemente contro i salentini la squadra perde a Cagliari, dove gioca stupendamente e va in vantaggio con Perrone, ma viene espulso Ruffini in modo affrettato; nella ripresa ridotti in 10, i sardi ne approfittano e ribaltano il risultato (2-1).

Arriva quindi al Grezar la capolista Campobasso che con una punizione di Maragliulo all'incrocio trova la rete nel suo unico tiro in porta, poi si arrocca e resiste fino alla fine, con la sua difesa rocciosa e impenetrabile (1-0).

Dopo 10 gare la classifica è disastrosa, solo 6 punti e ultimo posto in coabitazione con il Catanzaro, un punto sopra Padova e Pistoiese. Il calendario prevede la domenica successiva la visita alla Cremonese seconda in classifica e la Triestina finalmente raccoglie il dovuto dopo tante partite sfortunate pur giocate bene: con gol di Romano e De Falco sbanca Cremona (2-0).

Bisogna però dare continuità al successo e contro il Cesena in casa gli stessi Romano e De Falco si ripetono in una giornata di pioggia e vento, ma la Triestina è tornata a dare spettacolo (2-0). A Padova va di scena una battaglia, i biancoscudati vanno all'assalto con baionetta in canna e un furore agonistico degno di nota; segna Boito, poi vengono espulsi Mascheroni e un patavino, la Triestina segna due gol che le vengono annullati e sul secondo di De Falco si recrimina a lungo, ma nulla da fare (1-0).

Altra trasferta, ad Empoli deve assolutamente far punti e con una difesa attenta ottiene uno 0-0. Con il blasonato Arezzo di Angelillo che lotta per la promozione, altra giornata di gran pioggia e terreno inzuppato, sembra proprio che in questa annata si debba giocare sempre nel fango e la Triestina che è una squadra tecnica, ne risente. Comunque dopo una papera di Zinetti che porta in vantaggio gli amaranto, rimedia Romano con una punizione micidiale all'incrocio (1-1).

Fine anno a Bergamo, un'altro scontro delicato, Buffoni si copre e manda in campo De Falco e De Giorgis solo nella ripresa quando in svantaggio, l'Unione si riprende e merita il pareggio di De Falco (1-1).

Dopo la Befana arriva a farci visita il Pescara sempre con vento e pioggia, è una gara spettacolare ed emozionante; i pescaresi rincorrono sempre gli alabardati, fino a quando al 90' De Giorgis segna la sospirata rete della vittoria (3-2).

Ultime due di andata a Catanzaro contro il fanalino, dove De Falco segna la rete della vittoria e poi in casa con il Como capolista, che viene sconfitto dopo una gara entusiasmante dai gol di Romano e Dal Prà. Dopo l'ultimo mese positivo, la classifica a fine andata sorride ed è sorprendente, la squadra è ora ai margini della zona promozione al settimo posto a 6 punti da Como e Cremonese e a 4 dall'Atalanta.

Prima di ritorno a Palermo dove con una prestazione spettacolare inguaia i rosaneri che subiscono le invettive del loro pubblico (3-0); la Triestina ora vola e il Monza al Grezar sembra la vittima sacrificale per una squadra che oramai sogna in grande. Davanti ad un pubblico delle grandi occasioni e finalmente in una giornata di sole, invece si consuma l'ennesimo dramma sportivo per gli alabardati; dapprima un tiro chilometrico di Peroncini sorprende Zinetti, poi lo sprint di Marronaro mette in crisi la difesa e il Monza passa (3-0). Alla fine Zinetti sale sul banco degli accusati e dei sospettosi.

L'8.2.1984 si consuma un ben più grande dramma sportivo: si gioca Triestina-Udinese per la coppa Italia con il grande calcio che ritorna a Trieste. Il grande Zico viene ben marcato da Chiarenza e non brilla e alla fine il pareggio in bianco è il logico risultato di una gara tutto sommato tranquilla, ma al di fuori dello stadio dopo alcuni tafferugli non proprio eccessivi, Stefano Furlan viene trasportato all'Ospedale in coma, dove alcuni giorni dopo cessa di vivere. Il fatto drammatico scuote il cuore della frangia pulsante del tifo triestino, che poi gli dedicherà la sua curva in perenne ricordo.

La squadra intanto si riprende e pareggia a Perugia con autorità (0-0) e poi batte al Grezar il Varese nella consueta giornata di pioggia e fango, con un gol a 4' dalla fine di De Falco (1-0).

La classifica nuovamente è tornata a illudere e a fare l'occhietto, ma a Pistoia contro una squadra disperata incappa in una giornataccia (1-3) e Zinetti perde definitivamente il posto a favore di Pelosin. Ancora una trasferta a S. Benedetto e non si va oltre un pareggio (0-0).

In classifica dopo 25 giornate è ottava con il trio delle promovende: Como 35, Cremonese e Atalanta 31, che dista 6 punti. A Trieste la Cavese di Mitri si chiude a riccio però la Triestina non gioca bene (0-0), mentre in trasferta a Lecce una rete di De Giorgis le consente di ritornare a sognare (1-0).

Con il Cagliari in casa segna una doppietta De Falco e tutto sembra facile perchè la squadra gioca veramente bene, ma Pelosin regala una rete ai rossoblù e il finale è col batticuore (2-1); ora il terzo posto della Cremonese è a 4 punti. Scontro al vertice a Campobasso che sta un punto sopra a noi; segna subito De Giorgis: è il gol dell'anno dopo uno scambio volante con De Falco, che fa il giro dei cinegiornali italiani, ma poi la squadra non affonda il colpo e si ritira in difesa e il Campobasso pareggia(1-1).

La Cremonese si presenta a Trieste da terza con 35 punti, la Triestina quinta ne ha 31, è l'ultima occasione: 19000 spettatori e una bella giornata di sole fanno da cornice per l'incasso record del campionato, arbitra Bergamo un internazionale e arbitra male. In una mischia in area Pelosin viene caricato e perde il pallone, Viganò tira nella porta sguarnita ma arriva Braghin che salva, poi il centrocampista grigiorosso perde le staffe chiedendo il gol e va in escandescenze; s'inginocchia davanti al guardalinee, urla e strepita mentre l'ineffabile Bergamo sembra non accorgersene. Il lombardo non contento comincia a distribuire falli e fallacci a destra e manca e poi insulta De Falco, che in uno scontro aereo lo colpisce: Bergamo espelle De Falco. Nella ripresa Bruno porta in vantaggio la Cremonese, ma la generosa Triestina pareggia nel finale (1-1).

Per Pasqua l'Unione gioca a Cesena e porta via un buon pareggio (2-2), come nel derby casalingo contro un Padova arroccato in difesa (1-1): i sogni intanto sono svaniti. Contro l'Empoli altro pareggio casalingo senza troppi sussulti con gli ospiti chiusi a riccio (0-0); ad Arezzo un'autorete di Romano condanna l'Alabarda in una gara di fine stagione (1-0).

L'Atalanta viene al Grezar a conquistare la sua promozione, come sembra essere consuetudine per tante squadre che festeggiano e festeggieranno a Trieste (2-1); pareggio in bianco a Pescara, ma siamo proprio agli sgoccioli di un lungo cammino (0-0), vittoria in casa contro il già retrocesso Catanzaro, che però non si dà per vinto e lotta (3-2) e ultima partita a Como, dove l'Unione fa veramente da punching ball per il già promosso Como (5-1).

E' stato alla fine un ottimo campionato dopo un inizio traballante ma anche sfortunato, dettato dalla poca conoscienza delle proprie possibilità, ma anche da un bisogno di assestamento che è arrivato solo con gli inserimenti del mercato autunnale. Il popolo alabardato ha sognato a lungo l'aggancio al carro della promozione che è sembrata veramente ad un passo, ma le occasioni sono state sempre fallite. La difesa ha mostrato qualche falla per una squadra di spessore, i portieri sono andati a fasi altalenanti, ma il centrocampo ha rivelato un grande Ciccio Romano, una vera sorpresa, poi i motorini Perrone e Dal Prà e il saggio Braghin; in avanti i due punteros De Falco e De Giorgis sono diventati la nuova coppia gol. De Falco è stato il cannoniere con 14 gol, poi De Giorgis con 11 e Romano 7, un ottimo attacco veramente, per una squadra che con pochi aggiustamenti avrebbe potuto raggiungere l'agognata serie A.

BRUNO GASPERUTTI

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